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Giacomo Alessandroni10 novembre 2008 - Giacomo Alessandroni (segretario di PeaceLink)


"Succede che arrivi stanco da un viaggio in giro per il mondo ed il mattino cerchi l’automobile. E scopri una bella croce celtica con in alto a sinistra la lettera ‘T’ e in basso a destra la lettera ‘S’. Si gela il sangue: hanno anche lasciato la firma, sono quelli del gruppo fascista Trieste-Salario... Io non sfido nessuno, ma nessuno creda di far cambiare di una virgola il mio lavoro".
Così il giornalista Santo Della Volpe racconta il grave episodio di cui è stato protagonista la notte scorsa.

Santo Della Volpe Succede che arrivi da un viaggio in giro per il mondo, stanco e con le valigie perse, ovviamente, all’aeroporto. Vai a dormire a notte fonda ed il mattino cerchi l’automobile, parcheggiata sotto casa da alcuni giorni, ma, perfettamente, nelle strisce giuste ed anche con lo specchietto retrovisore esterno chiuso. E scopri,proprio quel mattino, che l’automobile è coperta da scritte di vernice bianca, bomboletta spray: ‘falli’ disegnati sulla carrozzeria, sul parabrezza , sul parafanghi, sui vetri. Poi strisce di vernice bianca tutto intorno all’auto,scritte sul paraurti posteriore. Facile imprecare subito e tentare di capire se si possono togliere con uno straccio: inutile. Poi scopri che lì, tra un‘ingiuria ed un “cazzo” (scusate la parolaccia) c’è una bella croce celtica con in alto a sinistra la lettera ‘T’ e in basso a destra la lettera ‘S’. Non so se per la rabbia o lo stupore, si gela il sangue: hanno anche lasciato la firma, sono quelli del gruppo fascista Trieste-Salario. Hanno riempito di scritte l’intero quartiere. Allora i pensieri girano a mille: perché lungo la via dove l’auto è posteggiata, ci sono decine e decine di altre auto. Tutte a posto,linde o sporche di polvere raggrumata, ma niente vernice.: ed allora significa che hanno scelto proprio la mia vecchia auto, l’hanno presa di mira quando ,dopo alcuni giorni di parcheggio, erano sicuri che io fossi fuori città, forse sanno dove abito (è probabile… nel quartiere non ci nascondiamo di certo,mia moglie, mio figlio ed io…) e sicuramente sanno che quella era la mia auto. Quelli non vanno a caso.

Non è bello sentirsi nel mirino, anche se da parte di una banda di stupidi vigliacchi. Mille pensieri: forse mio figlio ha litigato con qualcuno di loro? Negativo, studia all’estero da più di un mese,poi non usa la mia vecchia macchina da un anno almeno, ha la moto. Lo chiamo,cade dalle nuvole e si arrabbia più di me. Lasciamo perdere. Metto l’auto vicino al portone, poi corro in RAI, devo fare delle visite mediche ed analisi: infatti la pressione schizza in alto. Per calmarmi vado ad un appuntamento di lavoro: ma il pensiero corre sempre lì, a quelle scritte, allora decido di cancellarle, con rabbia, con disgusto. Mi armo di solvente e straccio. Ma poi, di fronte a quella croce celtica, mi fermo. Mi vien voglia di salire sulla macchina ed andare alla loro sede, tanto tutti sanno dov’è…

Poi prevale la razionalità. Il mattino dopo chiamo il 113: efficienti, devo dire. Nel giro di un’ora arriva prima la volante di zona, poi i dirigenti del vicino Commissariato,molto gentili,poi la Polizia Scientifica che fa foto e rilievi: non faccia niente, non dica niente ,dicono,sino ad una nostra telefonata,partono le indagini. Ed io cancello le scritte con rabbia, con furore, a costo di togliere anche la vernice dell’auto. Ed aspetto di capire chi e perché ha preso di mira la mia persona, il mio lavoro da giornalista.L’auto era parcheggiata bene. Allora c’entra il fatto che sono giornalista al TG3. Cosa avrà dato fastidio del mio lavoro? Tutto e niente: forse avevano bisogno di aprire una campagna intimidatoria contro la stampa ed i giornalisti,dopo sono arrivate le cinghiate e le bastonate in piazza contro gli studenti, poi la gravissima incursione in Rai contro Federica Sciarelli. Ma non posso che notare i muri del mio quartiere piene di scritte, quelle scritte con quella croce celtica,sempre più numerose e sempre più ingiuriose ed avvilenti. Una pressione inutile e delirante. Grazie alla Polizia di Stato per le indagini;ma chi sono questi sciagurati? Chi li istiga alla violenza, per ora fortunatamente solo verbale e nascosta dietro le bombolette spray?

Io non sfido nessuno, ma nessuno creda di far cambiare di una virgola il mio lavoro, di recedere di un millimetro di fronte ai miei doveri (e diritti) di giornalista.

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