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SARDEGNA sindrome Golfo-Balcani-Quirra, veleni di guerra, omicidi di Stato. Il RUOLO DELL’EUROPA

6 marzo 2012
Comitato sardo Gettiamo le Basi

salto di Quirra

Contributo di Gettiamo le Basi al dibattito sulla contaminazione militare in Sardegna - Parlamento Europeo, Bruxelles, 7 marzo-

SARDEGNA sindrome Golfo-Balcani-Quirra, veleni di guerra, omicidi di Stato. Il RUOLO DELL’EUROPA

“L’assenza di certezze scientifiche non deve servire da pretesto per ritardare l’adozione di misure” (ONU, protocollo di Rio 1992).

“L’interesse nazionale cede di fronte al superiore interesse pubblico costituito dalla tutela della salute (…) che va protetta contro ogni iniziativa ostile da chiunque provenga e con la conseguenza che ha anche una valenza incondizionata. La tutela comprende le ipotesi in cui i rilievi scientifici non hanno raggiunto una chiara prova di nocività” (sentenza del TAR Sardegna di sospensiva all’installazione dei radar, 6/10/2011).

“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività” (art 32 Costituzione italiana).

“Sardegna graziosa pattumiera per mercanti di cannoni”, il titolo di un ampio reportage di Radio France trasmesso lo scorso febbraio riassume bene la mortificazione e lo scempio dell’isola (http://www.franceinter.fr/emission-la-bas-si-j-y-suis-sardaigne-jolie-poubelle-pour-marchand-de-canon). “Il male invisibile sempre più visibile, la presenza militare come tumore sociale che genera tumori reali”, titolo del libro del Comitato Scienziate/i contro la guerra (2005), sintetizza eziologia, diagnosi, prognosi. Entrambi permettono d’intravvedere l’ambivalente rapporto vittima carnefice. Per dettagliare il quadro basta l’osservazione di uno scienziato tedesco: l’Europa cova nel suo seno la sua Fukushima, Quirra.

Quirra è un pugno di case rurali a ridosso del più grande poligono d’Europa,il PISQ, “Poligono missilistico sperimentale Interforze salto di Quirra”. Il ridottissimo numero di residenti ha reso ben visibile e impossibile da nascondere la percentuale spaventosa di leucemie e alterazioni genetiche. E’ per questo motivo che in Sardegna dal 2001 si documenta e si denuncia la “Sindrome di Quirra”, l’espressione include le popolazioni decimate dalle stesse patologie, esposte ai veleni dei poligoni di Capo Teulada, Capo Frasca e della ex base nucleare US Navy di La Maddalena.

Fino ad oggi Istituzioni, Autorità, classe politica, classi dirigenti, a livello nazionale e locale, si sono barricate e continuano a barricarsi dietro la negazione dell’evidenza e/o la “scienza-pretesto-narcotico” messa al bando dall’ONU e dalle leggi dell’Italia e dell’Europa. Dallo scorso anno il rifugio è sempre più precario a causa dell’intervento deciso della Magistratura. Tre generali comandanti del Pisq sono rinviati a giudizio con l’accusa di omicidio plurimo volontario, disastro ambientale e numerosi altri reati. Tre responsabili di due indagini “scientifiche” gestite da Nato e ministero della Difesa sono accusati di falso ideologico e collusione d’interessi.

Si è arrivati al nocciolo del problema: l’incompatibilità in uno stesso luogo tra attività della popolazione e attività di guerra. La scelta è secca: prevale il principio di precauzione e il diritto alla salute e all’ambiente salubre o, invece, l’interesse economico e/o militare; si chiudono i poligoni o si deporta la popolazione.

