Migranti

RSS logo

Aiuta PeaceLink

Sostieni la telematica per la pace:

  • Donazione online con PayPal
  • C.C.P. 13403746 intestato ad Associazione PeaceLink, C.P. 2009, 74100 Taranto
  • Conto Corrente Bancario c/o Banca Popolare Etica, intestato ad Associazione PeaceLink - IBAN: IT65 A050 1804 0000 0001 1154 580
Motore di ricerca in

PeaceLink News

...

Articoli correlati

  • Il nostro vicino nucleare

    Il nostro vicino nucleare

    La così detta Françafrique è ancora oggi il pilastro del neocolonialismo francese e della sua stessa grandezza economico/militare
    11 maggio 2018 - Rossana De Simone
  • La sfida fra le grandi potenze mondiali per la supremazia tecnologica. Oltre la guerra commerciale e militare
    I casi di Google, Amazon, KAIST

    La sfida fra le grandi potenze mondiali per la supremazia tecnologica. Oltre la guerra commerciale e militare

    “sistemi di apprendimento autonomo, processi decisionali collaborativi uomo-macchina, operazioni umane assistite, operazioni avanzate con sistemi senza equipaggio e reti di armi autonome”
    3 maggio 2018 - Rossana De Simone
  • "L'Italia espelle diplomatici russi in servile ossequio alla fedeltà atlantica e sulla base di fake news!"
    Dal comunicato della Rete NoWar:

    "L'Italia espelle diplomatici russi in servile ossequio alla fedeltà atlantica e sulla base di fake news!"

    Con l'affare Skripal, la Gran Bretagna aizza la Guerra Fredda. Orchestra una grossolana montatura contro la Russia e poi, all'unisono, quasi tutti i paesi della NATO espellono “per solidarietà” oltre 100 diplomatici russi. Eppure la GB ha emesso un verdetto senza prove, senza inchiesta indipendente, senza far vedere i rilievi del laboratorio. Un linciaggio bell'e buono.
    31 marzo 2018 - Rete NoWar - Roma
  • F-35
    La Relazione speciale della Corte dei Conti e la cupa posizione dei sindacati confederali

    F-35

    Verranno finanziati con 150 milioni di dollari i laboratori software degli Stati Uniti occupati quasi per il 50% da personale statunitense
    1 settembre 2017 - Rossana De Simone

"E´rumeno ma diventerà europeo; quel clandestino resti in Italia"

Torino, giudice di pace respinge espulsione per immigrato senza permesso.
17 novembre 2005 - Ottavia Giustetti e Sarah Martinenghi


Qualcosa è cambiato per i cittadini romeni che vivono in Italia. La storia di Constantin Eleodor Nechifor, che vive in un campo nomadi di Torino e lavora come operaio specializzato in un´azienda della città, regalerà loro una nuova speranza. A cambiare le regole la decisione di un giudice di pace ha respinto il decreto di espulsione che lo obbligava a lasciare l´Italia, non avendo il permesso di soggiorno e una regolare situazione contributiva nel nostro Paese. Innovative le motivazioni della sentenza: "Il provvedimento dell´espulsione non si dovrebbe applicare ai cittadini candidati dell´Unione europea così come non si applica a quelli già membri". In altre parole: i romeni possono restare sul nostro territorio anche se non hanno il permesso di soggiorno visto che la Romania entrerà a far parte dell´Unione europea a partire dal 2007.

«Questa storia apre le porte alla speranza di poterci integrare davvero in questo Paese - spiega Aurelia Mirita, presidente di Fratia, la più grande associazione in Italia che si occupa di assistenza sociale, psicologica e culturale agli immigrati romeni - stiamo lavorando per avere una possibilità e ritengo che questo possa essere un enorme passo in avanti». Nato a Botosani 39 anni fa, Constantin è arrivato a Torino da qualche anno. In attesa di una sanatoria o di riuscire a mettersi in regola, ha trovato casa in un campo nomadi e un lavoro come operaio. Fino a quando non si è imbattuto in un controllo della polizia. Gli agenti gli hanno chiesto i documenti e l´hanno scoperto senza permesso. Portato in questura e "fotosegnalato", il suo destino sembrava ormai deciso: per lui era già pronto un biglietto di sola andata per tornare nel suo Paese entro cinque giorni. Gli avvocati Davide De Bartolo e Geo Dal Fiume, a cui il romeno si è rivolto per un aiuto, gli hanno consigliato di fare ricorso poiché già alcuni altri casi in Italia avevano visto giudici ritirare il decreto di espulsione.

È così è stato anche per lui. Il giudice Francesco Sibilla ha accolto il ricorso e Constantin è rimasto a Torino. A convincere il giudice di pace anche la giurisprudenza su casi analoghi di altri cittadini stranieri appartenenti a paesi poi entrati a pieno titolo nell´Unione Europea. Soddisfatta la comunità romena torinese, la più numerosa in città con 50mila persone. A Torino esistono tre associazioni religiose che fanno riferimento alle comunità ortodossa e cattolica. I ragazzi romeni sono quelli che più integrati nelle scuole di primo grado e sono già centinaia, secondo gli ultimi dati del Provveditorato, gli adolescenti che frequentano le superiori. «Il suo caso – ha detto l´avvocato De Bartolo – e costituisce un precedente al quale potranno appellarsi tutti i romeni nella sua situazione».

PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.5.8 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)