Dettaglio notizia - Enzimi di Pace a Farfa
2A Rassegna Cinematografica
Enzimi di Pace
pace - diritti - non violenza
natura - cooperazione Abbazia di Farfa
5/14 Agosto 2004
Piazza Schuster
INFOFESTIVAL
Enzymes of Peace Enzymes de Paix Enzimos de Paz
Enzymen van Vrede Enzyme des Friedens Ένζυμα της ειρήνης
Enzymes da Paz Энзимы мира Enzims de Pau
con il Patrocinio di:
Comune di Fara in Sabina Provincia di Rieti
Assessorato per la Cultura Regione Lazio
Assessorato alla Cultura, Spettacolo, Sport e Turismo
InfoFestival
1
del 27 Luglio 2004
Siamo a pochi giorni dall'inizio del Festival Cinematografico 'Enzimi di Pace', dedicato alla Cinematografia per la Pace.
E' la seconda edizione e si tiene ancora una volta all'Abbazia Farfa, per gentile concessione della Comunità Benedettina Cassinense, che ci ha concesso accoglienza.
La prima cosa importante da dire è proprio sul luogo di svolgimento. L'Abbazia di Farfa è uno di quei posti che sorprendono i suoi visitatori. Dolcemente appoggiata su di una collina, e immersa nel verde del paesaggio della Sabina, ispira fin da subito un sentimento di pace e tranquillità. Sembra quasi che nei secoli nulla del mondo sia riuscito a turbare lo spirito stesso di questo luogo. Tutti noi amanti di Farfa ci ritroviamo spesso a passeggiare nell'antico borgo, oppure a visitare l'Abbazia, felici di esserci. A Farfa ci si sente come su di un'isola ma perfettamente sintonizzati con il resto del mondo.
E il mondo, questo vecchio mondo che in questo momento attraversa un grande momento di difficoltà nei rapporti di convivenza pacifica tra i suoi popoli, sarà rappresentato nella cinematografia proposta dalla rassegna.
Verranno aperte numerose finestre su vari continenti del sud del Mondo (Africa, Asia, America Latina) e nello specifico di alcuni paesi (Burkina Faso, Senegal, Ciad, Tunisia, Cina, Vietnam, Iraq, Palestina, Brasile). Lo scopo è quello di vivere, attraverso le immagini cinematografiche, le realtà, umane e sociali, di altri popoli, altri mondi.
Contemporaneamente i volontari che partecipano al secondo campo di lavoro internazionale, meeting per la pace, (In collaborazione con lo SCI - Servizio Civile Internazionale e l'Associazione l'Isola di Peter Pan, i volontari provengono da Finlandia, Svezia, Gran Bretagna, Irlanda, Polonia, Francia, Slovenia, Italia, Spagna, Portogallo e Serbia) lavoreranno in senso artistico sui temi del meeting, attraverso la realizzazione di libere performance di teatro, danza e musica che saranno create ed elaborate in diretta nel corso del festival. Si sta pensando, in collaborazione con Paolo Maselli, alla realizzazione di un cortometraggio sulle giornate del Festival, che verrà girato con uno stile 'underground' (i partecipanti saranno i realizzatori del prodotto finale).
Domenica prossima, 1 Agosto, arriveranno tutti volontari che verranno ospitati nell'ostello dell'Abbazia.
Il Comune di Fara in Sabina contribuirà all'acquisto dei prodotti necessari per l'alimentazione dei volontari.
Com'è consuetudine nei campi di lavoro ogni giorno 2 volontari si occuperanno della cucina, proponendo anche, agli altri volontari, piatti tipici delle nazioni da cui provengono.
Un campo di lavoro è sempre un'esperienza di vita sociale molto coinvolgente che consigliamo a tutti i giovani che vogliano fare una vacanza intelligente e costruttiva.
Altre informazioni sullo svolgimento del Festival verranno date nei prossimi giorni ed inviate alla nostra 'mailing list'.
