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Strategie economiche per l'India

Una lezione per la Banca Mondiale

Negli ultimi anni uno sviluppo incentrato quasi esclusivamente sulle classi medie urbane, a scapito della grande maggioranza rurale, ha visto scendere sotto la soglia di povertà, nella regione indiana dell'Andhra Pradesh, il 77 percento della popolazione
9 giugno 2004 - Marina Forti
Fonte: www.ilmanifesto.it
2.05.04


Lo stato dell'Andhra Pradesh, India meridionale, andrebbe studiato più a fondo: nell'ultimo mese ha capovolto parecchie delle idee che ci eravamo fatti sull'India (o almeno, delle idee che ci erano state propagandate). Per intendersi, l'Andhra Pradesh è stato portato per anni come esempio di un approccio dinamico allo sviluppo: negli ultimi dieci anni è stato governato da un chief minister (capo del governo) che aveva puntato tutto sulle nuove tecnologie e gli investimenti stranieri. All'inizio del suo mandato, Chandrababu Naidu aveva voluto dare il segno di un nuovo stile inaugurando le videoconferenze quotidiane con gli amministratori locali di tutto lo stato. Ha fatto di Hyderabad, la capitale statale, un centro di aziende informatiche, sinonimo di modernità e hi-tech. E' stato invitato al World Economic Forum, ha ricevuto Bill Clinton (durante la sua lunga visita ufficiale in India, da presidente degli Stati uniti). Quello che non molti sanno è che il programma di governo di Naidu, chiamato pomposamente Vision 2020, è stato scritto da un'agenzia di consulenza statunitense, la McKinsey (traggo l'informazione da George Monbiot, The Guardian, 18 maggio). E che tolta un'introduzione di grandi principi - istruzione e sanità alla portata di tutti, ad esempio, e «creare occupazione», e «sviluppare le campagn» - il programma si riassume in un esperimento di libero mercato con l'acceleratore. Privatizzazioni, deregulation, «de-statalizzazione»: ad esempio privatizzare gli ospedali pubblici e le università, che sarebbero state finanziate dalle tariffe pagate dagli utenti. Favorire i grandi imprenditori rispetto ai piccoli investitori. «Razionalizzare» l'economia agricola con grandi investimenti per l'export (e l'espulsione di 20 milioni di contadini).
Questo progetto, ormai sappiamo, è stato bocciato dagli elettori (il mese scorso, oltre alle elezioni legislative nazionali, in Andhra Pradesh si tenevano quelle statali e il partito di Chandrababu Naidu è stato sonoramente sconfitto). E la sconfitta del governo dell'Andhra Pradesh è sembrato proprio il simbolo di cosa non aveva funzionato in India: uno sviluppo economico puntato sulle classi medie urbane che aveva dimenticato la grande maggioranza rurale. I dati ufficiali dell'Andhra Pradesh dicono che il 77 percento della popolazione è sceso sotto la soglia di povertà.
E però non è solo il signor Naidu che è stato sconfitto. Il programma Vision 2020 era stato sostenuto dalla Banca Mondiale (con oltre 2 miliardi di dollari di crediti ricevuti negli ultimi dieci anni, l'Andhra Pradesh è uno dei maggiori «clienti» della Banca in India), e da enti bilaterali occidentali - ad esempio quello britannico, scrive Monbiot, che ha finanziato Vision 2020 come fosse con i fondi per la cooperazione allo sviluppo, incluso il «segretariato» che si è occupato delle privatizzazioni. Insomma: gli elettori indiani hanno bocciato anche la Banca Mondiale e tutte le agenzie di sviluppo che hanno fatto del libero mercato la condizione per sganciare i loro aiuti. Converrà tenere gli occhi puntati sull'Andhra Pradesh. La settimana scorsa, ad esempio, la Banca mondiale ha sospeso un prestito di 250 milioni di dollari già concordato con il governo precedente. Il motivo è semplice: a Hyderabad c'è una maggioranza politica guidata dal partito del Congresso (che del resto ha vinto anche a livello nazionale), il quale aveva fatto campagna promettendo agli agricoltori elettricità gratuita, dopo 4 anni di siccità che hanno devastato le campagne (e prosciugato i pozzi), e in generale misure per lo sviluppo agricolo. Così una delle prime decisioni prese dal nuovo chief minister Y.S. Rajashekhara Reddy è stato condonare le bollette arretrate e rendere gratuita l'elettricità per gli agricoltori. Ma questo significa un sussidio: e la Banca Mondiale aveva condizionato i suoi prestiti all'eliminazione dei sussidi. C'è di buono che l'India nel suo insieme riceve sotto forma di aiuti internazionali meno del 0,5 percento del suo Prodotto interno lordo: questo significa che le agenzie internazionali, inclusa la Banca, hanno influenza limitata.

 

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