Estratto dalla tesi di Vivian Gerrand del Dipartimento di Italianistica.
7) Il racconto visivo Il nostro paese ha avuto le fossi comuni con le foibe.e oggi ha le fossi comuni per gli immigrati clandestini che non hanno neanche nome. Sono quelli che muoiono durante gli sbarchi o durante i tentativi di traversata. Sono ormai migliaia.Quindi noi abbiamo una fetta di mare che è mare insanguinato dove andiamo a fare le nostre vacanze, dove adesso bagniamo i nostri bambini. Sia Diapason (2001), il film dogma di Antonio Domenici, che Mare Nostrum (2003), il documentario del giornalista indipendente Stefano Mencherini, inquadrano le condizioni degli immigrati in Italia con tetraggine. Roberta Torre, nel suo film musical Sud Side Stori condanna la xenofobia mediante una storia basata su Giulietta e Romeo. L'unico dei tre testi a piegarsi esplicitamente ad un linguaggio ufficiale della politica, Mare Nostrum dipinge con severità l'effetto della pessima intelaiatura Bossi Fini sugli immigrati clandestini. Mediante una serie di interviste a persone di interessi e posizioni vari - immigrati, rappresentanti del governo e del sindaco di Salento, preti e studenti, Mencherini indaga come l'immigrazione è stata affrontata negli ultimi anni in Italia. Prende in considerazione il ricevimento delle imbarcazioni nella regione Puglia e le circostanze di chi viene rinchiuso nel centro di permanenza temporanea, Regina Pacis, a San Foca di Lecce. Mare Nostrum sottolinea le ingiustizie inerenti al presente sistema, criticando le istituzioni italiane. Rivela quanto l'approccio del governo presente, responsabile per la legge Bossi-Fini,[1] sia inadeguato al dato strutturale dell'immigrazione in Italia, "un flusso inarrestabile."[2] L'inchiesta giornalistica comincia accusando il prete responsabile del CPT Regina Pacis d'aver, "torturato e seviziato molte persone."[3] In particolare, parla di un incidente durante Ramadan in cui diversi ospiti sono stati costretti a mangiare maiale crudo. Le osservazioni inquietanti del giornalista, come la quantità di persone inabissate nel tentativo di arrivare in Italia[4], comprende grosse e forti denuncie di donne e uomini che subiscono gli effetti della nuova legge. Mare Nostrum propone una serie di situazioni che documentano alcuni problemi e lo stato di molti immigrati clandestini in Italia. Tra i casi che vengono ripresi c'è una prostituta vittima dello stupro del quale racconta i dettagli crudi, alcuni ragazzi ad un ospedale di Firenze in un'unità spinale che aspettono delle cure di base a loro proibite, non essendo riconosciuti come cittadini dalla legge. La concatenazione di esempi impressionanti che Mencherini usa ha l'effetto di sottolineare la loro vulnerabilità. Le immagini scelte rendono difficile concepire gli immigrati come portatori di cultura. Riflettendo il clima presente in Italia, sono inquadrati come vittimi. Le immagini dei baci, gli abbracci, i sorrisi e le mani date da parte dei vari politici agli amministratori del centro Regina Pacis suggerisce la cecità a livello istituzionale nei confronti delle problematiche dei centri. Mencherini impiega un tono accusatorio nelle interviste con i rappresentanti del governo. Quando parla con gli immigrati li lascia più tempo per raccontare la propria storia. Questo metodo sembra invertire il modo in cui la tematica viene affrontata nei mass media dove solitamente gli immigrati non hanno la possibilità di esprimersi. La prospettiva del giornalista viene articolata tramite la tecnica di accumulare informazioni che mettono in questione il ruolo delle istituzioni italiane. Lo scombussolante avvicinamento della telecamera alla testa di un cadavere, la lunga ripresa delle bare delle persone anonime annegate insieme alla musica assordante rivelano quanto è stato, e continua ad essere, rimosso. Queste immagini ricordano quanto ci sia da fare a livello discorsivo. -------------------------------------------------------------------------------- [1] Verso la fine del documentario Mencherini elenca gli articoli della costituzione italiana che sono stati violati dai centri di permanenza temporanea, amministrati a seconda la legge 189 Bossi-Fini. Nello sfondo si sente la musica dell'inno nazionale italiano che sfida il pattriotismo e l'idea della sovranità. [2] "Noi non possiamo pensare di combattere questo flusso - è un flusso inarrestabile perché.il mondo sta andando sempre più velocemente verso due poli: i ricchi e i poveri. Ci sarà sempre più spesso un mondo povero che si allargherà che fuggirà da quella povertà per cercare d'avere qualcosa in più e verrà verso il mondo ricco che siamo noi." Intervista con Stefano Mencherini, Lecce, il 12 luglio 2003. [3] Intervista con Stefano Mencherini, Lecce, il 12 luglio 2003. [4] L'esempio del naufragio in acque italiane di 108 persone di primavera nel 1997, la notte del venerdì santo, riapre la questione dell'omissione del soccorso. Mencherini mette in dubbio l'evidenza che le autorità italiane non hanno potuto intervenire.
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