Riepiloghiamo il programma della rassegna:
Giovedì 5 Agosto: AFRICA
Souko, le cinematographe en carton
Souko, il cinematografo di cartone
Regia: Issiaka konaté
Paese: Burkina Faso - 1998
Colore - 47 min - Versione originale (bambara/francese) con sottotitoli in italiano
I bambini di Bobo Dioulasso, affascinati dalle immagini del cinematografo, decidono di costruirne uno in cartone e scoprono la magia delle immagini da loro stessi create. Ma durante la proiezione, per magia, si materializza un meraviglioso cavallo bianco. Affascinati dall'animale, i bambini lo seguono ovunque disertando anche la scuola con preoccupazione degli adulti che cercano invano di catturarlo.
Le neveu du peintre
Il nipote del pittore
Regia: Moustapha Dao
Paese: Burkina Faso - 1989
Colore - 50 min - Versione originale (dioula) con sottotitoli in italiano
Il piccolo Alì visita per la prima volta la città di suo zio, imbianchino e pittore. Il ragazzino, però preferisce sognare il suo villaggio lontano e, durante la notte, i personaggi delle fiabe che gli raccontava la nonna, compaiono per farlo sentire meno solo.
A Nous la Rue
A noi la strada
Regia: Moustapha Dao
Paese: Burkina Faso - 1989
Colore - 50 min - Versione originale (dioula)
I bambini africani trascorrono nella strada la maggior parte del loro tempo. Il film è una sequenza di fresche immagini: un'orchestrina improvvisata, bambini che sfornano crocchette e dolci, altri che costruiscono giocattoli con materiale di recupero e dietro a tutto ciò, la strada, come palcoscenico naturale.
Venerdì 6 Agosto: AFRICA
\ La petite vendeuse de Soleil
La piccola venditrice di Soleil
Regia: Djibril diop mambéty
Paese: Senegal - 1999
Colore - 45 min - Versione originale (wolof) con sottotitoli in italiano
Sisi, una ragazza disabile vive d'elemosina sui marciapiedi di Dakar. All'ennesima violenza subita dai piccoli strilloni che vendono i quotidiani, Sisi decide di divenire anche lei venditrice. Nonostante le stampelle e grazie all'aiuto di un Amico, la piccola ce la fa ed inizia x lei una nuova vita.
Zan Boko
Regia: Gaston Kaborè
Paese: Burkina Faso - 1988
Colore - 90 min. - Versione originale (moorè) con sottotitoli in italiano
Un piccolo villaggio rurale viene assorbito in un agglomerato urbano in piena espansione e scompare a poco a poco. Protagonista è il contadino tinga che diviene improvvisamente cittadino in seguito all'annessione della sua casa al perimetro urbano. Nella lotta per difendere il suo territorio dalle mire del vicino, ricco e prepotente, verrà aiutato solo da un giovane e coraggioso giornalista.
Sabato 7 Agosto: AFRICA
Bye bye Africa
Regia: Mahamat-Saleh Haroun
Paese: Ciad - 1998
Colore - 86 min. - Versione originale (francese e arabo) con sottotitoli in italiano
Il regista torna in Ciad dalla famiglia alla notizia della morte della madre. Tra realtà e immaginazione, il film è una riflessione sulle responsabilità del regista come uomo e come cineasta, là dove il cinema non esiste più. O non è mai esistito. Haroun si aggira in macchina con la sua videocamera a scoprire i luoghi della capitale N'djamena, lo scheletro del cinema "La Normandie", gli edifici fatiscenti e squarciati dai bombardamenti della guerra civile. Ritrova amici e un amore finito male. Ma il potere magico delle immagini resiste. Un casting improvvisato ravviva la speranza, recitare continua ad essere il sogno di tanti giovani ciadiani...
Domenica 8 Agosto: AFRICA
Fatma
Regia: Khaled ghorbal
Paese: Tunisia/Francia - 2001
Colore - 124 min. - Versione originale (francese) con sottotitoli in italiano
Nella società tunisina la donna sembra godere di una certa libertà. In realtà si tratta di una condizione complessa e contraddittoria. La storia di fatma è la storia di questa contraddizione. Violentata da adolescente, Fatma è condannata a tacere ed a nascondere per sempre la sua ferita. Ma non si dà per vinta e riesce ad affermarsi negli studi. Inviata in un paesino come insegnante, s'innamora di Aziz, un giovane medico. Torturata dal suo segreto, Fatma è disposta a tutto pur di non perdere Aziz...
