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21 novembre 2013 - Laura Tussi

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Ci sono almeno tre buoni motivi per fare educazione per la pace oggi, come propone il Libro di Laura Tussi

Primo: fermare le guerre. 

Secondo: fermare il razzismo.

Terzo: fermare la violenza quotidiana nelle scuole.

La nostra è un'epoca di Resistenza. Tutto ciò che lavora contro la sopraffazione e l'imbarbarimento sociale è di fatto costruzione della pedagogia della pace. “Resistere” è oggi lavorare per la destrutturazione dei pregiudizi e delle semplificazioni autoritarie. “Resistere” passa per la promozione di alternative alla violenza. “Resistere” è sperimentare una vita migliore in ambienti accoglienti di quotidianità semplici, sinceri e intelligenti. Abbiamo bisogno di resistere di fronte ad una marea montante di rozza e barbara intolleranza, basata sulla meschinità, sull'egoismo e la protervia più sfacciata. Una protervia che si impara a scuola, a scuola di bullismo. O imparando a odiare gli immigrati, i diversi, le culture che con comprendiamo, quelle distanti, che parlano lingue e tradizioni a noi indecifrabili.

Abbiamo bisogno di essere tutti coinvolti in una pedagogia della vita quotidiana che ami la bellezza, l'arte e la cultura. Che educhi alla complessità e alla pazienza, al dubbio e alla saggezza. Tutto questo è impegno contro la guerra come espressione di barbarie.

Oggi però la guerra fa leva non solo sui portatori di pregiudizi e di intolleranza. Stiamo assistendo ad una raffinata strategia che punta a conquistare un pubblico un tempo distante dal sangue e dalle armi.

Oggi la nuova frontiera è coinvolgere il cuore dei difensori dei diritti umani, fa leva sul ripudio dell'ingiustizia e sull'amore della libertà. E' questo forse il più subdolo mezzo con cui la guerra punta a conquistare gli indignati, gli animi sensibili, che non tollerano le ingiustizie e che vorrebbero abbattere le dittature, magari con la “guerra umanitaria”.

Questo è il nuovo inganno con il quale l'antico e forte sentimento di pace rischia di svanire per sempre. 

La violenza giusta e la guerra umanitaria irrompono e diventano sfida.

E alla sfida della guerra bisogna rispondere oggi mettendo in campo l'intelligenza, la saggezza e l'esperienza storica.

Scriveva Voltaire: "Il più grande dei crimini è la guerra; non vi è alcun aggressore che non dipinga questo misfatto con il pretesto della giustizia".

A bene vedere, se mettiamo per un attimo da parte la brutale e insensata follia della violenza, ogni guerra ha avuto delle giustificazioni plausibili, dei ragionevoli pretesti, delle indiscutibili ragioni per agire subito e con fermezza. E' a questa "ragionevolezza della guerra" che dobbiamo rispondere con intelligenza. Essa viaggia in parallelo con la ragionevolezza con cui respingiamo gli immigrati, e con altre ragionevoli ragioni che ci spingono ad essere "ragionevolmente" violenti.        

Il libro di Laura Tussi - che da tempo è impegnata sul terreno della pedagogia della pace - offre al mondo dell'educazione e della scuola elementi di pregio per riflettere. La scuola è oggi minacciata nella sua funzione primaria educativa e deve fare i conti con la sua stessa sopravvivenza. Ma è questa situazione di disagio e tensione che dà agli educatori una ragione in più per farne il terreno privilegiato della speranza progettuale, dove far “Resistere”, con l'educazione alla pace, un'idea umana e motivante di futuro per le nuove generazioni.

Alessandro Marescotti

Note:

su ILDIALOGO.org:
http://www.ildialogo.org/cEv.php?f=http://www.ildialogo.org/cultura/Recensioni_1385046979.htm

su GIULIANOVANEWS:
http://www.giulianovanews.it/2013/11/alessandro-marescotti-recensione-a-educazione-e-pace-di-laura-tussi-mimesis-edizioni/

su PRESSENZA- International Press Agency:
http://www.pressenza.com/it/2013/11/pedagogia-della-pace-contro-ogni-razzismo/

Allegati

  • TEMPI DI FRATERNITA' (79 Kb - Formato pdf)
    la Rivista TEMPI DI FRATERNITA' propone: Alessandro Marescotti-Recensione a "Educazione e Pace" di Laura Tussi, MIMESIS Edizioni
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