Relazione presentata l’11 marzo 2010 nel Seminario “Culture politiche dell’Italia contemporanea”, “Le vie della pace. Capitini e Bobbio”, presso il Dipartimento di Studi Politici, Università di Torino. La relazione su Capitini è stata tenuta da Pietro Polito.
16 marzo 2010 - Enrico Peyretti
Filosofia del dialogo, realtà liberata, ordine universale democratico
A chi volesse leggere Bobbio consiglio di cominciare dalla sua "Autobiografia" (Economica Laterza, 1999) e dalla bella antologia scolastica "Elementi di politica", a cura di Pietro Polito (Einaudi Scuola, 1998, sulla politica e la morale, sulla democrazia, la pace, i diritti, sul potere invisibile, la pena di morte, la tolleranza), oppure anche dagli scritti morali "Elogio della mitezza" (edizioni Pratiche 1998).
L'Italia nel 1915 scelse la guerra quando avrebbe potuto scegliere la pace, e la scelse consapevolmente, violando il diritto internazionale con motivazioni simili a quelle che oggi condanniamo in altri conflitti.
La relatrice ONU vede riconosciuta la libertà di parola da un tribunale USA, ma paga ancora il prezzo delle ritorsioni di Trump. L’Europa è chiamata a scegliere da che parte stare.
La guerra è stata presentata all'opinione pubblica come una "missione di pace" e buona parte della sinistra italiana l'ha anche sostenuta con convinzione. Eppure circolavano foto eloquenti di corpi carbonizzati, teste fracassate, soldati occidentali che posavano sorridenti accanto a cadaveri.
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