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Le associazioni di base devono collegarsi e fare sistema

Come inizierà l'autogestione dal basso

Per unificare l'umanità dal basso e così risolvere tutti i problemi, tradurremo le ideologie (oggi qualitative, e perciò intraducibili fra loro se non con la forza) nel comune denominatore dei rapporti di potere fra basi e vertici (individuali e collettivi) da cui le ideologie derivano.
I fini ideologici si risolveranno nei mezzi di reciproca apertura e disponibilità.
La soluzione oggettiva consisterà nell'organizzazione che si formerà a tale fine, e che rappresenterà il cervello dell'umanità, oggi inesistente.
Il procedimento, unificando l'umanità, risolverà i problemi delle conflittualità già dall'inizio del suo configurarsi. Lo spirito unitario immortalerà in sé chi avrà contribuito a farlo essere.
28 agosto 2006 - Mario Ragagnin

www.marioragagnin.net
Oggi ci sono un'infinità di associazioni locali; che si ritengono senza potere, perché non sanno che devono collegarsi tra loro per creare sistema e formare quella autosufficienza che le renda indipendenti anzitutto psicologicamente.
Gli animatori delle associazioni di base devono diventare puramente organizzativi.
Il procedimento naturale, di dare voce a chi non ce l'ha, è di attribuirgli una cosiddetta identità.
Gli animatori di associazioni sentono questo impulso nel guidare il gruppo, e credono in buona fede di dare a esso una identità e una importanza di immagine verso il mondo.
Ciò è valido come punto di partenza. Ma se il gruppo non procede oltre, in modo da estrinsecare l'identità in funzione di unificazione (e perciò di soluzione) del mondo esterno, rimane passivo e cristallizzato, compiacendosi di sé stesso come se fosse il punto di arrivo dell'evoluzione e della storia.
Invece l'identità di ogni entità (individuale e collettiva) proviene da tante radici contemporaneamente; e noi la scopriremo nell'azione dinamica volta all'esterno e proiettata al futuro, verso le realtà che andremo a risolvere e che si riveleranno identiche a noi.
Oggi ogni iniziativa ritorna al punto di partenza, alla collettività da cui è promossa, ritenuta anche punto di arrivo a causa della mentalità del castello che provoca il corto circuito.
Il collegarsi con gli altri gruppi, già operanti altrove e in altra forma, permetterà ai membri del gruppo di partenza di estrinsecare sé stessi con l'indicazione di quello che occorre aggiungere, di collegamenti esterni e di integrazioni interne.
Ne conseguirà una forza qualificata delle basi sulle autorità, dalle locali fino all'ONU, per ottenere strutture di sostegno e mezzi di comunicazione (a nome di tutti: il che fonderà il diritto).
Ogni comunità si raccoglie in sé al posto dell'intera umanità.
La comunità deve sgomitolarsi: dopo aver costruito il filo costruendo sé stessa, deve tesserlo con i fili delle altre realtà: per costruire il comune tessuto dell'umanità.
www.marioragagnin.net

Note:

Sul sito http://www.marioragagnin.net è pubblicato il libro
"I Volontari e il Potere", composto di tre parti:
"Il Potere ai Volontari";
"Il nuovo ordine umano partirà da Israele";
"L'autogestione dal basso unificherà e libererà l'umanità".

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