Laboratorio di scrittura

Una riflessione

Come possiamo opporci al razzismo?

Invece che uscire dalla crisi con un'idea di eguaglianza e di solidarietà rischiamo di accarezzare una pericolosa soluzione: accettare le diseguaglianze e respingere le vittime delle diseguaglianze. Così si spezza la solidarietà internazionale e la stessa coesione sociale.
18 luglio 2019

Come possiamo opporci al razzismo? 

Occorre prima di tutto capire quali possono essere le cause.

La causa ultima di questa situazione è purtroppo, come sempre in questi casi, economica.

Fu la tremenda crisi economica della Germania che portò Hitler al potere.

Fu la tremenda crisi del 1348 che portò alla ricerca di un capro espiatorio negli ebrei.

Fu la tremenda crisi del 1630 (raccontata dal Manzoni) che fece esplodere non solo la peste la la frustrazione di chi - non sapendone comprendere le origini - si inventò gli untori dopo aver constatato che le processioni non funzionavano, anzi.

Io penso che stiamo vivendo un perioso di grande angoscia sociale che porta a cercare capri espiatori, e questo genera imbarbarimento sociale e culturale fra chi non ha la pazienza di cercare, di verificare, di distinguere. In questi casi è difficile distinguere fra cause ed effetti quando si parla di imbarbarimento e razzismo, in quanto razzismo e imbarbarimento sono due facce della stessa medaglia, il razzismo è imbarbarimento e viceversa. No al razzismo

Noi dovremo cercare la soluzione in un nuovo modello di società basato su un lavoro dignitoso per i giovani, su una giusta ed equa ripartizione delle ricchezze a livello mondiale. Sono convinto che Marx avesse ragione quando focalizzava la sua attenzione sulle ineguaglianze sociali e che quanto avviene oggi ne sia la conferma. Le radici della barbarie affondano nell'ineguaglianza, nella distribuzione iniqua delle risorse e delle ricchezze. Ma invece che uscirne con un'idea di eguaglianza e di solidarietà rischiamo di accarezzare una pericolosa soluzione: respingere i poveri e difendere il fortino dei nostri privilegi. Il problema non diventano più le diseguaglianze ma le vittime delle diseguaglianze. Così si spezza non solo la visione della solidarietà internazionale ma anche la coesione sociale nella stessa comunità in cui si vive.

Quindi per opporci al razzismo occorre lottare contro la diseguaglianza crescente, ormai documentata con dovizia di dati anno dopo anno dall'Oxfam.

Detto questo, e qui sorge in me tutto lo slancio idealista nei nostri padri e nonni partigiani, per quanta forza ci rimane nel cuore, bene, questo è il momento di battersi, con tutti i mezzi della democrazia, per contrastare in ogni sede il razzismo.

Molto importante è e sarà l'opera degli intellettuali, degli insegnanti, dei giornalisti. Occorre una rivoluzione culturale che faccia comprendere che la minaccia oggi non viene dai poveri ma dall'ingiustizia, e mi viene da pensare a una bella frasi di Giaime Pintor: "Le rivoluzioni riescono quando le preparano i poeti e i pittori, purché i poeti e i pittori sappiano quale deve essere la loro parte".

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