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    La recente scoperta di una vera e propria rete ‘ndranghetista, che ha cercato di dominare e opprimere la città di Francavilla e il circondario, è l’ultima (in ordine di tempo) dimostrazione che l’Abruzzo “isola felice” (come già scritto mesi fa) esiste solo nelle menti ipocrite di chi non vuol vedere, di chi vuol cullarsi in una pax borghese e disinteressata alle sorti comuni. La realtà dell’Abruzzo è questa da tantissimi anni.
    4 marzo 2017 - Alessio Di Florio
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    Un ricordo di Pina Maisano, la vedova dell’imprenditore Libero Grassi assassinato dalla mafia nel 1991 per essersi ribellato al racket, scomparsa il 7 giugno scorso
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    La “commemor-azione”, il ricordare proseguendo sul cammino su cui ci hanno preceduto, è l’unica rispettosa e degna. Oggi come tutto l’anno Peppino e Pippo non devono essere santi per laici altari ma “fuoco che deve arderci dentro”.
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  • Cento passi

    10 maggio 2014 - Lidia Giannotti
La Giornata dell’impegno e della memoria promossa da Libera

Oggi 21 marzo giornata nazionale contro le mafie

E' l'occasione per ribadire la solidarietà nazionale sulla questione della lotta alle mafie, e per rendere tanto più tangibile il filo che lega tutti i territori italiani nella memoria, nell'impegno e nella elaborazione di una cultura della legalità.
21 marzo 2006 - Luigi Ciotti (presidente di Libera)

La locandina della Giornata della Memoria e dell'Impegno La Giornata dell’impegno e della memoria, ospitata questo 21 marzo nel capoluogo piemontese, in certo senso è una “carovana”: perché percorre l’Italia, anno dopo anno, città dopo città, per ricordare e ricordarci la lunga schiera di nomi, il tragico elenco di vite spezzate dalle mafie e dalla criminalità; ma “karavan” anche perché presuppone lo stare assieme, si fonda su sensibilità e obiettivi che accomunano. Su una cultura tesa a unire, a ricucire ferite e lacerazioni, nella verità e nella chiarezza. Indirettamente e così indicando i rischi connessi all’enfatizzazione dell’individualismo, della competizione, dell’arrivismo. Di quell’egoismo prepotente esibito e anzi urlato che troppo spesso viene proposto ai giovani, da certa televisione e certa politica, come modello, come obiettivo cui tendere. E che, in certi casi e in determinati contesti, si traduce nell’incultura mafiosa della sopraffazione violenta.

Solo camminando insieme, invece, possiamo traversare il deserto per sfuggire all’ingiustizia e fondare una nuova città, una comunità dell’uomo e per l’uomo. Lo diciamo con pazienza e perseveranza da molti anni, nelle scuole, nelle nostre associazioni, sul territorio. Lo diciamo, da 11 anni, in questa giornata simbolica ma viva e rivolta al futuro che è il 21 marzo: insieme, per la legalità, la democrazia, la solidarietà, la responsabilità di una buona e nuova politica. Insieme, con il dovere della memoria da trasmettere alle nuove generazioni e da assolvere noi stessi, senza retorica ma senza rimozioni. Il 21 marzo, come in ogni altro giorno dell’anno, perché legalità, solidarietà e giustizia non possono essere “usate”, ridotte a parole da pro-nunciare dai palchi, né confinate in un angolo. Perché l’una senza le altre risulta monca e sterile, comodo e ipocrita paravento.

Solo l’alleanza tra gli uomini e le donne di buona vo-lontà, che operano con coerenza, che tengono strettamente unite le parole e i comportamenti, può erigere fondamenta robuste che sostengano la casa comune, la società in cui tutti viviamo.

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