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    Drammatico rapporto dell'Unicef sul traffico di minori

    L'Africa "esporta" bambini

    29 aprile 2004 - Ma. Mazz.
    Fonte: Liberazione - 24 aprile 2004

    Il traffico di bambini è una delle tante paghe tragedie africane. Ce lo ricorda il rapporto dell'Unicef sul traffico di essere umani, in particolare donne e bambini, in Africa. Il rapporto, pubblicato ieri, si sofferma sulla definizione di traffico: si tratta di un fenomeno che implica lo sfruttamento della persona trafficata tra un paese e l'altro o all'interno dei confini nazionali. E' insomma una cosa diversa dal contrabbando di persone (lo smuggling, quello che fanno gli scafisti). Il rapporto fornisce informazioni su 53 paesi africani e di racconta di come il traffico sia un fenomeno multiforme, diretto verso altri paesi del continente, all'interno dei confini dei singoli paesi, verso l'Europa e verso il Medio Oriente e gli stati della penisola araba. I paesi coinvolti da forme di traffico interno o internazionale sono otto su dieci. La povertà è la causa principale del fenomeno, ma le crisi politiche, i conflitti, l'instabilità sono tutte cause che aggravano la situazione. Gli sfollati, i profughi per la loro condizione di debolezza hanno più possibilità di essere sottoposti a violenza, sfruttamento sessuale, condizioni di lavoro nocive. Tra i motivi per cui i bambini vengono trafficati ci sono il lavoro agricolo e domestico e la domanda di bambini soldato. Per quanto riguarda il commercio verso Europa e Medio Oriente si parla di traffico di organi e adozioni illegali. L'Unicef sottolinea come il fenomeno sia strutturale e renda i gruppi più vulnerabili della società africana ancora più deboli, ostacolando lo sviluppo e rafforzando le organizzazioni criminali. Un elemento importante del rapporto è quanto vi si dice sul legame tra sviluppo, istituzioni funzionanti, sistema scolastico garantito e lotta al fenomeno del traffico. Accanto a questo occorre un lavoro delle istituzioni locali sulla sensibilizzazione della popolazione sul fenomeno. Senza queste premesse la repressione è del tutto inutile. Il rapporto si sofferma anche su alcune esperienze positive e ricorda come in Africa un paese su quattro ha in corso un progetto nazionale di lotta contro il traffico di esser umani e di come quindici paesi abbiano firmato il protocollo internazionale per prevenire, reprimere e punire il traffico.

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