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Il motore della finanza globale risiede nell’export di armi

Pace, Donne, Disarmo

Nella giornata internazionale delle donne per il disarmo, ricordiamo l’impegno di molteplici attiviste sui grandi temi del disarmo nucleare, dalla marcia mondiale della pace e della nonviolenza al Petrov Day
Laura Tussi25 maggio 2020

Pace, donne, disarmo

Nella giornata internazionale delle donne per il disarmo, ricordiamo l’impegno di molteplici attiviste sui grandi temi del disarmo nucleare, dalla marcia mondiale della pace e della nonviolenza al Petrov Day per ricordare che nel mondo purtroppo imperversano le guerre e il motore dell’economia e della finanza globali risiede nel commercio e nell’export di armi convenzionali e nucleari. L’Italia è una delle maggiori esportatrici di bombe che vende alla Arabia Saudita, ai Saud petromonarchi per attaccare lo Yemen in una guerra pesantissima e molto grave dove donne e bambini sono le principali vittime, vittime di sfruttamento, di stupro e di abusi: vittime che soccombono e si consumano poco a poco sotto i bombardamenti.

E ancora la guerriglia siriana manovrata dai vertici del potere mondiale che nulla ha a che fare e non è assolutamente paragonabile con la resistenza armata dei partigiani antifascisti nella seconda guerra mondiale. 

E ancora la guerra in Libia che ha innescato il tunnel della morte dei Lager dove donne, uomini e bambini subiscono le sevizie, i soprusi e le violenze più abominevoli.

Ormai dopo anni della guerra del Golfo, i movimenti pacifisti e nonviolenti perdono di creatività e proattività perché si fanno avanti e prendono forza i poteri forti che si spacciano da progressisti. Per far fronte a queste condizioni ingiuste e disumane di guerra in tutto il globo terrestre occorre ripartire dalle donne e dal disarmo per costruire insieme Ponti di memoria, Ponti di relazioni, reti di dialogo, legami di pace, per far fronte alla barbarie dei signori della guerra, per affrontare i potentati dei padroni dell’atomo, del petrolio, dell’acciaio che detengono il rischio della guerra nucleare e conniventi fomentano la terza guerra mondiale a frammenti dove gran parte del mondo e soprattutto il Medioriente si trasforma in una polveriera intrisa di guerre civili, divisive, fratricide tra etnie, genti, popoli e minoranze. 

E non dimentichiamo le guerre e i genocidi dell’Africa che sono sottaciuti e oggetto di censura da parte dei media ortodossi e convenzionali. I media pongono veti e censure sui grandi temi che le donne per il disarmo portano avanti e che sviluppano con i loro mezzi e le loro possibilità e potenzialità negli ambiti dell’attivismo associazionistico e sociale per la pace. Le donne attiviste sviluppano i temi della nonviolenza, del disarmo, dell’antimilitarismo, dell’obiezione di coscienza alle spese militari e nucleari, dei corpi civili di pace, della difesa popolare nonviolenta, del servizio civile. Le donne contro il potere militarista e l’imposizione maschilista e patriarcale che impone la disciplina, l’ordine, l’obbedienza come ai tempi non lontani del fascismo e del nazismo e di tutte le dittature e dei totalitarismi che si impongono nel mondo.

Le donne contro il fondamentalismo. Contro i fondamentalismi.

Le donne contro la corsa agli armamenti.

Donne e uomini per la pace nei movimenti ecopacifisti che si terranno a Buchel, in Germania - dove ha sede la nuova base Nato - come negli anni 1980 accadde a Comiso contro l’istallazione degli euromissili statunitensi i cosiddetti Cruise. L’arcobaleno della pace femminile che sovrasta gli atavici conflitti del Vietnam, Iraq, Iran, Afghanistan, imposti dalla superpotenza degli Stati uniti, che ha ucciso, bruciato, distrutto con milioni di vittime tramite odio, violenza, orrori, stragi, massacri: morte. 

Dal baratro buio delle guerre si deve risollevare un segnale di speranza contro la barbarie più abominevole. Un grido di allarme come dai minareti della Palestina e di Gaza durante il coprifuoco. Un anelito di verità e giustizia di tutti i giovani e le donne del mondo per dire basta alle guerre e per disarticolare la catena di controllo del sistema di potere della corsa agli armamenti e al riarmo nucleare delle superpotenze e delle nazioni che si vogliono dotare di armi nucleari.

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