La Libia è questione complessa. Dal nostro passato coloniale agli accordi militari firmati con Tripoli, da frontiera estera da blindare a terra in cui lo jihadismo identitario ha più presa.
Un lavoro capillare di monitoraggio e sintesi delle politiche sull’accoglienza dei rom nel nostro Paese. Obiettivi, metodi di lavoro, risultati raggiunti e lacune della Strategia Nazionale per l’Inclusione dei Rom, dei Sinti e dei Caminanti.
Un altro punto di vista. Sui campi rom e sulla problematica abitativa, diverse sono le prospettive e le proposte. In riferimento ai dossier di Mosaico di pace di ottobre 2014 e gennaio 2015, alcuni lettori ci scrivono. In spirito di dialogo costruttivo, accogliamo il loro contributo.
Stando alle leggi che regolano il diritto di asilo per chi entra in Europa, chi chiede lo status di rifugiato deve farlo nel paese di ingresso. Considerato il pessimo trattamento spesso si fa eccezione per Italia e Grecia
Abbiamo conosciuto sindaci tra cui Domenico Lucano, sindaco di Riace, che si adoperano per ristrutturare e ripopolare i paesi interni molto belli, abbarbicati su colline e con progetti mirati cercano di integrare gli immigrati...
La bilancia pende dalla parte degli Stati Uniti e questo è attribuibile alla natura "globale" della proiezione di potenza americana in particolare durante la Guerra Fredda.
Il direttore generale di Acciaierie d'Italia in amministrazione straordinaria ieri ha comunicato ai sindacati: «Da questa mattina non c'è più nulla di acceso. Tutti gli impianti dell'area a caldo sono stati spenti».
I dati delle perdite umane e dei costi economici. I numeri dimostrano che la politica estera USA risponde a dinamiche di continuità geopolitica che sono indipendenti dal colore politico della Casa Bianca. Le guerre dei democratici avrebbero tuttavia fatto più morti di quelle dei repubblicani.
A lanciare questa iniziativa è una coalizione di organizzazioni pacifiste americane. Tra queste spiccano Codepink, World Beyond War e Veterans For Peace, l'associazione degli ex combattenti americani che, dopo aver vissuto l'orrore della guerra, oggi dicono no ai piani militari di Trump.
“Sarebbe ingenuo leggere ogni scheda come una dichiarazione nonviolenta. Ma sarebbe altrettanto miope ignorare la stanchezza verso chi pretende di governare il mondo con le armi. Anche il voto può interrompere questa pretesa”.
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