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    La politica prestata ad altri fini

    Il Codacons fa i nomi dei senatori "slot-friendly". E io ci aggiungo il curriculum.

    Ex magistrati, presidenti di Commissioni Antimafia, paladini dell'infanzia, del lavoro e dei diritti GLBT. L'insospettbile ritratto di una politica che gioca d'azzardo con la pazienza dei cittadini.
    20 dicembre 2013 - Carlo Gubitosa
    Fonte: Giornalismi.info

    campagna slot-free

    Nella più classica tradizione italiana in base alla quale tutto si può imbucare in una norma, anche se la norma parla di tutt'altro, il 18 dicembre scorso in Senato è stato infilato nel cosiddetto "decreto Salva-Roma" un emendamento "salva slot-machines": in base a questo testo il governo dovrebbe tagliare i fondi trasferiti alle amministrazioni locali che adottano norme contro il proliferare nei locali pubblici delle macchinette per il gioco d'azzardo.

    Tra i 140 parlamentari denunciati dal Codacons come possibili complici dei biscazzieri per l'approvazione di questo provvedimento che ostacola gli enti locali nella lotta alla ludopatia, mi pregio di segnalare come figure di spicco in rigoroso ordine alfabetico i seguenti senatori:

    FELICE CASSON, già noto come magistrato integerrimo e vicepresidente dei senatori PD, che forse vuole procacciare del lavoro ai suoi ex colleghi preposti alle indagini sul lato oscuro e criminoso delle slot, BENEDETTO DELLA VEDOVA, ex pannelliano, ex forzista ed ex casaliberale attualmente noleggiato da Scelta Civica per curare il lato "tecnico" delle macchinette, STEFANO ESPOSITO, il lobbista pro-tav del PD che dopo aver giocato d'azzardo con le finanze pubbliche dirottate su progetti inutili ha fatto una naturale evoluzione verso il mondo delle slot, la pasionaria compagna ANNA FINOCCHIARO, candidata in Sicilia come rimpiazzo di quella Rita Borsellino che non aveva saputo intercettare il messaggio rivoluzionario delle slot machines, il celeste neocentrodestrorso ROBERTO FORMIGONI, memore del testo evangelico dove i centurioni fanno scommesse coi dadi e si proclama la beatitudine dei poveri, compresi i ludopati indebitati abbandonati a loro stessi, la piddina RITA GHEDINI, che da membro della Commissione parlamentare per l'infanzia e della Commissione Lavoro è particolarmente attenta ai giochi più sani ed educativi per la nostra gioventù, soprattutto se possono generare un significativo indotto occupazionale, CARLO GIOVANARDI, che non mancherà di consigliare ai giovani la maschia eccitazione del gioco d'azzardo come alternativa all'indolente ed effeminato relax contronatura della cannabis, JOSEFA IDEM, che da un pò di tempo a questa parte non si fa sfuggire nessuna occasione di produrre gettito fiscale proprio o altrui per non dare adito a facili polemiche, NICOLA LATORRE, il piddino talmente amante dell'azzardo da lasciarsi andare ad azzardate dichiarazioni di stima verso Marcello dell'Utri quando era già parlamentare dei DS, GIUSEPPE LUMIA, Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia dal 2000 al 2001, che con questo gesto vuole pedagogicamente metterci in guardia anche dagli ambienti più insospettabili, SERGIO LO GIUDICE, già presidente nazionale di Arcigay prima di arruolarsi nel PD dove ora sta difendendo strenuamente anche gli interessi di altre minoranze, MARCO MINNITI, il piddino che dopo aver stravolto nel 2002 la legge di regolamentazione sul commercio delle armi, in perfetta intesa bipartisan con Previti, ha deciso di mutare i suoi interessi verso un'altro ramo d'affari per non farsi mancare nulla sul curriculum.

    Più altre 128 personalita', denunciate dal Codacons alla Procura della Repubblica di Roma come una simpatica combriccola che ha messo in atto una "vera e propria istigazione al gioco d’azzardo" aggravata dal "concorso in lesioni psichiche". Una denuncia che ha stigmatizzato "un gesto scriteriato da parte dei Senatori che fa nascere più di un sospetto circa i rapporti tra la classe politica e le società del gioco, e impone alla magistratura di porre sotto indagine i singoli senatori che con il loro voto hanno deciso di gettare migliaia di cittadini in pasto alle dipendenze da gioco". Per quelli del Codacons la scelta di fare i nomi di questi signori non è una semplice lista di proscrizione, ma un modo per "permettere ai cittadini di avviare le dovute azioni risarcitorie nei loro confronti in caso di danni al patrimonio e alla salute connessi al gioco". E io li aiuto ben volentieri a far girare questi nomi.

    articolo originale

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