E’ ancora possibile fare politica insieme agli impoveriti e agli ultimi, ai piccoli e ai deboli, senza rimanere ingabbiati nei soliti rituali e nelle meschine dinamiche dei palazzi? Fare politica non per il potere ma solo per le vittime e gli sfruttati?
Il Rapporto 2017 dell’Osservatorio sul rispetto dei diritti fondamentali in Europa apre qualche speranza sulla ripresa dei diritti e su una nuova politica.
Uno sguardo alle relazioni e alla storia. E ai mezzi di comunicazione. Il Segretario generale della CEI è intervenuto al Congresso nazionale di Pax Christi Italia.
La speranza per la terra non viene dal G7. E chi si dovrebbe ritrovare insieme dovrebbero essere governi di nazioni non allineate alla logica predatoria delle oligarchie e del mercato.
Ancora due parole sul convegno di fine anno di Bologna. Perché la nonviolenza apre un cammino. Una strada, difficile, ma percorribile. Anche laddove i conflitti infuocano.
Il movimento è alle porte del suo congresso nazionale. Un tempo importante, di rilettura e di orizzonti. Primo obiettivo: uscire da questo sistema di guerra.
La nonviolenza entra in Chiesa, con il messaggio di papa Francesco per la Giornata mondiale per la Pace di quest’anno. Apriamo lo spazio a un confronto di opinioni e di riflessioni.
Le ribellioni popolari medievali non furono l'opposto della pace ma furono una domanda di pace positiva da parte di chi subiva una insopportabile violenza strutturale.
Visse nel XV secolo ed ereditò le idee di pace che erano state predicate da Wycliff. Fu il primo scrittore pacifista del Rinascimento, anticipando Erasmo da Rotterdam. Le sue idee vennero riprese da anabattisti, quaccheri e battisti.
E' ancora disponibile online e racconta le origini della telematica pacifista. Rappresenta un vero e proprio manifesto operativo di mediattivismo per iniziative di pace, ecologia e cooperazione internazionale.
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