Relazione presentata l’11 marzo 2010 nel Seminario “Culture politiche dell’Italia contemporanea”, “Le vie della pace. Capitini e Bobbio”, presso il Dipartimento di Studi Politici, Università di Torino. La relazione su Capitini è stata tenuta da Pietro Polito.
16 marzo 2010 - Enrico Peyretti
Filosofia del dialogo, realtà liberata, ordine universale democratico
A chi volesse leggere Bobbio consiglio di cominciare dalla sua "Autobiografia" (Economica Laterza, 1999) e dalla bella antologia scolastica "Elementi di politica", a cura di Pietro Polito (Einaudi Scuola, 1998, sulla politica e la morale, sulla democrazia, la pace, i diritti, sul potere invisibile, la pena di morte, la tolleranza), oppure anche dagli scritti morali "Elogio della mitezza" (edizioni Pratiche 1998).
I collegamenti con le trame eversive e i rapporti con l'Alleanza Atlantica nel contesto della Guerra Fredda. Il ruolo di Gelli quale mandante della strage di Bologna del 1980. La prova regina: il "Documento Bologna". Il supporto operativo di Federico Umberto D'Amato, uomo cerniera con la NATO.
Secondo quanto emerso dalle indagini della Commissione parlamentare e dai tribunali, il vincolo massonico avrebbe rafforzato il sodalizio fra le due personalità. Il generale piduista dei carabinieri Giovanni Battista Palumbo riferì che Gelli disse: «Io sono amico di Giulio».
La nonviolenza è attivissima. Per supplire all'efficacia dei mezzi violenti moltiplica i mezzi nonviolenti. La nonviolenza è una lotta continua contro le situazioni circostanti. Contro imperialismo, tirannia, sfruttamento, invasione, il metodo della nonviolenza è di non collaborare al male.
L'eccidio ci ricorda che il fascismo non è un capitolo chiuso. I suoi germi possono riaffiorare in ogni momento. È per questo che dobbiamo essere pronti a contrastare ogni tentativo di riscrivere la storia, di minimizzare le atrocità commesse o semplicemente di far subentrare l'oblio.
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