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    Newsletter n° 47 1 gennaio 2010

    «Un trattato non basta: non dobbiamo mai dare per scontato che gli impegni presi sulla parola e quelli firmati su un pezzo di carta siano veramente mantenuti. Costruire la pace in Sudan è un'operazione a lungo termine».
    Marina Peter in Scommessa Sudan, 2006
    16 dicembre 2010 - Marco Bandini

    Un anno di Sudan


    Il 2009 è stato un anno importante per il Sudan, ricco di avvenimenti che ne
    determineranno la storia futura e la posizione nel contesto internazionale. Alcuni
    hanno avuto anche una buona copertura dai nostri mezzi di informazione, cosa che
    succede molto di rado con gli avvenimenti africani.
    Il più dibattuto è stato certamente il mandato di cattura contro il presidente Omar el
    Bashir, spiccato dalla Corte penale internazionale, che lo accusa di crimini di guerra e
    contro l'umanità compiuti in Darfur. Il provvedimento ha scosso il Sudan, ma non ha
    impedito il proseguimento del cammino, difficile e tormentato, verso le prime elezioni
    libere dal 1989, quando proprio Bashir prese il potere con un colpo di stato militare.
    Le elezioni, previste per l’aprile del 2010, sono considerate il momento centrale del
    processo di democratizzazione concordato nell’accordo di pace del 2005 che ha chiuso
    la guerra tra il Nord e il Sud del paese, durata oltre vent’anni.
    Gli avvenimenti del 2009 e in particolare il durissimo dibattito tra i due contendenti
    (Ncp per il Nord e Splm per il Sud, ora associati nel governo di unità nazionale) sulle
    leggi che devono preparare un terreno favorevole allo svolgimento di elezioni libere e
    democratiche prima e al referendum per l’autodeterminazione del Sud poi, hanno
    dimostrato una volta di più che si tratta di una pace fragile: finora ha resistito,
    nonostante tutto, ma avrebbe bisogno di un ben più costante, attento e disinteressato
    sostegno della comunità internazionale.
    Intanto il Sud Sudan ha faticosamente cercato di gestire la propria autonomia,
    affrontando problemi disparati: dal bilancio che non torna, alla corruzione
    ufficialmente riconosciuta come un peso ormai insopportabile, ai numerosi scontri
    interetnici, fomentati da personalismi e tentativi di destabilizzazione, che hanno
    provocato migliaia di vittime nel corso dell’anno.

    Mentre per il Darfur anche quest’anno si chiude senza pace; anche il processo volto
    alla firma di accordi riconosciuti sembra essersi perso tra le cancellerie dei numerosi -
    troppo numerosi - paesi che si dicono interessati a favorirlo; intanto le condizioni degli
    sfollati, nei campi, si fanno sempre più critiche.
    ***
    Il 2010 vedrà momenti cruciali per il Sudan: le elezioni, innanzitutto, che segneranno
    un momento storico per il paese e per tutta la regione, e la preparazione per il
    referendum al Sud. Questo avverrà in un contesto internazionale sempre più
    preoccupato dall’accaparramento delle risorse disponibili, dai problemi causati dai
    cambiamenti climatici dovuti al riscaldamento globale, dagli imponenti flussi migratori
    determinati da crisi politiche e ambientali. Problemi tutti che investono con forza
    anche il Sudan e i paesi dell’area, che determinano la nascita o la risoluzione di crisi e
    conflitti, e su cui la Campagna italiana per il Sudan cercherà di portare
    un’informazione che tenga conto delle fonti più autorevoli, accanto alle voci dei diretti
    protagonisti e in particolare della società civile che faticosamente si organizza per
    rispondere ai bisogni del proprio paese e della propria gente; società civile che è stata,
    da sempre il nostro referente privilegiato.
    Pensiamo che ci siano ottimi motivi per seguirci per un altro anno, che, ci auguriamo,
    sia foriero di pace e in cui si possano costruire le premesse per la risoluzione di alcuni
    dei problemi che fanno del Sudan e del Corno d’Africa una delle aree più difficili del
    mondo.
    Campagna italiana per il Sudan
    Dalla pagina seguente vi proponiamo l'indice delle Newsletter curate dalla Campagna
    Sudan nel 2009; è possibile leggerle in versione integrale sul sito
    www.campagnasudan.it

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