Verso la terza assemblea ecumenica delle Chiese d’Europa a Sibiu. Un percorso assembleare. Un pellegrinaggio che consolida il cammino comune delle Chiese d’Europa.
La riforma della Chiesa. Il dialogo col mondo. Lo slancio del Concilio s’è spento. Anzi sembrano prevalere le spinte regressive. Un nuovo Concilio. Ecumenico. Per rilanciare una fede dialogica e aperta.
Colonia 2005: parole si speranza tra il Presidente dell’Unione Turco-Islamica e Benedetto XVI. Per ribadire al mondo intero che tra Cristianesimo e Islam non c’è alcuna guerra.
La libertà non è fare quello che si vuole. È vivere senza corazze. Riconoscimento dell’altro. Le pagine di un inconsueto dialogo tra un giornalista italiano, Francesco Comina, e un monaco brasiliano, Marcelo Barros.
Abbandonare ogni pretesa. Di verità assoluta. Il dialogo con le altre religioni può partire solo modificando l’atteggiamento. E i presupposti teologici. Appunti per un ecumenismo che non è ancora nato. Ma di cui abbiamo bisogno. Urgente.
Quello che le Chiese cristiane riconciliate possono fare per un'Europa di pace. Intervista a Meo Gnocchi, presidente del Segretariato Attività Ecumeniche.
Fu uno dei pochi vescovi argentini che si oppose alla giunta militare e pagò il suo coraggio con la vita sfidando le gerarchie della Chiesa fedeli a Videla, rimaste in silenzio nonostante le sue ripetute denunce
Tra repressione sociale, interessi delle oligarchie e subordinazione a Washington, il governo accelera la riforma dello Stato. Sindacati e opposizioni denunciano il tentativo di rendere irreversibile il modello neoliberista e aprire il Paese alla rimilitarizzazione statunitense
Anche Rossana Rossanda aderì al comitato che chiedeva la revisione del processo che aveva portato alle condanne dei neofascisti Francesca Mambro, Valerio Fioravanti e Luigi Ciavardini. E' allegata a questa pagina web la condanna definitiva.
Lo stordimento e l'incredulità lasciarono presto spazio alla graduale consapevolezza di un evento tremendo. "Le lenzuola trasportate dai soccorritori volontari contenevano persone o quel che ne rimaneva", ricorda ancora oggi. E' la storia di un sopravvissuto per un pugno di salamini e una pesca.
Nel 1978, durante il sequestro di Aldo Moro, via Gradoli 96 fu scelta come base operativa dalle Brigate Rosse. Un luogo che, come hanno ricostruito le indagini, era "marchiato" dai servizi segreti. Poi utilizzato dai neofascisti.
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