Palestina

Il Muro in Italia

26 novembre 2004
Alì Rashid (Primo segretario della Delegazione palestinese in Italia)
Fonte: Il Manifesto

È irreale lo scenario aperto dall'aggressione nei miei confronti, la violenza verbale e l'aggressività usata, la costruzione ingiuriosa e menzognera che non ha nulla a che fare con le mie affermazioni che rivendico ancora, perché non sono frutto di caduta di stile in un momento d'ira di fronte ad una provocazione. Come irreale è l'immagine che si vuole dare di questo paese che conosco bene. Ho ricevuto migliaia di attestati di solidarietà che mi fanno piacere e testimoniano che l'impegno corretto di ognuno di noi lascia tracce che non si cancellano a colpi d'intimidazione o per l'arroganza e il delirio prepotente di chi crede di essere al di sopra dell'etica e di incarnare la verità assoluta . Sono loro stessi per primi a sapere che stanno mentendo e non si tratta di opinioni diverse da confrontare: è l'atteggiamento della cosiddetta guerra del bene contro il male di cui nel mondo una parte, quella che ha il monopolio della forza militare e dell'informazione, s'è fatta paladina. Basta visitare un campo profughi o guardare il muro della vergogna che Sharon sta costruendo, per essere spettatori di una realtà in grado di sgretolare ogni pregiudizio, per sentire tutta l'insostenibilità delle loro tesi e propaganda, per capire che abbiamo trascurato per troppo tempo la nostra stessa umanità lasciando l'enorme spazio dove si sono intrufolati. Difendere la verità e il pluralismo dell'informazione è una precondizione per intervenire politicamente sulle condizioni della Palestina, questione morale del nostro tempo, come afferma Nelson Mandela: che sta al centro dell'impegno per la pace contro la guerra, la convivenza e il rispetto. Non lo scontro tra civiltà e religioni. Non si tratta di differenza di opinioni perché, come ha scritto Hanna Arendt, «i fatti sono al di là dell'accordo e del consenso [...] . una opinione sgradita può essere discussa, respinta o si può giungere a un compromesso su di essa, ma i fatti sgradevoli possiedono un'esasperata ostinazione che può essere scossa soltanto dalla pure e semplici menzogne».

«I palestinesi non esistono», affermavano autorevoli governanti israeliani, e oggi dopo anni di lotte e sacrifici che hanno portato il loro dramma e la loro questione politica sotto gli occhi del mondo, vengono semplicemente circondati da un muro che trasforma ciò che rimane dalla loro terra in una grande prigione, un muro che viene steso anche qui in Italia per togliere a loro il diritto di parola, un sipario di mistificazioni che dobbiamo evocare con la vicinanza, il prendersi cura, l'uso intenso dei cinque sensi per capovolgere l'inganno, strappare il buio alla notte infinita, immettere significato nelle parole vuote, per essere una eco al dolore e una mano clemente.

A prescindere dalle conseguenze sul piano personale - che non dipendono da me e come ospite rispettoso ne prenderò atto - è giunto il momento perché la solidarietà che ho ricevuto diventi una base per risalire la china, per un lavoro d'informazione che «informi» e contrasti la disinformazione specializzata nel creare nuovi nemici utili alla loro «guerra permanente». Se stavolta è toccato a me, come rappresentate di un popolo che qualcuno arriva a considerare solo come ostacolo, o come uomo che, malgrado tutte le vessazioni, ripudia la guerra, nessuno è immune dai loro attacchi. Perché il vero terreno di scontro tra guerra e pace, civiltà e barbarie, è la cultura del diritto e della legalità che rappresenta l'aspetto fondamentale della cultura democratica dell'Occidente.

Articoli correlati

  • Festival del Libro per la Pace e la Nonviolenza
    Cultura
    A Roma a San Lorenzo il Primo Festival del Libro per la Pace e la Nonviolenza

    Festival del Libro per la Pace e la Nonviolenza

    Quattro giorni di presentazioni di libri, incontri, film, workshops, stands a cura di numerose realtà italiane e non solo per aprire dialoghi e confronti su diritti, Mediterraneo e migranti, Obiezione di Coscienza, disarmo nucleare, educazione alla nonviolenza, cultura di pace
    17 gennaio 2022 - Laura Tussi
  • Il ruolo profetico mondiale di papa Francesco
    Pace
    Estratto dal saggio "Coronavirus: dove porta la sua Arca papa Francesco-Noé?"

    Il ruolo profetico mondiale di papa Francesco

    Allegato a questa pagina web vi è il saggio completo centrato su un nuovo rapporto fra etica e politica nella prospettiva di costruire una nuova coscienza storica in relazione ai drammatici problemi della nostra epoca.
    8 gennaio 2022 - Antonino Drago
  • Mai più l’arma nucleare
    Pace
    Per l’Appello di Stoccolma si realizzò la campagna più estesa dei partigiani della pace nel mondo

    Mai più l’arma nucleare

    Nell’Appello di Stoccolma i partigiani della pace proclamano: “Noi esigiamo l’assoluto divieto dell’arma atomica. Noi consideriamo che il governo il quale utilizzasse contro qualsiasi paese l’arma atomica, commetterebbe un crimine contro l’umanità e dovrà essere considerato come criminale di guerra"
    7 gennaio 2022 - Laura Tussi
  • Nobel e intellettuali partigiani della pace, ieri e oggi
    Disarmo
    Rivista.eco rilancia l'appello dei 50 Premi Nobel per la riduzione delle spese militari nel mondo

    Nobel e intellettuali partigiani della pace, ieri e oggi

    Un appello di oltre 50 premi Nobel e diversi presidenti di accademie della scienza nazionali per la riduzione della spesa militare che, a livello globale, è quasi raddoppiata dal 2000 ad oggi, arrivando a sfiorare i duemila miliardi di dollari statunitensi l’anno
    21 dicembre 2021 - Laura Tussi
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.6.39 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)