Scendere in campo per Julian Assange: una nuova strategia
“Dobbiamo dimostrare che chi ha commesso reati, non è mica Julian Assange, bensì i suoi accusatori! E perciò dobbiamo chiedere sanzioni contro di loro.” Questa, in sintesi, il credo comune che lega due gruppi di attivisti pro-Assange, uno a Roma e l’altro a Londra.
LONDRA
Diversi attivisti internazionali (tra cui Tariq Ali, Jeremy Corbyn, Rafael Correa, Deepa Govindarajan Driver, Daniel Ellsberg, Ken Loach, Stefania Maurizi, Yanis Varoufakis) terranno, a Londra il 22 ottobre, un processo contro gli Stati Uniti e il Regno Unito per i loro crimini di guerra -- proprio quelli che Assange ha rivelato attraverso il suo sito Wikileaks.

ROMA
Una seconda offensiva viene proposta da alcuni gruppi di attivisti di Roma (U.S. Citizens for Peace & Justice, Italiani per Assange, DiEM25 in Italy). Lo scorso 28 settembre, hanno denunciato, con un gesto clamoroso, i governi USA e UK che, da 10 anni, violano i diritti umani di Julian Assange, detenendolo arbitrariamente, torturandolo, censurandolo. Così questi attivisti hanno portato all'ufficio di Roma dell'Unione Europea -- così pronta a sanzionare i regimi autoritari quando commettono queste stesse violazioni -- una richiesta formale di sanzionare appunto gli USA e l'UK per la loro persecuzione di un premiato giornalista investigativo. Si tratta di sanzioni mirate, dirette contro i capi di Stato USA/UK, e i loro più stretti collaboratori, rei delle violazioni.
Ecco la consegna della lettera, stampata in formato gigante, per non andar persa: https://www.gettyimages.it/search/2/image?events=775717487&family=editorial&editorialproducts=all
Ed ecco una petizione che si può firmare per aggiungere anche la propria firma alla lettera. (Tra i primi firmatari figurano Daniel Ellsberg e Noam Chomsky.)
Petizione in italiano: https://chng.it/ppg2dxtr
Petizione in inglese: https://chng.it/rt27T4Kt
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