LA CAMPAGNA PER UNA ASSEMBLEA PARLAMENTARE DELLE NAZIONI UNITE PRESENTATA A ROMA GIOVEDI' 3 MAGGIO ALLE ORE 11 ALLA CAMERA DEI DEPUTATI IL LANCIO DELLA CAMPAGNA AVVIENE IN CONTEMPORANEA MONDIALE CON LONDRA, BRUXELLES, BERLINO, BERNA, BUENOS AIRES, DAR ES SALAAM, DHAKA, MADRID, OTTAWA E VANCOUVER. "I CITTADINI DEVONO FAR SENTIRE LA PROPRIA VOCE NELLE QUESTIONI INTERNAZIONALI" E I LEADER POLITICI DI SETTANTA PAESI CHIEDONO UN'ASSEMBLEA PARLAMENTARE DELLE NAZIONI UNITE
La bilancia pende dalla parte degli Stati Uniti e questo è attribuibile alla natura "globale" della proiezione di potenza americana in particolare durante la Guerra Fredda.
Il direttore generale di Acciaierie d'Italia in amministrazione straordinaria ieri ha comunicato ai sindacati: «Da questa mattina non c'è più nulla di acceso. Tutti gli impianti dell'area a caldo sono stati spenti».
I dati delle perdite umane e dei costi economici. I numeri dimostrano che la politica estera USA risponde a dinamiche di continuità geopolitica che sono indipendenti dal colore politico della Casa Bianca. Le guerre dei democratici avrebbero tuttavia fatto più morti di quelle dei repubblicani.
A lanciare questa iniziativa è una coalizione di organizzazioni pacifiste americane. Tra queste spiccano Codepink, World Beyond War e Veterans For Peace, l'associazione degli ex combattenti americani che, dopo aver vissuto l'orrore della guerra, oggi dicono no ai piani militari di Trump.
“Sarebbe ingenuo leggere ogni scheda come una dichiarazione nonviolenta. Ma sarebbe altrettanto miope ignorare la stanchezza verso chi pretende di governare il mondo con le armi. Anche il voto può interrompere questa pretesa”.
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