Parco Val d'Agri: veleni nella sorgente "Acqua dell'Abete"

Dai rilievi che l'Arpab avrebbe eseguito, sul terreno e nell'acqua sarebbero state rinvenute sostanze altamente pericolose ed inquinanti, con molta probabilità derivanti dall'attività petrolifera.
12 gennaio 2009
OLA | Organizzazione Lucana Ambientalista

Sequestro della sorgente "Acqua dell'Abete" La OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) – Coordinamento apartitico territoriale di Associazioni, Comitati, Movimenti e Cittadini - denuncia l'ennesimo grave inquinamento ambientale nel Parco Nazionale Appennino Lucano Val d'Agri-Lagonegrese.

Da varie segnalazioni, fonti giornalistiche locali (Il Giornale di Calvello | Anno 1 n.5 Dicembre 2008) e sopralluoghi effettuati si è constatato che, con provvedimento del NOE (Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri) e del Corpo Forestale dello Stato è stata posta sotto sequestro – in data 28 Novembre 2008 - l'area attrezzata "Acqua dell'Abete", situata nel Comune di Calvello, ad oltre 1200 metri s.l.m. L'area si trova nel perimetro del Parco Nazionale Appennino Lucano Val d'Agri-Lagonegrese.

Dai rilievi che l'Arpab avrebbe eseguito, sul terreno e nell'acqua sarebbero state rinvenute sostanze pericolose inquinanti, con molta probabilità derivanti dall'attività petrolifera. A poche centinaia di metri più a monte, infatti, è presente il pozzo Cerro Falcone 2 dell'Eni mentre, sempre nell'area, si stanno effettuando lavori connessi "al progetto di Sviluppo Val d'Agri", sempre dell'Ente Nazionale Idrocarburi, consistenti in posa nel terreno di oleodotti, reti di reinezione e nuove postazioni petrolifere. Non è la prima volta che la medesima zona è interessata da inquinamento da idrocarburi: già nel 2004 l'associazione ambientalista Sos Lucania denunciò il versamento di liquidi oleosi e di idrocarburi, a cui non seguì alcuna azione di disinquinamento e precauzionale a difesa della salute di persone ed animali.

La OLA denuncia come l'episodio non costituisca affatto un caso isolato. Sono, infatti, note a questa Organizzazione altre località interessate da medesimi problemi, nonostante che in uno studio del Cnr e dell'Università della Basilicata l'area veniva definita a "rilevante rischio di inquinamento", mettendo in luce "il percolo di alterazione delle caratteristiche degli acquiferi derivanti da installazioni petrolifere capaci di porre in contatto acquiferi diversi e, soprattutto, fluidi diversi con l'assenza di azioni di sorveglianza della Regione". Lo stresso studio sottolineava, inoltre, come nonostante la scarsa antropizzazione "tali aree, seppure naturalmente protette dalle accidentate configurazioni orografiche, rappresentano spesso, in quanto poco controllate, preferenziali siti per lo smaltimento abusivo di rifiuti di vario genere [...] in particolare nell'area studiata, nei pressi della località Cerro Falcone è situato un pozzo petrolifero".

In riferimento al sequestro di Polizia dell'area attrezzata "Acqua dell'Abete", la OLA chiede di conoscere dall'Assessore all'Ambiente della Regione Basilicata, Vincenzo Santochirico, i motivi ufficiali alla base del sequestro, la natura e la quantità degli inquinanti rinvenuti e le azioni che ha intrapreso, congiuntamente, al Sindaco di Calvello, a tutela della salute pubblica e quella degli animali, con le eventuali azioni di monitoraggio ambientale, sorveglianza e di tipo giudiziario imposte in questi casi dalla legge nei confronti dei responsabili dell'inquinamento.

Per approfondimenti:
http://www.olambientalista.it/parchiart119.htm

Articoli correlati

  • Troppi decessi in nove anni nelle zone vicine all'industria
    Taranto Sociale
    Taranto, l'analisi dei dati presentata da PeaceLink

    Troppi decessi in nove anni nelle zone vicine all'industria

    Nei quartieri Tamburi, Paolo VI e Borgo dal 2010 al 2012 la media annua è 82 morti in più, dal 2013 al 2015 l'eccesso di mortalità scende a 74 per poi risalire a quota 78 nel triennio 2016-2018
    Paola Casella
  • A Taranto 600 bambini sono nati malformati: ma l'informazione non diventa notizia
    MediaWatch
    A proposito di notiziabilità dell'informazione

    A Taranto 600 bambini sono nati malformati: ma l'informazione non diventa notizia

    Sul Rapporto di Valutazione del Danno Sanitario dell'ILVA di Taranto c'era questo dato, assieme a uno stralcio dei dati dello Studio Sentieri. Il governo ha voluto evitare di dare in pasto ai giornalisti questa ricerca, rinviandone al 4 luglio la presentazione pubblica.
    31 maggio 2019 - Alessandro Marescotti
  • Progetto EzMi - Elettrizza Milano!
    Ecologia
    Una soluzione all'inquinamento

    Progetto EzMi - Elettrizza Milano!

    Il progetto trae spunto dalla constatazione che molti cittadini farebbero uso dei mezzi elettrici in sharing ma faticano a superare semplici difficoltà legate all’uso di nuove tecnologie
    21 aprile 2019 - Laura Tussi
  • Convegno a Taranto:
"Salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e di vita"
    Taranto Sociale
    Comunicato di Medicina democratica

    Convegno a Taranto: "Salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e di vita"

    "I cittadini e i lavoratori di Taranto hanno ragioni “da vendere”- ha aggiunto Caldiroli- per pretendere la chiusura o almeno una drastica riduzione dell'impatto dei processi produttivi maggiormente inquinanti (in particolare dell’area a caldo) degli impianti ex ILVA di Taranto.
    12 aprile 2019 - Medicina democratica
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.6.24 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)