conferenza

Caucaso: Una crisi umanitaria dimenticata

23 febbraio 2007
ore 22:00 (Durata: 1 ore)

Il 23 febbraio ricorre il 63esimo anniversario della deportazione dei popoli ceceno e caucasici verso l'Asia Centrale ordinata da Stalin. Quasi un milione di persone furono trasferite forzatamente, molti furono uccisi durante il rastrellamento e moltissimi altri morirono per le condizioni disumane durante il trasporto e nelle terre di insediamento. Solo dieci anni dopo, in seguito alla morte di Stalin, la popolazione cecena poté far ritorno in patria. Ma nel 1994 il governo russo di Boris Eltsin ha ripreso la politica di annientamento verso questa martoriata popolazione. La prima guerra cecena (1994-1996) costò la vita ad almeno 100mila persone e ancor di più ne sono morte nella seconda guerra, in corso dal 1999. In tutto è stato eliminato circa il 20 per cento della popolazione cecena. Nel 2004 il Parlamento Europeo ha finalmente approvato una mozione che riconosce gli eventi del 1944 come 'genocidio', istituendo il 23 febbraio come giornata mondiale della memoria per ricordare quei tragici fatti. Nel resto del Caucaso esistono anche altre tensioni e 'conflitti congelati' che potrebbero riaccendersi e che attualmente sono alla base di una involuzione autoritaria nella regione e che determinano una grave situazione umanitaria. Obbiettivo del CPC è quello di spezzare il silenzio dei media, delle organizzazioni internazionali, della politica e dei governi occidentali sulle continue violazioni dei diritti umani.

Volantino: http://www.altraofficina.it/fuoritempo/caucaso.pdf

Per maggiori informazioni:
Marco Masi - Portavoce del Comitato per la Pace nel Caucaso
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