mostra fotografica

https://www.itsliquid.com/opening-visions-venice-2024.html

8 novembre 2024
ore 18:00 (Durata: 3 ore)
Palazzo Albrizzi-Capello, Cannaregio, F.TA SAN ANDREA 4118, 30121 Venezia VE, Venezia (VE)OSMGoogleApple
https://www.eventbrite.it/e/visions-canvas-art-fair-2024-tickets-1051879478837

VISIONS – CANVAS ART FAIR 2024 Novembre 08 - 22, 2024 Palazzo Albrizzi-Capello, Venezia ITSLIQUID Group, in collaborazione con ACIT Venezia - Associazione Culturale Italo-Tedesca, è lieta di annunciare l’inaugurazione di VISIONS, terzo appuntamento di CANVAS INTERNATIONAL ART FAIR 2024, che si svolgerà a Venezia presso Palazzo Albrizzi-Capello dal 08 al 22 novembre 2024 e in altre sedi prestigiose ed edifici storici durante la 60ª Biennale d'Arte di Venezia. CANVAS è una fiera d'arte internazionale che propone progetti collettivi e personali di artisti internazionali sia leader che emergenti. L'edizione 2024 rappresenta un forum per lo scambio diretto di idee e contatti tra collezionisti, artisti, fotografi, designer e professionisti dell'arte. La fiera d'arte presenta in mostra dipinti, sculture, fotografie, installazioni, videoarte e performance dal vivo. La parola “canvas”, inglese per “tela”, fu usata per la prima volta in Italia nel XIV secolo ed è diventata il supporto più comune per la pittura a olio, sostituendo i pannelli di legno. Nel corso dei secoli il significato di “tela” è cambiato, partendo dai dipinti e passando per la pellicola fotografica e cinematografica, esplorando il corpo umano fino al mondo digitale. La tela è il terreno comune dei creativi sulla quale potersi esprimersi. Abbiamo esteso l’invito a tutti gli artisti che vogliono condividere la loro ricerca artistica personale attraverso qualsiasi tipo di media, dalla pittura alla scultura e alle installazioni, dalla fotografia alla videoarte e alla performance dal vivo. VISIONS è nata con lo scopo di esplorare tutti i diversi aspetti delle identità sociali, fisiche e culturali della nostra società contemporanea. Ogni giorno ci confrontiamo con una moltitudine di identità e ruoli diversi: affrontiamo la vita pubblica creando e adattando le nostre identità sociali; il nostro corpo e i nostri gusti estetici si modificano e sono modificati dalle nostre identità fisiche e sessuali; tutto il nostro essere si evolve così come fanno la cultura, i costumi e le città contemporanee per creare combinazioni originali e occasioni di interscambio tra nuove “identità liquide” in “città liquide”. Davvero visionario è il lavoro dell’artista digitale austriaca Katharina Gross: la sua opera "Seascape Symphony" colma il divario tra moda e arte digitale invitando lo spettatore a riflettere sulla fluidità della bellezza e dell’eleganza nel mondo contemporaneo. La sua è una profonda celebrazione della forma, della luce e dell'interazione tra i materiali che appaiono sospesi nel tempo e nello spazio. Se Gross si relaziona con la dimensione figurativa, l’opera di Günther Bächler vuole raccontarsi per mezzo di macchie astratte che si diffondono su tutta la superficie. Proveniente dalla Svizzera, l'artista utilizza un mix di texture per trasmettere la sensazione di qualcosa che emerge da una superficie plurisfaccettata. Il titolo “There’s a crack in everything” funge da punto di riferimento a partire dal quale gli osservatori possono trarre una miriade di nuove e inaspettate visioni. Nella straordinaria location di Palazzo Albrizzi-Capello, un'altra visione che trasuda colore è quella proposta dall'artista olandese Martijn Walet: “Thermal Pink” non è solo un’istantanea, bensì un'esplosione di colori che stimola il senso della vista. La passione per i luoghi abbandonati guida Martijn nel tentativo di riscoprire la bellezza di ciò che una volta era. Tale prospettiva sugli