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Estratto dalla tesi di Vivian Gerrand del Dipartimento di Italianistica.

7 agosto 2005 - Vivian Gerrand (Università di Melbourne, Australia)

7) Il racconto visivo

Il nostro paese ha avuto le fossi comuni con le
foibe.e oggi ha le fossi comuni per
gli immigrati clandestini che non hanno neanche nome.
Sono quelli che muoiono
durante gli sbarchi o durante i tentativi di
traversata. Sono ormai migliaia.Quindi
noi abbiamo una fetta di mare che è mare insanguinato
dove andiamo a fare le nostre
vacanze, dove adesso bagniamo i nostri bambini.

Sia Diapason (2001), il film dogma di Antonio
Domenici, che Mare Nostrum (2003), il
documentario del giornalista indipendente Stefano
Mencherini, inquadrano le
condizioni degli immigrati in Italia con tetraggine.
Roberta Torre, nel suo film
musical Sud Side Stori condanna la xenofobia mediante
una storia basata su Giulietta
e Romeo.

L'unico dei tre testi a piegarsi esplicitamente ad un
linguaggio ufficiale della
politica, Mare Nostrum dipinge con severità l'effetto
della pessima intelaiatura
Bossi Fini sugli immigrati clandestini. Mediante una
serie di interviste a persone
di interessi e posizioni vari - immigrati,
rappresentanti del governo e del sindaco
di Salento, preti e studenti, Mencherini indaga come
l'immigrazione è stata
affrontata negli ultimi anni in Italia. Prende in
considerazione il ricevimento
delle imbarcazioni nella regione Puglia e le
circostanze di chi viene rinchiuso nel
centro di permanenza temporanea, Regina Pacis, a San
Foca di Lecce.

Mare Nostrum sottolinea le ingiustizie inerenti al
presente sistema, criticando le
istituzioni italiane. Rivela quanto l'approccio del
governo presente, responsabile
per la legge Bossi-Fini,[1] sia inadeguato al dato
strutturale dell'immigrazione in
Italia, "un flusso inarrestabile."[2]

L'inchiesta giornalistica comincia accusando il prete
responsabile del CPT Regina
Pacis d'aver, "torturato e seviziato molte
persone."[3] In particolare, parla di un
incidente durante Ramadan in cui diversi ospiti sono
stati costretti a mangiare
maiale crudo. Le osservazioni inquietanti del
giornalista, come la quantità di
persone inabissate nel tentativo di arrivare in
Italia[4], comprende grosse e forti
denuncie di donne e uomini che subiscono gli effetti
della nuova legge.

Mare Nostrum propone una serie di situazioni che
documentano alcuni problemi e lo
stato di molti immigrati clandestini in Italia. Tra i
casi che vengono ripresi c'è
una prostituta vittima dello stupro del quale racconta
i dettagli crudi, alcuni
ragazzi ad un ospedale di Firenze in un'unità spinale
che aspettono delle cure di
base a loro proibite, non essendo riconosciuti come
cittadini dalla legge. La
concatenazione di esempi impressionanti che Mencherini
usa ha l'effetto di
sottolineare la loro vulnerabilità. Le immagini
scelte rendono difficile concepire
gli immigrati come portatori di cultura. Riflettendo
il clima presente in Italia,
sono inquadrati come vittimi.

Le immagini dei baci, gli abbracci, i sorrisi e le
mani date da parte dei vari
politici agli amministratori del centro Regina Pacis
suggerisce la cecità a livello
istituzionale nei confronti delle problematiche dei
centri. Mencherini impiega un
tono accusatorio nelle interviste con i
rappresentanti del governo. Quando parla
con gli immigrati li lascia più tempo per raccontare
la propria storia. Questo
metodo sembra invertire il modo in cui la tematica
viene affrontata nei mass media
dove solitamente gli immigrati non hanno la
possibilità di esprimersi.

La prospettiva del giornalista viene articolata
tramite la tecnica di accumulare
informazioni che mettono in questione il ruolo delle
istituzioni italiane. Lo
scombussolante avvicinamento della telecamera alla
testa di un cadavere, la lunga
ripresa delle bare delle persone anonime annegate
insieme alla musica assordante
rivelano quanto è stato, e continua ad essere,
rimosso. Queste immagini ricordano
quanto ci sia da fare a livello discorsivo.

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[1] Verso la fine del documentario Mencherini elenca
gli articoli della costituzione
italiana che sono stati violati dai centri di
permanenza temporanea, amministrati a
seconda la legge 189 Bossi-Fini. Nello sfondo si
sente la musica dell'inno
nazionale italiano che sfida il pattriotismo e l'idea
della sovranità.

[2] "Noi non possiamo pensare di combattere questo
flusso - è un flusso
inarrestabile perché.il mondo sta andando sempre più
velocemente verso due poli: i
ricchi e i poveri. Ci sarà sempre più spesso un mondo
povero che si allargherà che
fuggirà da quella povertà per cercare d'avere qualcosa
in più e verrà verso il mondo
ricco che siamo noi." Intervista con Stefano
Mencherini, Lecce, il 12 luglio 2003.

[3] Intervista con Stefano Mencherini, Lecce, il 12
luglio 2003.

[4] L'esempio del naufragio in acque italiane di 108
persone di primavera nel 1997,
la notte del venerdì santo, riapre la questione
dell'omissione del soccorso.
Mencherini mette in dubbio l'evidenza che le autorità
italiane non hanno potuto
intervenire.

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