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I giochi urbani di dimensioni epiche sono a Matera per una settimana

"BBGames": i giochi urbani per sostenere Matera Capitale europea della cultura 2019

L’idea dei BBGames è semplice in sé, quasi elementare: far arrivare ragazzi da tutta Italia e da tutta Europa in una città della Basilicata per una settimana, dividerli in squadre, dar loro ogni giorno delle “missioni” da svolgere con l’ausilio delle persone del luogo, e poi vedere cosa succede.
20 settembre 2013
Teresa Manuzzi

La premiazione di Potenza

La settimana conclusiva dei “Basilicata Border Games” si terrà a Matera dal 23 al 29 settembre. L’iniziativa, frutto della collaborazione tra “Focus - Innovazione sociale” e “Casa Netural”, è stata realizzata per sostenere la candidatura di Matera come “Capitale europea della cultura” per il 2019.

Prima di giungere nella città dei Sassi però i BBGames hanno rallegrato e divertito Potenza (9-15 settembre), Melfi ( 25 agosto- 1 settembre) e Policoro (11- 18 agosto).

In cosa consistono in BBGames

L’idea in sè è semplice, quasi elementare: far arrivare ragazzi da tutta Italia e da tutta Europa in una città della Basilicata per una settimana, dividerli in squadre, dar loro ogni giorno delle “missioni” da svolgere con l’ausilio delle persone del luogo, e poi vedere cosa succede.

Ci si ritrova così a sfidare a carte i vecchietti del “baretto”, a frugare nella spazzatura per realizzare

Una delle prove: realizzare una panchina con materiali trovati di riciclo

panchine, vasi per piantine, ripulire e mettere a nuovo aiuole abbandonate, esaudire alcuni dei desideri degli abitanti del quartiere.

All’inizio è difficile. Difficile perché chi mai aprirebbe ad un gruppo di sconosciuti che, dopo aver citofonato, propone cose tipo: “Salve, possiamo realizzare un aperitivo sul suo balcone? Sa, è il più alto di tutto il quartiere!”, “Mi scusi, potrebbe insegnarmi a cucinare il piatto tipico di questa città… nella cucina di casa sua?”, “Lei suona? Potrebbe farlo sul balcone? Sì devo riprenderla e fotografarla!”, “Cortesemente, potrebbe tirarmi una secchiata d’acqua dal balcone?”. 

Sì, è difficile, ma non impossibile. Se si è disposti a divertirsi, se non si perde il sorriso si riesce ad abbattere quell’istintivo muro di ostilità e vergogna che gli abitanti delle città provano nei confronti di giovani turisti che “fanno cose strane” per le strade di casa loro.

L’Europa dei popoli

Alle volte basta un sorriso e ti ritrovi nella cucina di uno sconosciuto a sorseggiare un po’ di “Aglianico”, impari a fare le “strascinate” e insegni a fare le orecchiette. Alle volte c’è anche qualcuno che ti ringrazia perché “Finalmente state facendo qualcosa per la Basilicata”.

Uno dei giochi urbani reinterpretato in chiave...fiabesca

Durannte La settimana accadono cose strane, la persona che dovrebbe aiutarti a svolgere la missione, dopo aver salutato il compare in dialetto, comincia a parlare in spagnolo con la ragazza madrilena della tua squadra perché: “Sai sono stato 6 mesi a Granada…” .

Quando queste piccole magie accadono sotto i tuoi occhi prendi coscienza che l’Europa dei popoli esiste davvero, oltre le banche, oltre Bruxelles.

Chi sono i folli?

Soltanto quando torni a casa pensi chissà, chissà se i pazzi sono quelli che chiedono cose strane o quelli che hanno aiutato a realizzare le sfide. Sì, forse i folli sono davvero quei lucani che hanno aperto le loro porte, che hanno donato un bicchiere di vino, un po’ di conoscenza culinaria e che hanno ospitato 30 sconosciuti nelle loro case.

Capisci che i BBGames sono giochi seri quando percepisci che le persone che ti hanno aiutato si sono divertite con te. Magari proprio quella vecchietta che lunedì pomeriggio ti studiava guardandoti di sbieco dietro gli scuri della finestra è la stessa che giovedì è scesa in strada e si è messa in gioco.

Sono piccole cose, che ci permettono di capire cosa vuol dire il termine “Europa”.

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