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Embargo militare verso Israele

Laura Tussi22 luglio 2014

Da Milano con Daniele Biacchessi e Paolo Caliari un appello alla Pace.

Embargo militare verso Israele

APPELLO. Da Peres Esquivel a Brian Eno, da Rigoberta Menchù a Mike Leigh e Roger Waters: «Facciamo appello alle Nazioni Unite e ai governi di tutto il mondo ad adottare misure immediate per attuare un embargo militare totale e giuridicamente vincolante verso Israele, simile a quello imposto al Sud Africa durante l’apartheid».
 

«All’instaurarsi di un rapporto di oppressione, la violenza ha già avuto inizio. Mai nella storia la violenza è partita dagli oppressi. … Non ci sarebbero gli oppressi se non ci fosse stata prima una violenza per stabilire la loro sottomissione». Paulo Freire   

Israele ha ancora una volta scatenato tutta la forza del suo esercito contro la popolazione palestinese imprigionata, in particolare nella Striscia di Gaza assediata, in un disumano e illegale atto di aggressione militare. L’assalto in corso di Israele su Gaza ha finora ucciso decine di civili palestinesi, ne ha ferito centinaia e ha devastato le infrastrutture civili, compreso quelle del settore sanitario che sta affrontando gravi carenze.

La capacità di Israele di lanciare impunemente attacchi così devastanti deriva in gran parte dalla vasta cooperazione militare e compravendita internazionale di armi che Israele intrattiene con governi complici di tutto il mondo.

Nel periodo 2008–2019, gli Stati Uniti forniranno a Israele aiuti militari per un totale di 30 miliardi di dollari, mentre le esportazioni militari israeliane verso il mondo hanno raggiunto la somma di miliardi di dollari all’anno. Negli ultimi anni, i Paesi europei hanno esportato in Israele miliardi di euro in armi e l’Unione europea ha concesso alle imprese militari e alle università israeliane fondi per la ricerca militare del valore di centinaia di milioni di euro.

Le economie emergenti come India, Brasile e Cile stanno rapidamente aumentando il commercio e la cooperazione militari con Israele, nonostante il loro sostegno dichiarato per i diritti palestinesi.
Con l’importazione da e l’esportazione verso Israele di armi, insieme al sostegno allo sviluppo di tecnologie militari israeliane, i governi del mondo stanno effettivamente inviando un chiaro messaggio di approvazione per l’aggressione militare di Israele, compresi i suoi crimini di guerra e possibili crimini contro l’umanità.

Israele è uno dei principali produttori ed esportatori mondiali di droni militarizzati. La tecnologia militare di Israele, sviluppata per mantenere decenni di oppressione, è commercializzata quale «collaudata sul campo» ed esportata in tutto il mondo.

La compravendita di armi e i progetti congiunti di ricerca militare con Israele incoraggiano l’impunità israeliana nel commettere gravi violazioni del diritto internazionale e facilitano il radicamento del sistema israeliano di occupazione, colonizzazione e negazione sistematica dei diritti dei palestinesi.

Facciamo appello alle Nazioni Unite e ai governi di tutto il mondo ad adottare misure immediate per attuare un embargo militare totale e giuridicamente vincolante verso Israele, simile a quello imposto al Sud Africa durante l’apartheid.

I governi che esprimono solidarietà con il popolo palestinese a Gaza, il quale subisce il peso del militarismo, delle atrocità e dell’impunità israeliani, devono cominciare con l’interrompere tutti i rapporti militari con Israele. I palestinesi hanno bisogno oggi di solidarietà efficace, non di carità.

Le firme:

  1. Adolfo Peres Esquivel, Nobel Peace

  2. Ahdaf Soueif,

  3. Ahmed Abbas,

  4. Aki Olavi Kaurismäki,

  5. Alexi Sayle,

  6. Alice Walker,

  7. Alison Phipps,

  8. Andrew Ross,

  9. Andrew Smith,

  10. Desmond Tutu, Nobel Peace

  11. Ascanio Celestini,

  12. Betty Williams, Nobel Peace

  13. Boots Riley,

  14. Brian Eno,

  15. Brigid Keenan,

  16. Caryl Churchill,

  17. China Mieville,

  18. Chris Hedges,

  19. Christiane Hessel,

  20. Cynthia McKinney,

  21. David Graeber,

  22. David Palumbo-Liu,

  23. Eleni Varikas,

  24. Eliza Robertson,

  25. Elwira Grossman,

  26. Etienne Balibar,

  27. Federico Mayor Zaragoza,

  28. Felim Egan,

  29. Frei Betto,

  30. Gerard Toulouse,

  31. Ghada Karmi,

  32. Gillian Slovo,

  33. Githa Hariharan,

  34. Giulio Marcon,

  35. Hilary Rose,

  36. Ian Shaw,

  37. Ilan Pappe,

  38. Ismail Coovadia,

  39. Ivar Ekeland,

  40. James Kelman,

  41. Janne Teller,

  42. Jeremy Corbyn,

  43. Joanna Rajkowska,

  44. Joao Felicio,

  45. Jody Williams, Nobel Peace

  46. John Berger,

  47. John Dugard,

  48. John McDonnell,

  49. John Pilger,

  50. Judith Butler,

  51. Juliane House,

  52. Karma Nabulsi,

  53. Keith Hammond,

  54. Ken Loach,

  55. Kool A.D. (Victor Vazquez),

  56. Liz Lochhead,

  57. Liz Spalding,

  58. Luisa Morgantini,

  59. Mairead Maguire, Nobel Peace

  60. Marcia Lynx Qualey,

  61. Michael Lowy,

  62. Michael Mansfield,

  63. Michael Ondaatje,

  64. Mike Leigh,

  65. Mira Nair,

  66. Monika Strzepka,

  67. Naomi Wallace,

  68. Nathan Hamilton,

  69. Noam Chomsky,

  70. Nur Masalha,

  71. Nurit Peled,

  72. Paola Bacchetta,

  73. Phyllis Bennis,

  74. Prabhat Patnaik,

  75. Przemislaw Wielgosz,

  76. Rachel Holmes,

  77. Raja Shehadeh,

  78. Rashid Khalidi,

  79. Rebecca Kay,

  80. Richard Falk,

  81. Rigoberta Menchú, Nobel Peace

  82. Robin D.G. Kelley,

  83. Roger Waters,

  84. Robin Yassin-Kassab,

  85. Roman Kurkiewicz,

  86. Ronnie Kasrils,

  87. Rose Fenton,

  88. Sabrina Mahfouz,

  89. Selma Dabbagh,

  90. Geoffrey Bindman,

  91. Slavoj Zizek,

  92. Sonia Dayan-Herzbrun,

  93. Steven Rose,

  94. Tom Leonard,

  95. Tunde Adebimpe,

  96. Victoria Brittain,

  97. Willie van Peer,

  98. Zwelinzima Vavi

(*) pubblicato oggi sul quotidiano “il manifesto”.

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