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  • SI alle persone in cerca d'aiuto NO a progetti che mettono a rischio l'ambiente
    Tra l'umanità e la devastazione ambientale, scegliamo la prima

    SI alle persone in cerca d'aiuto NO a progetti che mettono a rischio l'ambiente

    Un anno dopo il ritrovamento di 21 migranti alla stazione di Vasto San Salvo, il pensiero, la riflessione e l'augurio per Natale delle ns. associazioni va a loro.
    22 dicembre 2011 - Alessio Di Florio
  • Si rispetti il volere di cittadini e istituzioni locali

    “Sì all’Abruzzo delle energie rinnovabili, no al petrolio”

    Domenica 18 aprile 2010 a San Vito Marina (CH) presso l’ex Stazione Ferroviaria, ore 15,00
    15 aprile 2010
  • Vogliono distruggere la Riserva!
    PeaceLink Abruzzo sostiene e seguirà la mobilitazione ambientalista. Invitiamo tutti e tutte a firmare e far firmare la petizione online su http://firmiamo.it/controcavapuntapenna .

    Vogliono distruggere la Riserva!

    Uno scellerato progetto della Regione, finanziato con 21 milioni di euro di fondi CIPE, devasterà la spiaggia di Punta Penna, a Vasto, aprendo a pochi chilometri dalla riva una cava sottomarina per l'estrazione di sabbia, che servirà per l'ennesimo inutile ripascimento a Casalbordino, un comune limitrofo. Domenica 24 gennaio, dalle 11, le associazioni ambientaliste saranno in piazza. Sarà solo l'inizio di una lunghissima e determinata mobilitazione per salvare un angolo di paradiso!
    18 gennaio 2010 - Alessio Di Florio
  • Primo Stop per la Legge Attila
    Comunicato stampa

    Primo Stop per la Legge Attila

    Legge Piano-Casa: fermato parzialmente il blitz estivo pro-cemento grazie alla vigilanza delle associazioni e al dibattito in consiglio regionale.
    Stupisce il ruolo giocato da singoli funzionari nel proporre scelte dirompenti senza promuovere la partecipazione.
    Ora si attende il testo finale per esprimere un parere definitivo perché comunque questa è una norma che aumenta il cemento sul territorio.
    8 agosto 2009 - Angelo Di Matteo* e Dante Caserta**
Comunicato stampa

Chi vuole dividere la cittadinanza con strepiti e notizie tendenziose persegue fini egoistici e danneggia il territorio

Le voci, su alcuni fogli locali, di chi grida agli pseudo-ambientalisti e punta a
indebolire la mobilitazione civile, sono di persone rinchiuse nella loro torre
d'avorio, che hanno perso ogni contatto con la cittadinanza e il territorio, non
interessati minimamente a tutelarlo e difenderlo. Prosegue con forza la raccolta firme online su http://firmiamo.it/controcavapuntapenna
5 febbraio 2010 - Ines Palena (Presidente WWF Zona Frentana e Costa Teatina )

logo WWF

Grandissima partecipazione in queste settimane sta avendo la mobilitazione contro
il progetto di cave sottomarine localizzate di fronte alla Riserva di Punta Aderci e alla
Riserva di Acquabella ad Ortona. Una mobilitazione, testimoniata anche dalle migliaia di
firme alla petizione, la cui raccolta sta proseguendo in questi giorni, che ha unito
associazioni, moltissimi cittadini e partiti politici di ogni schieramento, sia di destra
che di sinistra. Il presidio in piazza Diomede del 24 gennaio è stata l'occasione per far
ritrovare ed incontrare innumerevoli persone, dalle idee e pensieri spesso divergenti ma
accomunate dall'amore per il proprio territorio e dall'impegno a difenderlo.
Le voci, su alcuni fogli locali, di chi grida agli pseudo-ambientalisti e punta a
dividere questa importantissima realtà, sono di persone rinchiuse nella loro torre
d'avorio, che hanno perso ogni contatto con la cittadinanza e il territorio, non
interessati minimamente a tutelarlo e difenderlo. La loro storia insegna.
Per quanto riguarda la nostra associazione, il WWF è da sempre in prima fila nella
tutela della Riserva di Punta Aderci, per la cui nascita si è strenuamente impegnato e
battuto, e in generale per l'implementazione del Sistema di aree protette della Costa
Teatina, che comprende le nuove Riserve di Acquabella e Ripari di Giobbe ad Ortona,
entrambe interessate da una delle due cave previste dal progetto. Noi pensiamo che
l'estrazione di sabbia per ripascimento da cave cosi prossime ad aree protette possa
compromettere in modo irreversibile i delicati equilibri di questi ecosistemi, andando a
causare un danno non solo ambientale ma anche turistico ed economico alle zone
interessate.

La raccolta di firme proseguirà, nonostante le confuse ed imprecise notizie diffuse
oggi, e terminerà solo al definitivo abbandono della Regione Abruzzo del progetto di
ripascimento.

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