Nei prossimi 10 anni l'Italia aumenterà i suoi investimenti militari, dentro e fuori il Paese. Nel movimento pacifista italiano c'è chi suggerisce di cambiare il profilo delle nostre FF.AA. al fine di sottrarle alla NATO e aderirle al Servizio Civile e alla Protezione Civile
7 ottobre 2022 - Maria Pastore
si è ancora lontani da decisioni all’unanimità, da un esercito d’Europa o semplicemente da una visione comune della difesa
L’F-35 è un caccia multiruolo perché capace di effettuare differenti tipi di missioni, è multi- versione perché costruito in tre varianti, è artefatto perché muta quando muta il contesto affinché tutto questo moltiplicarsi non lo destrutturi irrimediabilmente
19 gennaio 2014 - Rossana De Simone
Che l’attività parlamentare fosse in crisi non v’era dubbio.
Se la situazione di Finmeccanica non lascia spazio a commenti che non siano di disprezzo per lo spreco di risorse pubbliche, la situazione prospettata dal al Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2012 ha del grottesco
Ha scritto il Corriere della Sera del 19 aprile scorso a Nassirya «...sono state ore di fuoco feroce. Chi è rimasto in Iraq continua a sentire sotto le dita il grilletto premuto tante e tante volte" (...) Non li abbiamo potuti contare", dice il Generale Gianmarco Chiarini. E intende i morti iracheni». Qualcuno lì a Nassiriya si è premurato di accertarsi quante fossero le vittime il 6 aprile 2004?
L'economista statunitense Paul Krugman smonta il mito dell'autosufficienza energetica e mostra chi guadagna e chi perde quando scoppia un conflitto in una regione petrolifera. Chiedersi a chi serve la guerra non è retorica pacifista. È economia applicata.
La base di Ali Al Salem ospita una parte consistente dei 13.500 militari statunitensi distribuiti nelle tre basi kuwaitiane (ci sono anche le basi di Camp Arifjan e Camp Buehring). Lì c'erano oltre trecento militari italiani, ora in buona parte evacuati.
Per comprendere l'attuale politica occorre risalire al dominio petrolifero occidentale messo in crisi dalla nazionalizzazione del 1951. La risposta occidentale fu un colpo di stato organizzato da CIA e MI6 — la cosiddetta Operazione Ajax — che portò al potere lo Scià Pahlavi.
La rete raccoglie artisti da ogni continente: dall'Eritrea all'Argentina, dalla Germania all'India, dagli Stati Uniti alle Filippine, passando per Bangladesh, Sri Lanka, Colombia, Uruguay, Australia, Spagna, Portogallo e molti altri paesi ancora.
Nel 2003 chi avvertì i rischi di un disastro militare e umanitario aveva visto giusto. Valeva la pena riflettere allora. Vale ancora più riflettere oggi prima che sia troppo tardi. PeaceLink si è schierata contro la guerra nel 2003. Lo fa di nuovo oggi.
Sociale.network