IL RUOLO DELL’EUROPA

Sull’UE pesa il diritto/dovere di pronunciarsi con chiarezza: intende contrastare o essere complice della distruzione della Sardegna e del suo popolo. Fino ad oggi è rimasta in silenzio. Vorremo pensare che sia dovuto alla difficoltà che incontra ad arrivare a Bruxelles la voce di un’isola senza voce. Vorremo escludere che sia un silenzio assimilabile a quello dell’Italia, funzionale ai potenti interessi della Nato e dei mercanti di cannoni, utile per eludere pesanti responsabilità economiche e penali. Vorremo che sugli appetiti della lobby militare-industriale e gli egoismi degli Stati possano prevalere la cultura e la civiltà, che fanno dell’Europa la patria dei Diritti dell’Uomo. Vorremo che l’UE, perlomeno mossa dalla sola esigenza di tutelare la sua credibilità, non consenta che:

§ Al suo interno permanga il cono d’ombra della legalità che grava sulla Sardegna, usata da 60 anni da tutti i Paesi Nato come campo di guerra permanente dove la gente, gli animali e perfino i militari in breve addestramento contraggono leucemie e generano bambini malformati;

§ I focolai della contaminazione bellica (nano particelle, radiazioni elettromagnetiche e ionizzanti, uranio, torio, fosforo, nuovi sconosciuti veleni e strumenti di morte) continuino ad ammorbare e diffondere i loro veleni che viaggiano nell’aria, nel mare, nella catena alimentare ignorando confini, non restano relegati in un’isola lontana da Bruxelles e da Strasburgo;

§ Uno dei suoi Stati membri, l’Italia, persista nella violazione sistematica, a danno del popolo sardo, a) della sua Costituzione e delle sue leggi che impongono l’equa distribuzione sul territorio nazionale dei gravami militari, finora concentrati in Sardegna in misura abnorme; b) delle norme europee ed internazionali che impongono il principio di precauzione; c) dell’obbligo di soccorso e riparazione danni, persista nel non farsi carico della disperata situazione dei pastori, abbandonati a se stessi, costretti a lasciare i pascoli contaminati dai “giochi di guerra”, senza più terre per nutrire le greggi, senza più mercato per i loro prodotti. L’omissione di soccorso è condanna all’estinzione.

Sappiamo bene che il diritto primario alla salute e alla vita di un popolo numericamente ed elettoralmente non competitivo ha scarso valore, scende sottozero se è di ostacolo ai programmi del potente apparato militare-industriale. Riteniamo che l’UE abbia maggiore sensibilità accompagnata a volontà d’intervento sul tema del connubio, alieno alla ragione umana, Parchi-Poligoni. La coesistenza in uno stesso luogo di parchi ambientali con le attività militari più distruttive è la norma in Sardegna. Su l’UE grava il diritto/dovere di pronunciarsi su:

§ la compatibilità del Pisq con: a) il Sito d’Interesse Comunitario situato al suo interno; b) il Parco Geominerario, riconosciuto dall’Unesco bene dell’Umanità, addossato al confine sud est; c) la Zona ad Alta Protezione Faunistica che si estende lungo il lato nord est; d) la salvaguardia di bellezze naturali, animali rari e specie in via d’estinzione come per esempio il geotritone che abita le straordinarie grotte all’interno del Pisq sulle quali Italia e Nato hanno deciso di costruire una pista per aerei di guerra; e) i numerosi siti archeologici disseminati al suo interno e nelle immediate vicinanze (villaggi nuragici, nuraghi, tombe, pozzi sacri ecc.);

§ la compatibilità del Parco Nazionale Isola di Mal di Ventre all’interno di una zona marittima e aerea militarizzata;

§ la mancata decontaminazione dell’area, usata per 35 anni dalla US Navy come base nucleare, situata nel cuore del Parco Nazionale Arcipelago della Maddalena e dei parchi internazionali Bocche di Bonifacio e Santuario dei Cetacei.

Sogniamo che l’Europa (o perlomeno chi si sente cittadina/o dell’Europa e del pianeta Terra) sappia considerare la Sardegna come parte di se e schierarsi al suo fianco per contribuire ad estirpare i tumori che la uccidono, abbia la lungimiranza d’impegnarsi per assicurare ai popoli dell’Europa e alle future generazioni la possibilità di conoscere l’incanto di un’isola che la natura ha voluto di stupefacente bellezza e la sua storia millenaria ha dotato di un patrimonio unico.
1 marzo 2012

Comitato sardo Gettiamo le Basi tel 3467059885---07082349

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