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MOBILITAZIONE DEI MOVIMENTI SOCIALI PER I DIRITTI DELL’INFANZIA IN AMERICA LATINA IN OCCASIONE DEL 18^ ANNIVERSARIO DELLA CONVENZIONE ONU

30 novembre 2007 - Cristiano Morsolin (Cristiano Morsolin, educatore ed operatore di reti internazionali per la difesa dei diritti umani in America Latina. Co-fondatore dell’Osservatorio sulla Regione Andina SELVAS, lavora in America Latina dal 2001 con esperienze in Peru’, Ecuador, Colombia e)

“Tutti noi bambini e bambine impegnati per esigere i nostri diritti, vogliamo un mondo di giustizia, liberta’ e uguaglianza! Per il diritto alla vida, NO alla violazione dei diritti dell’infanzia!
Sono alcuni titoli dei manifesti colorati gridati come slogan in Piazza Bolivar a Bogota, davanti al Parlamento, da un centinaio di bambini e adolescenti che si sono riuniti a livello nazionale per lanciare il Movimento nazionale dell’infanzia a partire dal loro protagonismo.
Come a Bogota’ anche a Lima (Peru’), a Ciudad del Este (Paraguay), come a Cordoba (Argentina) i movimenti sociali NATs (Niños y Adolescentes Trabajadores, bambini e Adolescenti lavoratori nell'acronimo spagnolo) dell’America Latina hanno organizzato varie iniziative e manifestazioni in tutto il continente in occasione del 18 anniversario della Convenzione ONU dei diritti del Bambino, grazie anche alla cooperazione italiana.
Angel Gonzalez, coordinatore del Movimento Latinoamericano di bambini e adolescenti lavoratori MOLACNATs dal segretariato in Barquisimeto (Venezuela) ha dichiarato che “l’umanita’ ha tardato quasi un secolo per considerare l’importanza di proteggere l’infanzia in situazione di vulnerabilita’. Fin dalla firma della Convenzione abbiamo assunto l’anniversario del 20 novembre da un lato come celebrazione dall’altro per denunciare il fatto che dopo 18 anni questo grande avvenimento mondiale in realta’, si e’ avanzato poco in materia di protezione e promozione dell’infanzia. Potremmo analizzare gli scenari storici mondiali all’inizio del secolo passato per compararlo con l’attuale scenario e non incontreremmo molte differenze a livello di violenza generalizzata che soffrono i bambini e gli adolescenti nel mondo intero. Comunque bisogna segnalare la presenza sempre piu’ articolata delle molteplici esperienze organizzative di bambini e adolescenti che rivendicano ed esigono il compimento dei loro diritti. E’ un segnale importante che infonde speranza affinche’ nel secolo XXI l’infanzia non sia relegata all’immobilismo ma compia con il suo ruolo di protagonismo per svegliare la societa’ adulta.

PERU`

L’istituto di formazione per bambini e adolescenti lavoratori INFANT insieme alla Facolta’ di scienze sociali della prestigiosa Universita’ Nazionale Mayor di San Marcos (la piu’ antica universita’ dell’America Latina) ha organizzato il 16 novembre un seminario dal titolo “Educhiamo o castighiamo? Noi bambini e adolescenti diciamo addio al castigo fisico e umiliante”. Yim Rodriguez, adolescente di 15 anni delegato del Movimento Nazionale di NATs organizzati in Peru’ MNNATSOP ha segnalato che “stiamo raccogliendo 50.000 firme nell’ambito della campagna nazionale “Addio al castigo” che il prossimo 29 novembre consegneremo al Presidente del Parlamento Luis Gonzales Posada. Con questa campagna reclamiamo che si rispetti in Peru’ la Convenzione dei diritti del bambino che nell’articolo 28 segnale che la disciplina nelle scuole deve essere amministrata senza violare la dignita’ dei bambini e adolescenti. Inoltre chidiamo che le defensorias dei Municipi compiano con le loro funzioni di aprire spazi di denuncia per il maltrattamento infantile e proteggano le vittime, considerando che in base ad un recente studio UNICEF in America Latina il 49% dei genitori e’ abituato a propinare castighi fisici e umilianti ai figli.

