Latina

Honduras

Aumenta repressione contro comunità LGBTI

350 omicidi negli ultimi dieci anni
8 febbraio 2020
Giorgio Trucchi

Las Cattrachas (Foto G. Trucchi | Rel UITA)

L'Osservatorio sulle morti violente della comunità Lgbti in Honduras, della Rete Lesbica Cattrachas, lancia un grido di allarme a causa dell’impennata degli attacchi contro questa comunità.

Il 2019 è stato uno degli anni più drammatici per le persone Lgbti in Honduras. L’Osservatorio di Cattrachas[1] ha registrato 40 omicidi, la quantità annuale più alta registrata nell’ultimo decennio.

Dal colpo di stato del 2009 ad oggi almeno 350 persone Lgbti sono state uccise. Solo 64 casi sono arrivati in tribunale e di questi, solo per 28 c’è stata una condanna in via definitiva, cioè meno del 7% del totale.

Odio e impunità

“La violenza contro persone Lgbti è cresciuta in modo spaventoso. Ciò è dovuto principalmente al grave contesto di impunità che vige in Honduras e all’incremento dei discorsi d’odio promossi dal fondamentalismo religioso”, ha spiegato Nahil Zerón, responsabile dell'Osservatorio.

“Esiste una vera e propria campagna mediatica che non fa altro che peggiorare la situazione. Nel luglio dell’anno scorso sono state uccise 6 persone Lgbti in una sola settimana”, ha aggiunto.

Le vittime non sono già più in prevalenza lavoratrici del sesso trans. Molte di loro sono persone che hanno abbandonato questo lavoro e hanno iniziato altre attività economiche di tipo commerciale.

“Stanno cambiando le modalità e gli obiettivi degli attacchi mortali e questo è il risultato di una società piena di pregiudizi, di discriminazione ed esclusione, che crea le condizioni per una crescita esponenziale della violenza letale contro la diversità sessuale”.

Lo Stato ha senza dubbio una buona parte della responsabilità per quanto sta accadendo.

“Non riconoscendo i nostri diritti e la nostra identità, escludendoci dall'accesso alla salute e all'istruzione, lo Stato diventa responsabile e parte del problema", assicura Zerón.

Stato assente e responsabile

Astrid Ramos fa parte del team legale di Cattrachas. Spiega che una delle cose più assurde è che in Honduras non esiste ancora un registro ufficiale delle morti violente di persone Lgbti e che, alla fine, è la stessa Rete Lesbica Cattrachas a fornire i dati allo Stato affinché indaghi sui crimini che vengono commessi.

Il personale, oltre a essere insufficiente, non è nemmeno addestrato per indagare su questo tipo di delitti. “Come può lo Stato fare indagini serie in queste condizioni? Non c’è da stupirsi quindi che il tasso d’impunità resti molto elevato”, ha detto Ramos.

A questa situazione già di per sè allarmante si aggiungono tutta una serie di tabù difficili da intaccare.

In Honduras continua a essere vietato il matrimonio tra persone dello stesso sesso, così come l’adozione, le “visite intime” nelle carceri e addirittura donare sangue, rafforzando cosí lo stigma e i pregiudizi secondo i quali le persone Lgbti sono tutte portatrici di malattie a trasmissione sessuale.

“Non possono nemmeno cambiare il loro nome in base all'identità di genere”, segnala Ramos.

Di fronte a questa situazione, la Rete Lesbica Cattrachas ha presentato vari ricorsi, sia a livello nazionale che internazionale. "Abbiamo tre casi nella Commissione interamericana per i diritti umani (Cidh) e due nella Corte interamericana (CorteIDH), tutti con ottime possibilità di andare avanti nell’iter processuale”.

Originale in spagnolo Rel UITA

1 http://www.cattrachas.org/index.php/es/observatorio

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