We greet the morning of the 68th return of “that day.” At 8:15 a.m., August 6, 1945, a single atomic bomb erased an entire family. “The baby boy was safely born. Just as the family was celebrating, the atomic bomb exploded. Showing no mercy, it took all that joy and hope along with the new life.”
Per ricordare il sessantesimo anniversario del riconoscimento del voto alle donne, avvenuto il primo febbraio 1945 e per celebrare un passaggio fondamentale della vita democratica del nostro Paese, abbiamo chiesto a Lidia Menapace un pensiero che non sia la normale retorica ma un'analisi di quello che è stato e sarà della vita democratica in Italia. Riportiamo un sunto dei passaggi principali del suo intervento svoltosi nella sala del consiglio comunale di Pesaro giovedì, 24 febbraio 2005.
Quella mattina qualcosa andò storto. I due aerei americani si scontrarono. E tre bombe termonucleari, ciascuna con una potenza 70 volte l'atomica di Hiroshima, caddero sulle coste della Spagna dispendendo plutonio. Una invece finì nel Mediterraneo.
Il nuovo rapporto della Commissione internazionale indipendente d’inchiesta delle Nazioni Unite accusa Israele di aver deliberatamente preso di mira i bambini palestinesi, configurando il crimine di genocidio, crimini contro l’umanità e crimini di guerra.
Il governo del Regno Unito aveva ricevuto informazioni di intelligence sulla violenza genocida nella guerra in Sudan ma aveva scelto di non renderle pubbliche per timore di irritare gli Emirati Arabi Uniti (EAU) che erano coinvolti.
Le ribellioni popolari medievali non furono l'opposto della pace ma furono una domanda di pace positiva da parte di chi subiva una insopportabile violenza strutturale.
Visse nel XV secolo ed ereditò le idee di pace che erano state predicate da Wycliff. Fu il primo scrittore pacifista del Rinascimento, anticipando Erasmo da Rotterdam. Le sue idee vennero riprese da anabattisti, quaccheri e battisti.
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