La Libia è questione complessa. Dal nostro passato coloniale agli accordi militari firmati con Tripoli, da frontiera estera da blindare a terra in cui lo jihadismo identitario ha più presa.
Un lavoro capillare di monitoraggio e sintesi delle politiche sull’accoglienza dei rom nel nostro Paese. Obiettivi, metodi di lavoro, risultati raggiunti e lacune della Strategia Nazionale per l’Inclusione dei Rom, dei Sinti e dei Caminanti.
Un altro punto di vista. Sui campi rom e sulla problematica abitativa, diverse sono le prospettive e le proposte. In riferimento ai dossier di Mosaico di pace di ottobre 2014 e gennaio 2015, alcuni lettori ci scrivono. In spirito di dialogo costruttivo, accogliamo il loro contributo.
Stando alle leggi che regolano il diritto di asilo per chi entra in Europa, chi chiede lo status di rifugiato deve farlo nel paese di ingresso. Considerato il pessimo trattamento spesso si fa eccezione per Italia e Grecia
Abbiamo conosciuto sindaci tra cui Domenico Lucano, sindaco di Riace, che si adoperano per ristrutturare e ripopolare i paesi interni molto belli, abbarbicati su colline e con progetti mirati cercano di integrare gli immigrati...
Vogliamo favorre la conoscenza reciproca, la condivisione di esperienze e la progettazione di iniziative su pace, ambiente e cittadinanza attiva. Aperti a tutti: attivisti, associazioni, nuovi arrivati, chi ha idee o competenze.
Quasi 300mila persone parteciparono a Genova alle manifestazioni del Genoa Social Forum contro il vertice G8. Un movimento eterogeneo, pacifista, che chiedeva un'altra globalizzazione: più giusta, più solidale, più democratica.
Ti proponiamo una guida alla creazione dei nodi di PeaceLink. Leggi la guida, scrivi il tuo progetto e inviacelo. Diventa socio e costruisci una rete di contatti nella tua zona sfruttando la tecnologia per creare connessioni fra persone che credono nella pace, nell'ecologia e nella solidarietà.
Un'enorme pressione si è scaricata sui soldati ucraini dei reparti punitivi d'assalto. La retorica occidentale della presunta "svolta" sul campo di battaglia si conferma per l'ennesima volta una narrazione tossica che alimentata il tritacarne umano.
Un’inchiesta scuote l’esercito di Kiev. Tra i reparti d’assalto impiegati in battaglie chiave come quella di Kostjantynivka, il 425º reggimento è finito sotto accusa per un sistema di torture e morti sospette. Verrebbero sistemate mine attorno ai reparti per evitare che i soldati ucraini disertino.
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