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Coordinamento per la tutela della costa teatina

La lenta agonia della Postilli-Riccio

La giornata del fratino, indetta dal WWF Abruzzo, ha fatto emergere ancora una volta lo scempio della costa abruzzese
6 maggio 2008

- Il 22 marzo era la giornata del Fratino, un uccellino grande pochi
centimetri, leggero come un sogno e coraggioso come pochi; un indicatore biologico straordinario, che ci dice in che misura è devastato un habitat.

Il 22 aprile eravamo alla Postilli Riccio, la spiaggia in Abruzzo che spesso deteneva il record di presenze, un vanto!
Mirko Di Marzio, biologo faunista scrive: "La prima sensazione è che quest'anno ce ne siano molti meno dei precedenti, il continuo disturbo comporta che i fratini non riescano proprio a nidificare o a portare a buon fine le nidificazioni iniziate quando ancora il disturbo non era (o non sarebbe dovuto essere) così intenso".

Il tratto sud dove l'amministrazione ha annunciato un secolo fa la creazione del parco delle dune, oggi è in balia dei Quod - moto a tre ruote - che scorrazzano indisturbate; hanno creato anche una pista di 400 metri circa, dove poco o niente è rimasto, le dune, i bellissimi e rarissimi Verbasco Niven, tutto spianato. Nel tratto nord, mezzi pesanti, ruspe e consimili impegnati nella costruzione del famoso troncone infrastrutturale strategico per implementare il traffico con l'EST Europa, a pochi metri dalla battigia, con un mega sottopasso alto tre metri che doveva essere tra i primi provvedimenti, ma che all'oggi è fermo e ricoperto.

Procede invece il ponte sulla foce del fiume Foro, forse progettualmente più facile,
ma molto più controverso, poichè come giustamente osserva la geologa Patrizia Di Giglio, tali opere antropiche “rigide” contribuiscono ad un’accoglienza indegna nelle acque marine di un fiume già molto “sofferente” durante tutto il suo viaggio: la foce del fiume Foro è originariamente a delta e in caso di piene eccezionali dove andrà a sfogarsi e, successivamente, a risedimentare il corso d’acqua?
Quel tratto di fiume è stato normato nel 2004 (D.G.R. del 29 dicembre n.1386) dal PSDA - Piano Stralcio Difesa Alluvioni - e la cementazione collegata alla realizzazione del ponte interessa le 4 classi di Pericolosità che vanno da quella molto elevata a quella moderata.

L'intervento previsto alla foce del Foro e cioè la realizzazione del ponte di collegamento e delle fondazioni dello stesso, costituite da pali cementati armati, non sono assolutamente compatibili con il deflusso naturale delle acque fluviali nella zona della foce; come ben dicono i saggi: viene tolto il respiro a questo tratto di fiume.
Carta straccia se gli strumenti di pianificazione territoriale dichiarano l'opera essenziale, e quello è un nodo strategico infrastrutturale per implementare il traffico con i paesi dell'EST Europa.“VERAMENTE ESSENZIALE “.

Noi al dolore sordo ai pochi, quelli che si inventano uno sviluppo per tutti ma che invece andrà nelle tasche dei soliti, che espropria a 4 soldi la gente onesta, e con l'arroganza del frastuono dei mezzi cingolati, colate di cemento e asfalto spazza via quel poco di bello che resisteva; aggiungiamo la determinazione di stare a controllare, centimetro per centimetro , perchè quella strada la stiamo pagando
con i soldi del nostro duro e onesto lavoro ; già una variante in corso d'opera di 350.000 euro aggiuntivi, è già un pozzo senza fondo.
Ci vorrebbe il coraggio del Fratino, per non lasciare alle generazioni future, solo l'imperfetto del verbo essere, e la sua leggerezza per spazzare il piombo dal cuore degli uomini.

Coordinamento per la Tutela della Costa Teatina

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