Lunedì 9 agosto: ASIA
My american grandson
Il nipotino americano
Regia: Ann Hui
Paese: Taiwan - 1991
Colore - 104 min. - Versione originale (cinese) con sottotitoli in italiano
La vita tranquilla di Ku, un anziano musicista di Shanghai, viene rivoluzionata dall’arrivo del nipotino dagli Stati Uniti. I due instaurano inizialmente un buon rapporto che tuttavia, col trascorrere dei giorni, diventa sempre più conflittuale per la difficoltà nel comprendere reciprocamente gli usi e i costumi dell’altro. Le continue incomprensioni con il nonno spingono il ragazzo a fuggire di casa. La fuga si conclude con un lieto fine insegnando ad entrambi la positività e la ricchezza dell’interscambio.
Martedì 10 Agosto: ASIA
Poussieres de vie
Polveri di vita
Regia: Rachid bouchareb
Paese: Vietnam-Algeria - 1994
Colore - 87 min. - Versione originale (vietnamita) con sottotitoli in italiano
1975: la caduta di Saigon. I soldati americani partono lasciando i figli avuti dalle donne vietnamite. Il nuovo regime decide di rieducare e chiudere in campi di lavoro i bambini "traviati" dalle cattive abitudini americane. Son è uno di questi, costretto a lavorare e a pagare il fio di un padre di cui conserva solo una foto. Le condizioni nei campi sono disumane; Son decide di fuggire e comincia così una folle avventura verso la libertà ...
Mercoledì 11 Agosto: ASIA
Sotto il cielo di Baghdad
Un documentario per la Pace
Regia: Mario Balsamo e Stefano Scialotti
Montaggio: Paolo Maselli
Paese: Italia - girato Iraq nel 2002
Colore - 52 min. - Italiano
E' sereno il cielo sopra Baghdad. Il cielo è sacro, dicono gli abitanti, è una metafora della vita anche se da esso sono cadute, e potrebbero ancora cadere, le bombe "intelligenti".
Mario Balsamo e Stefano Scialotti, due registi italiani, nel novembre del 2002, si recano in Irak per riprendere i concerti di 20 musicisti della missione di pace ‘Il cielo sopra Baghdad’, poi l’accoglienza degli iracheni li convince a cambiare soggetto e raccontare la loro vita quotidiana”. 52 minuti, prodotti da Mauro Berardi per la Fondazione Cinema nel Presente, mostrano "la popolazione di Baghdad e il loro irriducibile desiderio di pace". Così, in apertura, una famiglia irachena guarda, per la prima volta, una registrazione dei bombardamenti del 1991, che trasformava "Desert Storm" in un videogame. Poi partite di calcio a piedi scalzi per le strade, cerimonie nuziali, il traffico del mercato, una bimba che chiede l’elemosina a Saddam City, uno dei quartieri più poveri della città da 12 anni sotto l’embargo e la minaccia costante di nuovi bombardamenti. Immagini della vita normale degli iracheni intrecciate con altre legate al passato che non vorremmo più vedere. Quelle di un ospedale dove i bambini muoiono di leucemia contaminati dall’uranio impoverito sganciato dagli aerei americani e quelle di un bunker bombardato mentre ospitava la popolazione civile. Più ironica e leggera, ma non per questo meno efficace, è la critica al regime del rais che emerge nelle inquadrature di una scuola in cui i piccoli alunni sono costretti dalla maestra a cantilenare: “Non abbiamo paura della guerra perché Saddam ci protegge”.
Nel documentario Sotto il cielo di Baghdad una maestra delle elementari chiede a un’alunna se ha paura degli americani. La bambina risponde: “Sì”. La maestra, paziente, replica: “No, noi non abbiamo paura degli americani, vero?”. La bambina: “Sì”. “E perché non abbiamo paura degli americani?”. La bambina tace e guarda con occhi perplessi la telecamera. Ancora la maestra: “Noi non abbiamo paura di loro perché noi abbiamo…”. “Saddam”, continua la bambina con un filo di voce e ancora meno convinzione.
