E' stata fissata per il 22 gennaio 2013, alle ore 9.20, a Bruxelles, in commissione per le petizioni, la discussione di due petizioni presentate dal comitato Legamjonici in collaborazione con l'associazione Greenaction Transnational.
Martedì 11 dicembre saremo davanti alla Prefettura dalle ore 10 alle ore 17 per dare continuità all'iniziativa del 5 dicembre realizzata insieme a tanti amici, sul tema della difesa della Costituzione, della legalità a Taranto e a sostegno della magistratura
11 dicembre 2012 - Vittoria Orlando Fulvia Gravame Alessandro Marescotti
Nuova denuncia del Comitato ambientalista Legamjonici
Annullamento in via di autotutela, ai sensi dell’art. 21 nonies della legge n. 241/90, del nulla osta di fattibilità prot. n. 4184 del 24.5.2005 rilasciato dal Comitato Tecnico Regionale dei Vigili del Fuoco
6 aprile 2007 - Il Comitato per il no al rigassificatore di Taranto
Nonostante il divieto globale e gli appelli degli ambientalisti, Reykjavik si appresta a riaprire una stagione di uccisioni che sembrava ormai tramontata. Fino a 426 balene potrebbero essere uccise solo nel 2026, mentre la Norvegia ha già iniziato le battute.
La proposta di sospensione dell'accordo UE-Israele era partita da Spagna, Irlanda e Slovenia per i crimini di guerra contro la popolazione palestinese e in Libano. Ma Italia e Germania hanno posto il loro veto.
El mundo no puede permitirse un tercer fracaso consecutivo. Un Tratado de No Proliferación Nuclear (TNP) vacío de significado no solo allanaría el camino a una carrera armamentística descontrolada, sino que también socavaría la credibilidad misma del multilateralismo.
Le monde ne peut se permettre un troisième échec consécutif. Un TNP vidé de son sens ouvrirait non seulement la voie à une course aux armements incontrôlée, mais saperait également la crédibilité même du multilatéralisme et de la diplomatie en tant qu'outils de résolution des conflits.
Il mondo non può permettersi un terzo fallimento consecutivo. Un Trattato di non proliferazione nucleare svuotato di significato non solo aprirebbe la strada a una corsa agli armamenti incontrollata, ma minerebbe anche la credibilità stessa della diplomazia per la risoluzione dei conflitti.
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