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I dipinti di Fernando Botero

Combattere la tortura con l’arte
16 aprile 2005 - Di Mike Whitney
Fonte: CounterPunch - http://www.counterpunch.org

botero & abu ghraib Seattle, Washington -- L’artista Colombiano Fernando Botero ha prodotto una brillante collezione di dipinti in grandezza naturale che raffigurano gli orrori di Abu Ghraib. I lavori mostrano prigionieri legati e imbavagliati, ammassati l’uno sull’altro, e che vengono bastonati da soldati Americani. I dipinti hanno un sentore ossessionante, frenetico, come il dipinto medioevale di Pieter Bruegel “Il Trionfo della Morte” (1562) dove l’artista evoca la scena di armate che si scontrano in battaglia mentre innumerevoli teschi ammassati su di un carro vengono portati sullo sfondo di un orizzonte che appare apocalittico.

Abu Ghraib è la via d’ingresso nello stesso tipo di mondo, fedelmente riprodotto in dettaglio da George Bush. Siamo fortunati ad avere uomini come Botero che fanno splendere una luce sui veri macchinari dell’apparato del terrore di Bush. Sono già 100.000 gli Iracheni che sono morti a causa di un atto di aggressione ingiustificato, intere città sono state rase al suolo e 17.000 Iracheni languiscono in gulag sovrappopolati attendendo un improbabile mutamento degli eventi. Botero cattura lo sguardo di disperazione sulle facce di uomini che non hanno più alcuna fede nella giustizia. Mette il suo pubblico a confronto con i sanguinosi puntelli che sostengono il nuovo ordine mondiale e con il crescente numero di vittime innocenti che sono richieste per mantenerli integri. Questo non è il tipo di cose che vedrete sui media, dove i crimini di guerra dell’America vengono cancellati con una pesante lacca di rigogliosa retorica e di previsioni ottimistiche. Il vero affare sono queste immagini, come l’intensa violenza e la umiliazione prodotta da una brutale occupazione.

Mi chiedo se gli Americani sanno che ieri –- articolo scritto il 13 aprile N.d.T. -- 22 Iracheni sono stati uccisi “quando gli elicotteri e l’artiglieria pesante Americana hanno bombardato alcune case nel villaggio di al-Rummana. Fra i morti si sono contati 7 bambini, sei donne e tre anziani.” (Al Jazeera) Le loro case sono state spianate. Nessuno di loro aveva alcuna connessione con l’insurrezione. Sono semplicemente divenuti danno collaterale a causa di un nuovo peccaminoso raid di bombardamento Americano.

Questo è solo uno dei crimini che non vengono registrati e che avvengono in Iraq su base quotidiana senza la pur che minima attenzione da parte della stampa occidentale e senza che una singola parola di protesta venga pronunciata da parte di un Congresso che si limita ad apporre un timbro alle politiche di Bush. Per la maggior parte, In Iraq le telecamere vengono spente a meno che non ci sia abbastanza metraggio che possa essere messo assieme per mostrare i nostri coraggiosi, giovani guerrieri che insegnano la democrazia ad un popolo di sudici.

Sono consapevoli gli Americani del fatto che questa settimana le Nazioni Unite hanno pubblicato un rapporto che mostra che il numero di bambini che stanno soffrendo a causa della malnutrizione in Iraq è in verità raddoppiato da quando la guerra è cominciata 2 anni fa. Questo significa che la miseria per un normale bambino è attualmente più grande di quella che era durante il genocida regime di sanzioni dell’America, quando a morire fu un numero stimato di 500.000 bambini Iracheni, per la maggior parte a causa di malattie prevenibili, e questo per permettere all’America di raggiungere il proprio obiettivo di un cambio di regime. (E’ interessante notare che Colin Powell si riferì alla morte di 70.000 Sudanesi come ad un “genocidio”. Il Sudan ha una popolazione di 48 milioni di abitanti. In Iraq gli USA sono responsabili per la morte di almeno 600.000 persone su una popolazione di 25 milioni. Secondo gli standard di Powell questo sarebbe un doppio o un triplo genocidio).

La tortura, i bombardamenti, la morte per fame, questi sono i blocchi fondamentali della politica in Iraq dell’America, non le chiacchiere vuote sulla democrazia e sulla liberazione. Ascoltiamo Bush che ci offre alcune parole ben selezionate sul lavoro fatto a Falluja per volere di Dio, dove maschi “in età di combattimento” si erano barricati nella città in modo che potessero venire tempestati con le bombe a grappolo e con il napalm. O, forse potrebbe illuminare la sua oratoria con qualche aneddoto sui prigionieri che marciscono nella sua striscia di campi di concentramento che sono adesso sparsi in tutto l’Iraq. Questo è ciò che rende il lavoro di Botero di così grande valore; strappa via la pretesa illusoria e mostra la faccia demoniaca che opera dietro la maschera.

Il capolavoro di Picasso “Guernica” riuscì a galvanizzare intere generazioni verso gli orrori della guerra. I dipinti di Botero avranno indubbiamente lo stesso effetto. Il suo lavoro mostra nei termini più pieni un mondo che è stato spinto fuori dal suo asse a causa della sete di sangue di Washington. Questa è la maniera in cui appare il mondo quando ci si è disfatti della legge e quando gli uomini sono soggetti alla ostinazione di megalomaniaci. La tortura non è mai un qualcosa di estraneo; riflette il vero cuore del regime. E così è per la amministrazione Bush.

I dipinti di Botero ci mostrano la violenza che anima il governo di Bush e che fa presagire un futuro incerto in misura crescente per noi tutti. Meritano sicuramente di essere ammirati.

Note:

Tradotto da Melektro per www.peacelink.it
Il testo è liberamente utilizzabile per scopi non commerciali citando la fonte, l'autore e il traduttore.

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