Palestina

Palestina

RSS logo

Aiuta PeaceLink

Sostieni la telematica per la pace:

  • Donazione online con PayPal
  • C.C.P. 13403746 intestato ad Associazione PeaceLink, C.P. 2009, 74100 Taranto
  • Conto Corrente Bancario c/o Banca Popolare Etica, intestato ad Associazione PeaceLink - IBAN: IT65 A050 1804 0000 0001 1154 580

In rilievo

Motore di ricerca in
RSS logo

Israele nega l'ingresso ad un volontario italiano

28 luglio 2004 - Raffaelle Pagliei

Nella notte tra domenica e lunedì Angelo Lazos, cittadino italiano, si è visto negare l'ingresso in Israele. Arrivato con un regolare volo di linea, Angelo è stato fermato dalle autorità aeroportuali. Il motivo di questo rifiuto è legato a due precedenti esperienze avute da Angelo in Palestina, come volontario dell' International Solidarity Movement (ISM). Questa associazione, a guida palestinese e composta da volontari di tutto il mondo, è particolarmente malvista dal governo israeliano. Questo per la sua continua azione di interposizione non violenta nei confronti delle operazioni militari israeliane che seriamente danneggiano la popolazione e le infrastrutture palestinesi e per la sua opera di diffusione delle informazioni dall'interno della Palestina verso i media internazionali.

Angelo ha iniziato uno sciopero della fame e questa mattina si è rifiutato di partire per l'Italia. Ora si trova nel posto di polizia dell'aeroporto e gli hanno sequestrato telefono cellulare e telecamera. Può avere contatti solo con l'avvocato che segue il caso. Adesso, le autorità israeliane proveranno a far salire Angelo su aerei diversi finchè non avverrà una deportazione coatta su un volo El Al (la compagnia di bandiera israeliana) scortato da un poliziotto italiano. Nel frattempo verrà trasferito a Ramla, una prigione vicino a Tel Aviv.

Ad Angelo è stato dato l'ordine di espulsione e per 10 anni non potrà tronare nei territori occupati. Il Servizio Civile Internazionale (SCI), l' organizzazione che in Italia segue i rapporti con l'ISM, ha da subito seguito la vicenda di Angelo, e così i legali dell'ISM. L'aiuto dell'ambasciata italiana nullo.

Lo stato di Israele continua a negare l'accesso a volontari ed attivisti in arrivo all'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv. Negli ultimi anni alcune migliaia di persone, provenienti da diverse parti del mondo, si sono viste negare il permesso di entrare in territorio israeliano. Per accedere ai Territori Palestinesi si deve obbligatoriamente passare per Israele, che si riserva il diritto di decidere chi può entrare e chi no. Le persone vengono rifiutate perché dichiarate da Israele un "pericolo per la sicurezza", scusa, questa, che lo stato israeliano usa spesso per coprire i suoi crimini e le sue violazioni di leggi internazionali e di diritti umani . Il pericolo per la sicurezza di cui si parla è rappresentato da volontari che vogliono sia andare a vedere con i propri occhi cosa succede in Palestina, sia portare aiuto alla popolazione civile palestinese, aderendo a diversi progetti ed organizzazioni non governative. Per poi descrivere le loro esperienze una volta tornati in patria. E' proprio questo ciò che lo stato israeliano teme, che la verità sulle sue azioni nei Territori Palestinesi occupati venga mostrata alla comunità internazionale.

Condanniamo l'assurdo comportamento dello stato d'Israele, che continua a definirsi l'unica democrazia del Medio Oriente mentre nel frattempo compie molteplici atti antidemocratici, di cui il caso di Angelo Lazos rappresenta un esempio indicativo.

Condanniamo l'occupazione l'israeliana della Palestina e il trattamento disumano riservato alla popolazione palestinese.

Chiediamo che la comunità internazionale non si limiti solo a pronunciare,a volte, parole di critica verso Israele, ma che prenda veri provvedimenti per mettere fine a questa illegale occupazione.

PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.5.7 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Posta elettronica certificata (PEC)