Il volto perplesso e intimidito della bambina è l' immagine che conta.
Nelle guerre, in tutte le guerre, non vince nessuno. Perde la vita.
Giovedì 12 Agosto: ASIA/PALESTINA
Jenin, Jenin
Quello che il mondo deve sapere
Regia: Iyad Samudi, Mohammed Bakri
Montaggio: Faycal Hassairi
Paese: Palestina - 2002
Colore - 54 min. - Versione originale (palestinese) con sottotitoli in italiano
Jenin (Cisgiordania), teatro di un intervento militare israeliano senza precedenti che si è protratto per undici giorni - dal 2 al 19 aprile 2002 - e ha lasciato almeno 60 morti sul campo - nessuna commissione d'inchiesta nazionale o internazionale è stata mai autorizzata. È un film di parte ("one side movie", dice infatti il sottotitolo), obiettano alcuni. Ma finché le risoluzioni delle Nazioni Unite riguardo al Medio Oriente e i principi di Madrid non saranno rispettati dal governo israeliano, forse non è possibile fare diversamente. Jenin Jenin va comunque visto. Perché aiuta a capire.'
UN FILM SULLA SOFFERENZA UMANA
Il procedimento è quello tipico dei documentaristi: dare la parola ai testimoni, in questo caso a chi, in cinque minuti d'inferno, ha perso ciò che aveva costruito in quarant'anni, e lascia dietro di sé giovani, la cui sola "cultura" è un mix di guerra, violenza e vendetta senza fine. "Dopo quello che ho vissuto, che senso posso dare alla mia vita?" Si chiede la ragazzina dodicenne, ripresa in campo lungo, mentre sale su macerie all'inizio, da cui discenderà solo alla fine del video.
A una prima visione, forse, sfugge l'enorme lavoro di montaggio, durato circa tre mesi, negli studi della tv satellitare Orbit di Roma; eppure è notevole. Gli argomenti che vengono via via montati in modo che il concetto espresso da un testimone venga ripreso e ampliato dalla testimonianza proposta subito dopo. Ne risulta un effetto corale di prim'ordine. Dove ciascuno trae dall'altro la forza di rilanciare, passando da un proclama a un ricordo, da un martire a un sarcasmo. Fino all'immagine dell'anziano di spalle che dichiara: "Resteremo qui fino al giorno del giudizio". Una solenne promessa condivisa dal giovane che incarna il pensiero medio come
dal primario dell'ospedale. Dunque il racconto è fatto di frammenti in movimento, come quelli che compongono la casa distrutta e i pezzi di ricordi, elencati uno ad uno (il letto dove è morto un vecchio padre, il fico di 52 anni.), tracce perdute che il video non può mostrare. Questo è un film fatto di grandi assenze: Bakri ha potuto infatti raggiungere Jenin solo a massacro avvenuto, il 26 aprile 2002, giorno in cui l'Esercito ha lasciato il campo. Ci è rimasto cinque giorni, ritornando solo un'altra volta per alcune rifiniture fotografiche. Ma è stato sufficiente: scheggia su scheggia si ricostruisce una storia, un'unità fatta di rovine. E di dolore. È questo che il suo autore vuole sviscerare in tutte le sue infinite variazioni. Ne risulta dunque un film sulla sofferenza umana: "su un'anima ferita, un cuore spezzato, un albero sradicato, una casa demolita, un fiore spezzato.".
È un dolore così forte, che non ha quasi bisogno di parole. Il primo, sorprendente testimone è un muto. Ma nessuno meglio di lui sarebbe capace di mimare efficacemente gli eventi, a cui ha assistito. I fatti sono talmente enormi che, appunto, non serve una dialettica particolare. Quindici secondi serratissimi racchiudono tutto: gli agguati, gli scontri, le barricare, le esecuzioni. Al primo piano, che puzza di morte e ha perso l'uso del linguaggio, si contrappone un secondo piano più vitale. La città continua a respirare: i vagiti, i canti, i rumori, le ombre raccontano di una comunità che è stata colpita al cuore, ma non è umanamente degradata. Ricomincia sempre da capo. E, soprattutto, non si arrende.
