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    La recente scoperta di una vera e propria rete ‘ndranghetista, che ha cercato di dominare e opprimere la città di Francavilla e il circondario, è l’ultima (in ordine di tempo) dimostrazione che l’Abruzzo “isola felice” (come già scritto mesi fa) esiste solo nelle menti ipocrite di chi non vuol vedere, di chi vuol cullarsi in una pax borghese e disinteressata alle sorti comuni. La realtà dell’Abruzzo è questa da tantissimi anni.
    4 marzo 2017 - Alessio Di Florio
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    Con la modifica dell’art.117 si arriva ad una concentrazione nelle esclusive “mani“ del governo le autorizzazioni su porti, infrastrutture, energia, inceneritori eliminando qualsiasi possibilità di partecipazione delle comunità e dei governi locali nelle decisioni. Non è un caso che le lobby del petrolio e Confindustria si siano schierate per il Sì. Proprio il presidente di Confindustria Boccia al convegno di Comunione e Liberazione dell’estate scorsa motivava il Sì al referendum non per ragioni politiche ma economiche. E’ qui la sostanza, per nulla segreta, della riforma: far ripartire l’Italia piegando l’ambiente e la sua tutela a quelle logiche che vorrebbero il nostro paese essere terra di conquista per cementificatori, asfaltatori e petrolieri.
    2 dicembre 2016 - Angelo Bonelli
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    Organizza Il Comitato ANPI e aderenti del NO alle Modifiche Costituzionali di Nova Milanese
    21 ottobre 2016 - Laura Tussi
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    Grande enfasi ha accompagnato nei giorni scorsi la notizia dell’uscita ufficiale dell’Abruzzo dal commissariamento sulla sanità post-sanitopoli. Dall’attuale alla precedente maggioranza quasi una corsa ad accreditarsi i meriti dell’uscita da quello che è stato definito un tunnel. Ma per i cittadini, i malati, i meno abbienti di questa Regione purtroppo non c’è nulla da festeggiare. Perché per loro dal tunnel non c’è nessun uscita, ieri, oggi, e ancora domani e in futuro resta un calvario infinito, un peso enorme quotidiano.
    20 settembre 2016 - Alessio Di Florio
Il 26 novembre grande manifestazione a Roma per difendere i referendum

Diffida alla Regione: applicate immediatamente il referendum

Il Comitato per l'acqua pubblica abruzzese diffida il Commissario straordinario Caputi per l'applicazione immediata del referendum sulle tariffe.
21 novembre 2011 - Comitato 2 Sì per l'Acqua Bene Comune Abruzzo

banner referendario del comitato "Salva l'Acqua" Abruzzo

“Applicare immediatamente il risultato referendario” è questa, in sintesi, la richiesta contenuta nella dettagliata diffida inviata nei giorni scorsi al Commissario Straordinario per il Servizio Idrico Integrato Pierluigi Caputi e ai quattro presidenti provinciali. A Luglio scorso la Corte di Cassazione ha ufficializzato i risultati dei due referendum per l'acqua pubblica. Il primo riguardava la privatizzazione forzata delle società di gestione, che ora devono rimanere pubbliche. Con il secondo quesito, invece, i cittadini, abolendo la quota della tariffa relativa alla “remunerazione del capitale investito” hanno sancito che non vi deve essere profitto sull'acqua.


Il Comitato referendario già il 25 agosto scorso aveva inviato al Commissario regionale per la gestione del Servizio idrico, all’Assessore regionale ai Lavori Pubblici ed ai quattro Presidenti di Provincia in qualità di Coordinatori delle 4 Assemblee dei sindaci, una lettera affinché si procedesse all’eliminazione della voce “remunerazione del capitale investito” dalla tariffa del servizio idrico integrato, così come espresso da quasi 600.000 abruzzesi il 12 e 13 giugno. Il Comitato in questo modo ha voluto iniziare ad interloquire in maniera collaborativa con gli enti interessati. 


Dichiara Renato Di Nicola, del Comitato Referendario abruzzese “E' veramente incredibile che a quattro mesi dall'ufficializzazione del risultato referendario non si dia seguito a quanto deciso dalla volontà popolare. Ad oggi, infatti, nessuna risposta è stata data da parte del Commissario – se non una risposta generica da parte del Presidente dellaProvincia di Chieti - nè dei rappresentanti di qualunque altro ente né sono stati presi provvedimenti adeguati. Il Comitato quindi ha deciso di diffidare Commissario e Presidenti delle Province competenti a provvedere immediatamente ad adeguare la tariffa del S.I.I. al fine di renderla coerente con l'esito referendario,  eliminando dalla tariffa stessa la remunerazione del capitale. A tale iniziativa dovranno dare piena pubblicità attraverso comunicati stampa, pagine web affinché tutti siano ben consapevoli di cosa pagano nelle bollette. Qualora persista questa inerzia o, peggio, la volontà di non rispettare le scelte del popolo italiano ed abruzzese, il Comitato procederà a denunciare alla magistratura ordinaria e contabile tale situazione per verificare se esistono comportamenti contrari alle norme. E' veramente deprimente quanto sta accadendo, se si pensa che a Napoli, a seguito del referendum, De Magistris ha riformato profondamente il sistema idrico, trasformando la società di gestione da SPA a Consorzio pubblico, ente di diritto pubblico e non privato chiamato ABC – Acqua Bene Comune, garantendo la partecipazione dei cittadini alle scelte su questo bene comune. Questa è la strada che i cittadini hanno indicato a politici, amministratori e funzionari come il Commissario Caputi che, volenti o nolenti, si dovranno adeguare.”


Intanto la mobilitazione popolare continua senza sosta in Abruzzo e in Italia. Infatti il 26 novembre  il popolo dell'acqua scenderà in piazza a Roma per riaffermare l'uscita  dell'acqua dalle logiche di mercato, per la sua affermazione come bene comune e diritto umano universale e per una gestione pubblica e trasparente del servizio idrico. Il Comitato invita i cittadini abruzzesi a partecipare numerosi alla manifestazione, informandosi sul sito www.abruzzosocialforum.org sulle partenze dei diversi autobus e prenotare ai numeri 3381195358 e 3930739077. 

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