Il vassallaggio dei governi europei alla corte del re Trump
Inoltre l'Ue effettuerà 600 miliardi di investimenti negli Usa e acquisterà 750 miliardi di energia e centinaia di miliardi di armamenti.
E lo farà contro gli interessi dei suoi cittadini.
Acquistare il gas liquefatto dagli Usa significa rinunciare ad investire nella transizione verso le energie rinnovabili.
Comprare gli armamenti dagli Usa significa rinunciare a sviluppare un’industria della difesa europea.
Rinunciare alla web tax nei confronti dei colossi tecnologici, che hanno finanziato massicciamente la campagna elettorale di Trump, significa perdere uno strumento essenziale per finanziare i beni pubblici europei e costruire una sovranità digitale europea.
E tutto questo arriva dopo che i Paesi europei in ambito Nato hanno garantito al governo Usa di portare le spese militari al 5% dei rispettivi PIL nei prossimi 10 anni.
E’ bene ricordare da dove siamo partiti: prima del secondo mandato di Trump l'aliquota media dei dazi degli ultimi anni era di circa il 4%. Il 15% rappresenta quindi un aumento drammatico. L’accordo – che sarebbe meglio chiamare ricatto - raggiunto è un sicuro affare per gli Stati Uniti e ogni trionfalismo della Presidente della Commissione europea appare fuori luogo.
Noi europei ci siamo arresi incondizionatamente alla volontà di Trump, un bullo al potere, che ha piegato l’Ue senza trovare resistenze.
La divisione dei governi europei e il fatto di non avere una sola voce – ma tante voci discordanti - ci fanno pagare un prezzo altissimo. L’Ue dimostra, ancora una volta, di essere un gigante economico, un nano politico e un verme militare.
Se avessimo avuto un governo federale – nei settori importantissimi dell’economia, della politica estera e di difesa - come negli Usa avremmo potuto trattare alla pari. Così invece veniamo umiliati sia nella sostanza che nella forma. Una trattativa del genere avrebbe dovuto essere suggellata nelle opportune sedi istituzionali (presso la Commissione o il Parlamento) e non in un golf club di proprietà del presidente Usa.
Che altro ancora dobbiamo subire, noi vassalli europei, per avere un sussulto di dignità e per renderci finalmente autonomi e sovrani dal re Trump?
https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/statement_25_1915
Articoli correlati
Un golpe colonialeVenezuela: il regno della forza che spazza via quello della legge
Il cambiamento di regime con la forza a Caracas si colloca certo nella lunga storia della violenza contro i paesi sfortunatamente collocati a sud del Rio Grande8 gennaio 2026 - Fabrizio Tonello
Le incognite sul petrolio venezuelano e la transizione ecologicaCol Venezuela, gli Stati Uniti stanno costruendo un impero fossile
Secondo Bloomberg, Trump sta costruendo il suo impero del petrolio, capace di controllare il 40% della produzione mondiale. Ci riuscirà?8 gennaio 2026 - Lorenzo Tecleme
Il petrolio e gli investimenti cinesi in America latina tra i veri motivi dell'aggressioneSul Venezuela il Plan Cóndor del XXI secolo
A rischio non è solo l’indipendenza del Venezuela, ma la stabilità dell’intera regione sudamericana e caraibica, divenuta funzionale a Trump a livello geopolitico, economico e territoriale5 gennaio 2026 - David Lifodi
Il MIR denuncia l'aggressività imperialista degli USAIllegittima l'aggressione militare sul territorio del Venezuela
La clamorosa violazione del diritto internazionale da parte del Presidente Trump è palese e indifendibile. Si configura come un attacco alla sovranità di un Paese vanificando le norme elementari che regolano le relazioni fra gli Stati, paradossalmente proprio in nome della democrazia.4 gennaio 2026 - MIR

Commenti
Inserisci il tuo commento