spazi fisici è evidentemente controbilanciata dal punto di vista di Andy Fung in “Exit”. L’artista londinese ma originario di Hong Kong ribalta il concetto principale della mostra così come esplorato finora per preparare la strada verso una ricerca del sé per ogni individuo. Colori e sfumature, quindi, diventano più scuri e profondi man mano che lo spettatore si affaccia sul proprio mondo interiore. Spontaneità e intuizione sono il terreno fertile da cui nasce la visione di Ingeborg Ludwig. Il pittore tedesco ha selezionato due opere caratterizzate da trame dinamiche e gestuali. La sua arte è guidata dal desiderio di esplorare le complessità dell'esperienza umana, con l'obiettivo di coinvolgere i visitatori a livello personale e di guidarli nel trovare le proprie visioni all'interno di forme astratte. Analoga ma davvero inaspettata è la proposta di Frank Gérard: non solo l’artista francese realizza esperimenti con i video, ma utilizza anche l’intelligenza artificiale per offrire un’esplorazione visiva ed emotiva unica. “Random Visions” immerge gli spettatori in un mondo surreale segnato profondamente dalla tecnica del morphing, dove immagini e concetti si trasformano in modo fluido e imprevedibile, sfidando i limiti dell’immaginazione umana. In mostra è esposta l'opera espressionista ma al contempo figurativa del tedesco Leonard Gabriel: la sua pittura riesce a evocare un senso di intimità anche se, ancora una volta, i colori vivaci si rivelano essere ancora una volta i principali protagonisti della scena rappresentata. "Night Travellers" racconta la storia di uno dei tanti momenti solitari che gli individui attraversano durante un viaggio. L'uso espressionista del colore consente al pittore di espandere la scena oltre i limiti fisici della tela per comprendere non solo elementi visivi ma anche sensazioni, sentimenti e il senso dello scorrere del tempo. D'altra parte, il surrealismo è la chiave per interpretare il lavoro di Craig Hepburn: combinando i principi dell'arte tradizionale con i media contemporanei, "Nude geometry" collega il mondo fisico e quello digitale, creando opere tese e suggestive con un senso estetico distintivo. Una singola tonalità viene esplorata attraverso il gioco tra gli scuri più profondi e tonalità per lo più sature: l'effetto complessivo è un senso di caldo abbraccio ma anche di equilibrio e sospensione. Un altro uso sofisticato del colore e della luce si ritrova nel lavoro del fotografo di moda e regista newyorkese Emiliano Santapaola, “After the Storm”. Famoso per il suo approccio estremamente sensibile alla fotografia, il lavoro di Santapaola è una composizione sorprendentemente semplice, dominata da luminosità e pulizia. Chiaramente, per l’artista immaginare una data cosa significa affrontarla direttamente, seppure attraverso una immancabile composizione sperimentale. Infine, Arthur Henry si distingue con il suo "Sounds of Venice": segnato profondamente dalla musica, il lavoro di Henry scaturisce da una moltitudine di frammenti sonori partendo dai quali l’artista crea magistralmente collage suggestivi per dimostrare ancora una volta che la musica connette e unisce le persone, creando un grande insieme a partire da di piccole parti. La mostra sarà ulteriormente arricchita da una selezione accurata di video artisti che si sono avvicinati al concetto di VISIONS attraverso i loro strumenti prediletti: movimento, sequenze di immagini e narrazione, il tutto dando vita a un senso continuo di visioni molteplici e sovrapposte degli esseri umani e della loro realtà. INAUGURAZIONE 08 Novembre 2024 | 18:00 Palazzo Albrizzi-Capello Associazione Culturale Italo-Tedesca (ACIT), Cannaregio 4118, Venice Opening hours | Monday – Friday . 09.30 – 17.30

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