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FORUM CONTRO LA GUERRA Presidio sabato 28 Maggio 2016:

Base NATO di Solbiate Olona (Varese). Le guerre partono anche da qui. Chiudiamo le basi NATO

21 maggio 2016 - Laura Tussi

NO alle basi NATO: Presidio Sabato 28 Maggio 2016

Base NATO di Solbiate Olona (Varese). Le guerre partono anche da qui.

Chiudiamo le basi NATO

 

LA BASE DI SOLBIATE OLONA: CHE FUNZIONE HA ?

 

La struttura di Solbiate Olona ospita dal 2001 il quartier generale dei corpi NATO di dispiegamento rapido NRDC-ITA. E’ uno dei nove Comandi NATO di reazione rapida, e conta su 400 militari.

L’Italia fornisce il 70% del personale, il rimanente è costituito da militari provenienti da altre nazioni. Il Comando è preparato per interventi in aree di crisi in base a quanto stabilito dal Consiglio Nord Atlantico ed è già stato impegnato in Afghanistan nel 2003 nella missione Isaf sotto comando USA.

Il Comando sta per diventare quartier generale interforze, con la partecipazione di personale anche della Marina e dell’Aeronautica.

Si può affermare quindi senza tema di smentita che la struttura di Solbiate ha assunto una notevole importanza in ambito NATO e certamente può rientrare tra gli obiettivi di attentati militari o terroristici.

 

Attualmente in Italia si spendono in armamenti oltre 80 milioni di euro al giorno che devono diventare 100 nei prossimi due anni. Le spese nella “Difesa” (che tale non è più) aumentano a scapito di pensioni, sanità, istruzione, trasporti, lavoro, bonifiche e messa in sicurezza del territorio. Lo stato sociale è smantellato a favore dello stato armato. Per non dire dell’inquinamento, provocato soprattutto dalle esercitazioni, e del rischio di contaminazione radioattiva.

 

Con il presidio del 28 Maggio davanti alla caserma NATO di Solbiate Olona intendiamo ribadire l’importanza della mobilitazione sul territorio come momento insostituibile di coinvolgimento delle persone e di sensibilizzazione rispetto a temi fondamentali come il disarmo e lo status di Paese neutrale, per difendere la nostra sicurezza, i nostri soldi, la nostra salute.

 

Rilanciamo la mobilitazione popolare su poche essenziali parole d’ordine:

 

- uscire dalla NATO

- chiudere le basi, fuori la NATO dall’Italia

- smantellare gli armamenti, primi fra tutti quelli atomici

 

SABATO 28 MAGGIO 2016 DALLE ORE 15

PRESIDIO ALLA BASE NATO

DI SOLBIATE OLONA

 

Comitato promotore del Forum contro la guerra

per adesioni Mail: forum.no.guerra@gmail.com blog:http://forumnoguerra.blogspot.it/

 

 

CHE COS’ E’ LA NATO OGGI

 

Il Trattato Nord Atlantico risale al 1949; è un accordo politico di cui la NATO è l’emanazione militare. La NATO si presentava come una organizzazione internazionale per la pace e la giustizia tra le nazioni e l’art. 5 del Trattato afferma che il ricorso alla violenza militare deve avere solo scopo difensivo.

Nel 1999, dopo l’attacco NATO alla Serbia, con il nuovo Concetto Strategico viene superato il vincolo della difesa dei confini e i nuovi pericoli vengono individuati nella instabilità politica ed economica e “negli atti di terrorismo, di sabotaggio e di crimine organizzato o anche nella interruzione del flusso di risorse vitali e nei movimenti incontrollati di un gran numero di persone” (art.24).

50 anni dopo la sua nascita ecco che la NATO si ritiene legittimata ad intervenire ovunque nel mondo contro il terrorismo ma anche a tutela dei propri interessi negli approvvigionamenti di acqua, gas, petrolio, oppure per gestire i migranti, definiti “conseguenza dei conflitti armati”. Quella stessa NATO che con le sue guerre provoca profughi e migranti ora si attribuisce il compito di fermare i migranti, soprattutto quelli provenienti dalla Libia, uno dei Paesi sovrani distrutti dall’intervento NATO.

La mutazione genetica della NATO completa il suo corso nel 2006 nel vertice di Riga ove si afferma che compito della NATO è anche la gestione delle crisi (“crisis management”) ovunque nel mondo.

Non si parla più di confini, non si parla più di difesa: la NATO diventa il “poliziotto occidentale del mondo” e strumento della politica estera degli USA.

La guerra diventa legittima anche se “preventiva” e si diffondono i primi ossimori: “guerra umanitaria”, “operazioni di peacekeeping” per nascondere quelle che sono guerre di conquista, di predazione delle risorse, per la diffusione del caos e della reazione terroristica.

Inoltre nel TTIP «Partenariato transatlantico su commercio e investimenti», negoziato segretamente tra USA e UE si prospetta una «Nato economica» che integri quella politica e militare. 

 

CHE COSA SONO LE BASI

 

Era già accaduto con la Guerra del Golfo del 1991, ma ancor più dopo la trasformazione delle finalità della NATO, le basi sono state utilizzate per operazioni che vanno ben al di là della legittima difesa contro un attacco armato. Così è stato in Serbia e in Kosovo nel 1999, in Afghanistan e in Iraq nel 2003, in Libia nel 2011 ed oggi in Siria e in Ucraina attraverso operazioni sotto copertura. Nel contempo si rafforzano i rapporti con Israele, principale causa di destabilizzazione del Medio Oriente.

In Italia sono insediate circa 120 basi tra USA e NATO.

La presenza delle basi pone anche il problema del nucleare perché alcune basi fungono anche da depositi nucleari (90 testate tra Ghedi e Aviano). L’Italia che non è Paese nucleare, è però deposito nucleare per conto terzi. Il nuovo concetto strategico della NATO ha ribadito la necessità dell’armamento e della deterrenza nucleare, in palese violazione del Trattato di non proliferazione che impone negoziati finalizzati al disarmo nucleare globale. L’Italia viola costantemente l’art.2 del Trattato di non proliferazione quando riceve armi nucleari statunitensi.

 

-- 

Diceva Gandhi:

Vivi come se dovessi morire domani. Impara come se dovessi vivere per sempre.

Non ho nulla di nuovo da insegnare al mondo. La verità e la nonviolenza sono antiche come le montagne. 

Non c'è strada che porti alla pace che non sia la pace, l'intelligenza e la verità.

Io e te siamo una sola cosa: non posso farti male senza ferirmi.

Occhio per occhio... e il mondo diventa cieco.

Ci sono cose per cui sono disposto a morire, ma non ce ne è nessuna per cui sarei disposto ad uccidere.

Per praticare la nonviolenza, bisogna essere intrepidi e avere un coraggio a tutta prova.

Nessun uomo può essere attivamente non-violento e non ribellarsi contro l'ingiustizia dovunque essa si verifichi.

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