MNNASOP ha fondato nel 2005 la Rete nazionale dei bambini/e adolescente del Peru’ (che agrega oltre 20,000 bambini e adolescente) che nel luglio scorso ha organizzato la visita di Maria Ortiz, membro del Comitato ONU per la difesa dei diritti dell’infanzia, con sede a Ginebra, per verificare le raccomendazioni ONU nei confronti dello stato andino - vedi articolo che ho personalmente scritto per il network mondiale CRIN di Londra (http://www.crin.org/resources/infodetail.asp?id=14207 )..
Sabato 4 novembre a Lima il Movimento di bambini e adolescenti lavoratori figli di operai cristiani MANTHOC (che attualmente detiene la vice-presidenza dell’Azione cattolica Mondiale MIDADEN) ha celebrato 31 anni di storia rivendicando uno “storico” impegno di cittadinanza attiva, di auto-organizzazione, di incidenza politica che e’ germogliato in vari continenti grazie al coordinamento latinoamericano MOLACNATs, al MAEJT in Africa (appoggiata dall’Ong ENDA, coordinata dall’italiano Fabrizio Terenzio) a Bhima Sangha in India. La scuola di formazione del MANTHOC da oltre 20 anni e’ sostenuta dall’Ong MLAL – Movimento Laici per l’America Latina MLAL di Verona che nel 2003 ha lanciato il progetto “Il mestiere di crescere” rivolto a 3000 studenti in tutt’Italia con l’appoggio del MAE ( http://www.selvas.org/NATsMNNATSOP.html ).

PARAGUAY

In occasione dell’anniversario della convenzione a Ciudad del Este (nella triplice frontiera tra Paraguay, Argentina e Paraguay) il gruppo locale aderente al Movimento Paraguayano dei NATs CONNATs ha realizzato una marcia fino alla piazza del Municipio.
Francisco Estibarribia, adolescente del CONNATs, parla guarani come prima lingua e da otto anni lavora come lustrascarpe nella stazione di Asuncion, ha partecipato al Primo Incontro Nazionale per la partecipazione dell’infanzia e adolescenza (realizzatosi a inizio novembre a Asuncion): “nel nostro paese sta emergendo la problematica dei bambini e adolescenti che vivono in strada e hanno problemi di droga ma lo Stato non garantisce risposte a queste problematiche; solamente la polizia li persegue e maltratta affinche’ i ragazzi di strada non vadano a importunare i turisti. La situazione dell’infanzia in Paraguay si sta deteriorando anche perche’ molti genitori sono costretti a emigrare per la poverta e abbandonano i figli; e’ una grave responsabilita’ dello Stato che non garantisce le condizioni per una vita dignitosa”.
Nel documento diffuso da CONNATs si segnala che “in Paraguay continuano ad aumentare i bambini, bambine e adolescenti che scendono in strada a lavorare per guadagnare un piatto di cibo e per pagare la nostra educazione che non e’ gratuita come indica la Costituzione...”

Queste stesse tematiche sono state approfondite durante il seminario internazionale nell’ambito della TERZA CONFERENZA MONDIALE SULL’INFANZIA (che si e’ appena conclusa a Barcellona) dal titolo “riflessione collettiva a partire dalla realta’ dei bambini e adolescenti lavoratori nel mondo”, con la partecipazione di Fabrizio Terenzio-Enda Africa, Marta Martinez (Universita Computense di Madrid), Manfred Libel, coordinatore della Rete Europea dei Master sui diritti dell’infanzia ENMCR, Jorge Vila- DNI Bolivia.

ITALIA

L’Osservatorio SELVAS ha raccolto il commento di varie persolita’ italiane come Luisa Morgantini, Vice Presidente del Parlamento Europeo, Luigi Cancrini - VICEPRESIDENTE COMMISSIONE BICAMERALE PER L’INFANZIA e Monica Frassoni, Presidente del gruppo Verdi al Parlamento Europeo, Giorgio Tonini, Vice presidente della Commissione Esteri del Senato e la Senatrice Tana de Zulueta.

MESSAGGIO DELLA VICE PRESIDENTE DEL PARLAMENTO EUROPEO LUISA MORGANTINI

Luisa Morgantini, Vice Presidente del Parlamento Europeo (Gue-Ngl), ha sottolineato che“ogni percorso di organizzazione dal basso e di cittadinanza attiva specialmente rappresenta una speranza per la sconfitta della povertà, per la pace e per la difesa della dignità umana.
I movimenti sociali impegnati nella difesa dei diritti dell'infanzia in America Latina tra i quali i Nat (Niños y Adolescentes Trabajadores, bambini e adolescenti lavoratori) in Venezuela o in Bolivia la "Unión de Niños, Niñas y Adolescentes Trabajadores de Bolivia" (UNATsBOL) o tante altre organizzazioni in Perù, Paraguay o Colombia , spesso anche grazie al prezioso aiuto della cooperazione italiana e internazionale, tentano insieme di sradicare sfruttamenti o maltrattamenti, tratte di esseri umani e abusi sessuali ai danni dei minori. Il sacrificio di Iqbal Masih, che a quattro anni cominciò a lavorare in condizioni di schiavitù diventando poi il simbolo della lotta contro lo sfruttamento minorile, e quello di tanti altri ci hanno insegnato che i bambini non sono solo vittime ma possono essere soggetto e protagonisti della conquista delle libertà e della dignità”.

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