Verso la terza assemblea ecumenica delle Chiese d’Europa a Sibiu. Un percorso assembleare. Un pellegrinaggio che consolida il cammino comune delle Chiese d’Europa.
La riforma della Chiesa. Il dialogo col mondo. Lo slancio del Concilio s’è spento. Anzi sembrano prevalere le spinte regressive. Un nuovo Concilio. Ecumenico. Per rilanciare una fede dialogica e aperta.
Colonia 2005: parole si speranza tra il Presidente dell’Unione Turco-Islamica e Benedetto XVI. Per ribadire al mondo intero che tra Cristianesimo e Islam non c’è alcuna guerra.
La libertà non è fare quello che si vuole. È vivere senza corazze.
Riconoscimento dell’altro.
Le pagine di un inconsueto dialogo tra un giornalista italiano,
Francesco Comina, e un monaco brasiliano, Marcelo Barros.
Abbandonare ogni pretesa. Di verità assoluta. Il dialogo con le altre religioni può partire solo modificando l’atteggiamento. E i presupposti teologici. Appunti per un ecumenismo che non è ancora nato. Ma di cui abbiamo bisogno. Urgente.
Quello che le Chiese cristiane riconciliate possono fare per un'Europa di pace. Intervista a Meo Gnocchi, presidente del Segretariato Attività Ecumeniche.
I casi di Héctor Llaitul Carrillanca, Matías Catrileo, Julia Chuñil, Facundo Jones Huala e di moltissimi altri gridano vendetta mentre l’insediamento, ormai vicino, del nuovo presidente di estrema destra José Antonio Kast, non promette niente di buono
Il giudice per le udienze preliminari di Potenza, Francesco Valente, ha accolto le richieste dell'accusa disponendo il rinvio a giudizio di 21 imputati coinvolti nel processo "Ambiente Svenduto". L'accusa è di disastro ambientale tra il 1995 e il 2012 prodotto dall'ILVA di Taranto.
Questa riflessione sulle contraddizioni dell’attivismo è l’espressione di un conflitto interiore che ho attraversato in modo concreto durante la mia esperienza con la Freedom Flotilla, sulla nave Conscience, che nell’ottobre 2025 è salpata con l’obiettivo di rompere l’assedio di Gaza.
8 febbraio 2026 - Elisabeth Di Luca (attivista per la Palestina)
"Ci sono cose da non fare mai, né di giorno né di notte, né per mare né per terra: per esempio, la guerra". Con queste parole, semplici e dirette come solo Gianni Rodari sapeva scrivere, si è conclusa la cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026.
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