L'analisi geopolitica dell'economista economista americano

La posizione di Jeffrey Sachs sull'Ucraina

PeaceLink ha pubblicato la lettera di Jeffrey Sachs indirizzata al cancelliere tedesco Friedrich Merz, incentrata sulla necessità di una nuova architettura di sicurezza in Europa. L'autore critica aspramente l'espansione della NATO verso est e richiama i concetti che hanno generato instabilità.
12 gennaio 2026
Redazione PeaceLink
Qui c'è la lettera aperta di Sachs al cancelliere tedesco Merz: Jeffrey Sachs

La visione di Jeffrey Sachs sulla guerra in Ucraina si discosta dalla narrativa prevalente, ponendo l'accento sulle responsabilità storiche della NATO e dell'Occidente e sulla necessità di una nuova architettura di sicurezza europea.
I pilastri del pensiero di Sachs
1. Il tradimento delle promesse storiche. Sachs sostiene che, alla fine della Guerra Fredda, furono date rassicurazioni formali all'Unione Sovietica circa il fatto che la NATO non si sarebbe espansa verso est. Secondo l'autore, l'unificazione tedesca stessa fu possibile solo grazie a questi impegni, che sono stati successivamente ignorati o definiti come "informali" in un atto di revisionismo storico.
2. La sicurezza indivisibile. Un concetto centrale è che la sicurezza di uno Stato non può essere costruita a scapito di quella di un altro. Ignorare per decenni le preoccupazioni della Russia riguardo ai propri confini non è stata diplomazia, ma un'escalation intenzionale.
3. Il precedente del 1999 e del 2008. Sachs cita il bombardamento della Serbia da parte della NATO (senza mandato ONU) e il riconoscimento dell'indipendenza del Kosovo come momenti in cui l'Occidente ha alterato l'ordine internazionale, creando precedenti che la Russia ha poi utilizzato per giustificare le proprie azioni.
4. Il fallimento della diplomazia nel 2014. Sachs critica il ruolo della Germania e dell'Europa nel 2014. L'accordo tra Yanukovych e l'opposizione, garantito dai paesi europei, fallì in poche ore portando a un cambio di regime violento. Successivamente, gli Accordi di Minsk II sarebbero stati usati dall'Occidente non come un vero piano di pace, ma come un espediente per "prendere tempo" e armare l'Ucraina.
5. La soluzione proposta: neutralità e OSCE. Per porre fine al conflitto armato, Sachs propone:
    ◦ la fine definitiva dell'espansione della NATO a est;
    ◦ la neutralità dell'Ucraina, supportata da garanzie internazionali;
    ◦ il ritorno dell'OSCE (e non della NATO) come forum primario per la sicurezza europea;
    ◦ la rimozione delle sanzioni e il ripristino di relazioni economiche basate sul realismo.

La lettera aperta di Jeffrey Sachs, indirizzata al cancelliere tedesco Friedrich Merz, è incentrata sulla necessità di una nuova architettura di sicurezza in Europa. L'autore critica aspramente l'espansione della NATO verso est e richiama i concetti che secondo lui hanno generato tensioni e instabilità (si vedano i punti sopra esposti). 

GLOSSARIO ESSENZIALE
Questo glossario aiuta a comprendere il dibattito prospettato da Sachs, economista statunitense di fama mondiale, docente alla Columbia University e consulente per le Nazioni Unite.
OSCE (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa): organizzazione regionale che include sia i paesi occidentali che la Russia; per Sachs dovrebbe essere l'istituzione centrale per il controllo delle armi e il dialogo.
Consiglio di Sicurezza dell’ONU: organo responsabile della pace mondiale. Sachs sottolinea come l'intervento NATO in Serbia del 1999 sia avvenuto illegalmente, senza il suo consenso.
NATO (Organizzazione del Trattato dell'Atlantico del Nord): alleanza militare occidentale. Sachs critica la sua trasformazione da alleanza difensiva ad attore espansionista verso i confini russi.
Trattati e Accordi Storici
Accordi di Helsinki (1975): atto fondamentale per la distensione tra blocco occidentale e sovietico, basato sull'inviolabilità delle frontiere e il rispetto della sovranità.
Accordi di Minsk I e II (2014-2015): protocolli nati per fermare la guerra nel Donbass. Prevedevano il cessate il fuoco, il ritiro delle armi pesanti e riforme politiche (status speciale per le aree separatiste). Secondo Sachs, l'Ucraina non li ha mai applicati e l'Occidente non ne ha preteso il rispetto.
Trattato ABM (Anti-Ballistic Missile, 1972): Accordo tra USA e URSS per limitare i sistemi di difesa missilistica e mantenere la "distruzione mutua assicurata". Gli USA si sono ritirati unilateralmente nel 2002, destabilizzando l'equilibrio nucleare.
Trattato INF (1987): Trattato che eliminava i missili nucleari a corto e medio raggio in Europa.

Concetti geopolitici e strategici
Sicurezza indivisibile: principio per cui nessuno Stato può aumentare la propria sicurezza a scapito di quella altrui senza provocare instabilità globale.
Neutralità: status di un paese (come l'Austria o la Svizzera) che non aderisce ad alleanze militari. Sachs la considera la chiave per la pace in Ucraina.
Ostpolitik: la "politica verso l'Est" inaugurata dalla Germania Ovest negli anni '60 per ridurre le tensioni con l'URSS attraverso il commercio e la diplomazia.
Linee rosse: limiti strategici invalicabili che, se superati, provocano una risposta militare. L'ingresso di Ucraina e Georgia nella NATO è considerata la "linea rossa" suprema per Mosca.
Eventi Chiave
Summit di Bucarest (2008): incontro NATO in cui fu promessa l'adesione futura di Ucraina e Georgia.
Rivoluzione ucraina / EuroMaidan (2014): manifestazioni che portarono alla caduta del presidente Janukovic e all'ascesa di un governo filo-occidentale, evento definito da Sachs come un cambio di regime incostituzionale.

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