Antonio Mazzeo, Carlo Ruta, Pino Maniaci, sono solo alcuni dei tantissimi giornalisti liberi che si sono scontrati negli anni con i poteri porti. Tra le armi che questi poteri usano per tentare(senza riuscirci!!) di "metterli a tacere" la querela è tra le privilegiate
13 ottobre 2012 - Alessio Di Florio
Anniversario strage Capaci, funerali Placido Rizzotto, Festa della Repubblica 2 Giugno
A parole vengono declamati i più grandi ideali democratici e s'invoca la lotta civile contro le mafie. E nei fatti si chiude TeleJato, la Tv di Pino Maniaci, unica d'antimafia d'Italia e si esegue un'incostituzionale parata militare
65 anni fa i partigiani vinsero contro il nazifascismo. Oggi nuovi partigiani lottano in ogni parte del mondo. E lottano anche contro le mafie. Come Pino Maniaci, direttore di TeleJato, che rischia di chiudere con l'arrivo del digitale terrestre. Oggi non accontentiamoci di commemorare i partigiani di ieri, r-esistiamo con i partigiani di oggi
Le difficoltà economiche stanno strangolando Casablanca. E un giornalista di Telejato viene aggredito. Rilanciamo la solidarietà con la resistenza civica antimafia catanese.
Il Ministero della Difesa, guidato da Guido Crosetto, ha definito questa ricostruzione «totalmente fallace», esprimendo sconcerto. Per il governo l'Italia avrebbe rispettato i patti firmati con gli Stati Uniti. Ma quei patti sono segreti, in violazione della Costituzione.
La Conferenza dei Sindaci degli Stati Uniti (USCM) ha chiuso i lavori della 94esima Assemblea annuale approvando all'unanimità una risoluzione dal titolo emblematico: "Esortare gli Stati Uniti a guidare uno sforzo globale per fermare e invertire la corsa agli armamenti nucleari".
25 giugno 2026 - United for Peace and Justice (UFPJ)
PeaceLink raccoglie e pubblica dataset di ricerca su conflitti armati, arsenali nucleari, commercio di armi, campagne nonviolente, accordi di pace e inquinamento industriale — con visualizzazioni interattive e un'infrastruttura pensata per l'era dell'intelligenza artificiale.
Pier Paolo Pasolini considerava il consumismo come il "nuovo fascismo" in quanto "ha distrutto in pochi anni ciò che secoli di storia non erano riusciti a toccare”.
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