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"Viva Nairobi!"

Continua la campagna contro gli sfratti a Nairobi

Ecco l'appello firmato da migliaia di persone. Una campagna e un impegno concreto a favore dei poveri.
15 novembre 2004 - Redazione

Denunciamo all’opinione pubblica internazionale che il governo del Kenya ha deciso la demolizione di decine di migliaia di strutture (baracche, scuole, chiese, centri comunitari, cliniche, mercatini, ecc.) che provocheranno lo sgombero forzato di oltre 354.000 persone da Kibera, Korogocho, Kahawa Soweto, Kamae, Kware, Kamwanya, Kanguku, Kandutu, City Cotton, Mutumba, Kareru, Kirigu, Muria-Mbogo, Mutego, Njiku e altri, tra i più popolati dei 168 slums di Nairobi. Altri sgomberi sono previsti in tutto il paese.

Le demolizioni, già cominciate, riguardano:

- più di 20.120 costruzioni, abitate da più di 108.000 persone, vicino alla ferrovia;

- più di 16.800 costruzioni, abitate da più di 170.000 persone, per realizzare una tangenziale;

- più di 4.500 costruzioni, abitate da più di 76.100 persone vicino alla linea elettrica.

Denunciamo che il governo del Kenya non ha finora offerto nessuna alternativa né compensazione a queste persone, i più poveri della città, che vivono precariamente di lavori informali e piccolo commercio.

Chiediamo

- con forza al governo italiano di riconvertire il “credito” di 90 milioni di euro nei confronti del Kenya in politiche abitative e sociali a favore dei 2,5 milioni di baraccati, con l'aiuto e il controllo di tutte le parti in causa, ivi compresa la società civile e i rappresentanti dei cittadini delle baraccopoli, con chiari meccanismi per garantirne la trasparenza.

Richiamiamo

- il governo italiano al rispetto della legge 209/00 sulla cancellazione del debito: le modifiche introdotte a posteriori stanno determinando il completo allontanamento dagli impegni iniziali sia in riferimento al termine massimo di tre anni stabilito inizialmente sia rispetto all’entità del debito da estinguere.

Invitiamo

- la Cei e la Chiesa italiana a proseguire l’impegno già avviato con la Fondazione Giustizia e Solidarietà: fare pressione sul governo e sul parlamento perché siano rispettati pienamente gli impegni assunti nell'anno del Giubileo.

Note: Clicca su
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