Argentina: aumenta il divario tra ricchi e poveri
D¹accordo con la fonte, i dati raccolti alla fine del 2003 evidenziano che il 10% piu' ricco della popolazione possiede il 38,6% delle entrate del paese e guadagna 31 volte piu' che il 10 per cento piu' povero. Nel caso della Capitale Federale e il Gran Buenos Aires, segnala l¹INDEC, la situazione e' piu' grave, il 10% piu' ricco detiene il 44,5% della ricchezza e guadagna 50 volte di piu' che la stessa percentuale dei piu' poveri. La ricerca rispecchia che tutti i settori della popolazione non solo i piu' poveri, ma anche i ceti medio alti e medio bassi hanno ceduto percentuali al ceto piu' alto. 30 anni fa, quando l¹INDEC ha iniziato queste ricerche, la distribuzione della ricchezza nel paese era simile a quella di alcuni paesi europei di medio sviluppo, ma adesso si colloca tra gli stati di maggiore disuguaglianze sociali di tutta America Latina. Tra le cause di questa situazione dopo la svalutazione di dieci anni fa, l¹Istituto segnala l¹inflazione, l¹incremento della disoccupazione e della poverta' . Sottolinea che, anche se alla fine del 2002 incomincio' un processo di riattivazione dell¹economia, la ricchezza aumento' ma i settori bassi e medi non si sono beneficiati . Segnala che, nonostante l¹incremento dell¹occupazione, il potere di acquisto dei salari e delle pensioni ha continuato a ridursi e a questo si aggiungono i bassi stipendi dei nuovi occupati. La disoccupazione e il lavoro nero coinvolgono nel paese 5.000.000 di persone, circa la meta delle 10.000.000 delle famiglie stabilite. Il rapporto indica che attualmente ci sono 14,4% di disoccupati, che salgono a 19,5%, se si aggiungono quelli che adesso ricevono aiuti da parte dei programmi di assistenza sociale per i capi famiglia. Rileva anche che dopo il recupero iniziale, molto pronunciato nel 2003, si e' verificato un declino nell¹occupazione e, ancora, quelli che oggi trovano un lavoro percepiscono uno stipendio piu' basso di quelli che gia' stanno lavorando, questo comporta una riproduzione del circolo della poverta' e, in molti casi, dell¹indigenza. L¹INDEC classifica la qualita' del nuovo impiego come minima, dato che si colloca principalmente in posti di lavoro precari, senza contratto, vuol dire che il 47% degli occupati lavora senza assistenza sociale, senza nessun tipo di garanzie. In questa situazione, avverte un centro studi privato, si trova l' 80 % delle donne che mantiene una famiglia povera nel paese, come pubblicato da Clarìn, le quali in inoltre ricevono stipendi piu ' bassi da quelli ricevuti dagli uomini. L¹Istituto per lo Sviluppo Sociale Argentino (IDESA), che ha basato il proprio analisi nei dati presentati dall¹INDEC, deduce che tra il 2001 e il 2003 le famiglie povere che sono passate ad essere sostenute dalle donne si e' duplicata da 375.000 a 670.000. Dopo affermare che loro sono molto vulnerabili in relazione alle distorsioni delle regolamentazioni lavorative, segnala che le entrate nelle famiglie povere mantenute da una donna e?il 25% in meno di quelle dove il capo famiglia e?un uomo, perch?loro ricevono, come media, 320 pesos (quasi 109 dollari), in tanto che gli uomini ottengono 420 pesos (circa 143 dollari). Nel caso delle donne capo famiglia, il lavoro nero e senza assistenza sociale arriva al 80% , negli uomini con lo stesso ruolo e' del 54%.
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