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"Come si possono manipolare oggi i pacifisti"

Seconda puntata di Progressisti in divisa: Le ong, belle infedeli – almeno spesso.

Come due ong internazionali, Amnesty (USA) e la FIDH (Federazione Internazionale Diritti Umani) francese, malgrado le loro campagne meritevoli, vengono ANCHE usate dai poteri forti per condizionarci e, quando serve, per coinvolgerci in guerre di conquista.
19 luglio 2013 - Patrick Boylan

Suzanne Nossel, Amnesty-USA
(Nella foto: Suzanne Nossel, Amnesty-USA)

La seconda puntata dell'ebook "Progressisti in divisa" descrive due ong internazionali, Amnesty-USA e la FIDH (Federazione Internazionale Diritti Umani) francese, le quali – malgrado le campagne assolutamente meritevoli che conducono – vengono anche usate dai poteri forti per condizionarci e, quando serve, per coinvolgerci nelle guerre imperialiste fatte passare per umanitarie. Capire con esattezza come questi organismi possono essere manipolati per poi manipolarci, risulta alquanto illuminante: questa seconda puntata, dunque, andrebbe letta attentamente. Infatti, i meccanismi usati dai poteri forti non saltano agli occhi, bisogna saperli snidare.

"Che delusione!" staranno dicendo, fra sé e sé, molti lettori a questo punto. "Noi sognavamo di poter entrare un giorno in una ong, per avere la possibilità di agire socialmente -- e anche politicamente, al di fuori dei partiti -- per migliorare il mondo!" Si rassicurino, questi lettori. La maggior parte delle ong -- anche le due appena nominate -- danno anche questa possibilità. Ma per non correre il rischio di essere usati (a nostra insaputa), dobbiamo essere molto consapevoli dei meccanismi di manipolazione più comunemente praticati. Altrimenti è facile cascarci. Nella prima puntata di Progressisti in divisa, abbiamo visto come personalità, addirittura di grande statura morale e civica come Andrea Camilleri e Luigi Ciotti, siano stati indotti a battere i tamburi di guerra per il bombardamento della Libia! (La prima puntata è visibile su Megachip qui: http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=81021&typeb=0&Progressisti-in-divisa-pacifisti-in-guerra .)

I poteri forti ne sanno una più del diavolo.

Nella sua recensione dell'ebook "Progressisti in divisa" ( http://www.peacelink.it/pace/a/38740.html ), Laura Tussi ha illustrato come Amnesty-USA, sotto la presidenza di Suzanne Nossel, ex braccio destra di Hillary Clinton, ha alterato e annacquato alcune delle rivendicazioni progressiste di Amnesty (ritiro dall'Afghanistan, chiusura di Guantanamo, riconversione dell'industria delle armi...), per confondere le menti dei suoi seguaci americani... e quindi, alla lunga, per disincentivarli dall'attivismo radicale.

Le stesse tecniche vengono adoperate da alcune istituzioni "progressiste" italiane. Perciò se oggi come oggi hai l'impressione di non capire più le questioni politiche; se le differenze tra destra e sinistra ti sembrano sempre più confuse; se ti senti sul punto di gettare la spugna, non è un caso – è voluto. Fa parte della strategia del potere di disarmare "quelli di sinistra" – in particolare i pacifisti – confondendo loro le idee, disorientandoli, paralizzandoli. Negli Stati Uniti, la campagna di disorientamento di Amnesty, sotto la direzione di Nossel, è stato micidiale. Almeno inizialmente.

Inoltre, nella seconda puntata di "Progressisti in divisa" che riguarda le ong internazionali, apprendiamo come il governo francese abbia "infiltrato" la FIDH per asservirla poi ai suoi disegni, prima in Africa francofona e centrale, poi in Nordafrica. La FIDH è stato cruciale, dunque, nel far scoppiare e nell'orientare le rivolte della "Primavera araba" in Tunisia, in Libia, in Siria. Ciò non vuol dire che ha causato queste "rivoluzioni", ma certamente le ha indirizzate per finalità che servono più a Parigi (e a Washington) che alle popolazioni in lotta.

Che cosa dobbiamo concludere? Dobbiamo tenerci lontani da Amnesty, dalla FIDH e dalle ong simili? Niente affatto. Basta capire come il potere piazza certe persone in questi organismi per asservirle alle sue finalità, per poter poi denunciare queste persone e, alla lunga, farle allontanare.

Così la base di Amnesty-USA ha fatto nel caso della Sig.ra Nossel: lo scorso gennaio, dopo tante proteste interne e tessere strappate, la direzione ha annunciato che iniziava la ricerca di una nuova presidente. Quindi qualcosa si può fare, se si è consapevoli.

Scopo del'ebook "Progressisti in divisa" è, appunto, quello di rendervi consapevoli (e giustamente incavolati), perché possiate lottare con efficacia. Trovate su Microchip la seconda puntata dell'ebook tramite questo link: http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=81417&typeb=0&Progressisti-in-divisa-2--Amnesty-e-dintorni .

su Microchip su Microchip
Note:

La seconda puntata di "Progressisti in divisa", Capitolo III, i. e ii. -- http://bit.ly/pid-02
La prima puntata -- http://bit.ly/pid-01

Il libro intero verrà pubblicato in formato .pdf/epub, DRM free, dopo l'ultima puntata.

Per la recensione di Laura Tussi: http://www.peacelink.it/pace/a/38740.html

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