Venerdì 13 Agosto: ASIA/PALESTINA
Ticket to Jerusalem
Regia: Rashid Masharawi
Paese: Palestina - Paesi Bassi - 2002
Colore - 90 min. - Italiano
Soltanto un biglietto per Gerusalemme, anche un biglietto del cinema mobile, che può e deve spostarsi per attuare quel proposito davvero rivoluzionario dentro i territori occupati, divisi, ostacolati. Il passaggio è la misura della comunicazione, dello sforzo che la parola e l'immagine devono compiere per liberarsi delle barriere. Nel film di Masharawi si ha la netta sensazione che gli abitanti di Gaza e West Bank come d'altra parte gli israeliani siano vittime di un ingranaggio perverso che ha già imposto un modo di vivere, alcune regole per mantenere un ordine voluto oscuramente da un potere invisibile. Mentre gli abitanti dei luoghi si adattano a tutte queste piccole regole, i posti di blocco, i coprifuoco, la libertà di circolazione che dipende strettamente dalle news dei grandi circuiti internazionali, laddove si stabilisce la situazione di maggiore o minore gravità del conflitto, il momento di aumentato allarme. Ma dai minareti continuano ad alzarsi i canti dei muezzin, e nell'aria si odono i rintocchi delle campane nelle chiese ebraiche. Ma soprattutto i bambini devono continuare la loro vita di bambini, cosicché genitori e parenti di questi bambini manifestano gli stessi desideri e le stesse speranze per il futuro dei loro figli. La necessità di crescere in un ambiente dove l'armonia è anche assicurata dai cartoni animati della Disney. La guerra culturale, a cui allude Masharawi, è già deflagrata, ha già superato le divisioni e i posti di blocco, ha determinato la condizione residuale delle culture non occidentali e la contrapposizione, i conflitti interni, appaiono sempre più come lo strumento principale per ottimizzare la colonializzazione., attraverso la propaganda continua di divisioni e conflitti insanabili. Non c'è la guerra nel film di Masharawi, ma lo stupito, attonito sguardo su quello che quotidianamente accade nel paese, una consapevolezza di un vincolo forte, di una pervicace costrizione alla quale tentano disperatamente di contrapporsi, ma con metodi e comportamenti pacifici, anche gli uomini del cinema mobile.
Sabato 14 Agosto: AMERICA LATINA
SEM TERRA
Senza Terra
Regia: Pasquale Scimeca
Montaggio: Paolo Maselli
Paese: Italia - girato in Brasile nel 2002
Colore - 90 min. - Italiano
E’ militante il cinema che scorre nelle vene di Pasquale Scimeca, il regista di Placido Rizzotto.
Lo testimonia, se ce ne fosse bisogno, il documentario Sem Terra in concorso a Locarno 2002 nella sezione Cineasti del Presente.
Firmato insieme a Roberto Torelli (Bella ciao) e nato quasi per caso a Porto Alegre, in Brasile, durante il World Social Forum del febbraio scorso, racconta l’omonimo movimento brasiliano che raccoglie i lavoratori rurali in lotta per la riforma agraria.
Si apre con un campo lungo su case gialle che si affacciano sulla laguna della città, poi una superba ballerina in rosa, i corpi di vecchi e bambini carioca e il volto fiero di un ragazzo che dice: “Qui in Brasile siamo pieni di materie prime però se le fregano gli altri”. Ad accompagnare le immagini, le melodie di Chico Buarque.
Sem Terra, girato in digitale, prodotto da Mauro Berardi per la Fondazione Cinema del Presente e montato da Paolo Maselli, è stato proiettato nella sede romana del Parlamento europeo, in occasione della giornata mondiale della lotta contadina.
Verranno anche proiettati i cortometraggi realizzati dalle scuole d'Italia, sul tema della pace, per la settima edizione del concorso l'albero dei colori.
Info: 340-0585167 - 338-8546244
www.enzimidipace.org
info@enzimidipace.org
Organizzazione: Italo CASSA
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