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    Strage di Viareggio, il giorno dopo

    L'incidente di Viareggio ci presenta il solito teatrino italiano a danno delle vittime e dei suoi parenti
    30 giugno 2013 - Luciano Manna

    viareggio non dimentica

    E' di ieri la notizia che il Governo ha deciso di non impugnare la sentenza emessa dalla cassazione in via definitiva con cui la Cassazione condanna lo Stato a risarcire i familiari delle vittime di Ustica, questo è riportato in una nota di palazzo Chigi.

    Ieri era il 29 giugno 2013, l'incidente di Ustica avvenne il 27 giugno del 1980, in mezzo a questi giorni ricorre un'altra strage, quella del 29 giugno 2009 a Viareggio dove persero la vita 33 persone e 17 rimasero ferite, il processo per l'incidente di Viareggio è ancora in fase di udienza preliminare e sono indagate 32 persone.

    Se per Ustica ci sono voluti 33 anni di silenzi per arrivare ad una sentenza si comprende con un pò di amarezza come la ricorrenza del 29 giugno sia passata sui media parecchio sottovoce, dopo 4 anni l'effetto mediatico che ha avuto un inferno di fiamme in una città è molto ridimensionato, non fa più notizia e fa meno share del mal tempo nel nord Italia all'inizio di questa estate.

    L'incidente fu devastante, uno dei più gravi nella storia della ferrovia italiana. Un treno merci passa per la stazione di Viareggio alle 23.48, si rompe un carrello che provoca il deragliamento di 5 vagoni compresa quello con il carrello rotto, una delle cisterne si buca urtando con un sistema meccanico della ferrovia, fuoriesce gas gpl che lungo la ferrovia incontra un innesco, l'esplosione viene avvertita in tutta la città e le fiamme visibili da ogni suo angolo, alcuni testimoni raccontano di aver percepito un forte boato ed una scossa, alcuni pensavano fosse una scossa di terremoto.

    L'onda dell'esplosione causò il crollo immediato di alcune palazzine, altre furono investite dalle fiamme, Via Ponchielli subì più danni probabilmente a causa della via che il gas gpl trovò nell'aria e dove di conseguenza incontrò l'innesco che provocò l'esplosione.

    Ad oggi, dopo 4 anni, abbiamo un processo in fase preliminare con 32 indagati tra dirigenti delle Ferrovie dello Stato Italiano, dirigenti della Gatx, società che gestiva le cisterne coinvolte nell'incidente, dipendenti e amministratori della Jugenthal e Cima, le due officine che hanno eseguito i lavori di manutenzione del giunto incriminato che con la sua rottura ha causato l'incidente. La Jugenthal fornì il pezzo di ricambio alla Cima che poi lo ha montato.

    Questi sono gli attori ed il primo atto, ancora non terminato, dura da 4 anni, il canovaccio della sceneggiata italiana lo conosciamo bene.

    Sabato a Viareggio si è rispettato il lutto cittadino mentre si svolgeva un convegno nel centro congressi Principe di Piemonte dal titolo "Sicurezza del trasporto di sostanze pericolose". Si è svolto anche un corteo partito da piazza Regina Margherita con la partecipazione dei parenti delle vittime, comitati cittadini ed autorità di Viareggio, i cittadini ed il sindaco. Al ternine del corteo sarà letto un monologo "Non c’è mai silenzio" di Elisabetta Salvatori per terminare alle 23.30 alla Casina dei Ricordi dove verrà reso omaggio alle vittime, tutte ricordate nome per nome.


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