“Il pane loro - storie di una Repubblica fondata sul lavoro”
Una produzione teatrale contro gli infortuni sul lavoro. Stamani, a Bari, alle
12, alla saletta riunioni della Presidenza regionale, gli assessori al lavoro e al Mediterraneo, Marco Barbieri e Silvia Godelli, presenteranno lo spettacolo “Il pane loro - storie di una Repubblica fondata sul lavoro” di Stefano Mencherini, con la direzione artistica del progetto di Ulderico Pesce e dello stesso Mencherini. Alla conferenza stampa parteciperanno autore, regista e attori, oltre a Mimmo Pantaleo, segretario generale della Cgil Puglia, Luigi D’Isabella, segretario della Cgil di Taranto, e rappresentanti dell’associazione “12 Giugno”, che coordina i familiari delle vittime del lavoro all’Ilva di Taranto.
La “prima” nazionale è programmata venerdì 29 febbraio, alle 20.30, alla mensa TCT (Taranto Container Terminal) al porto di Taranto. A seguire sarà di scena al Sant’Eustachio di Brescia, storica azienda metalmeccanica, poi a Roma, Bologna e Torino. Inizialmente, le location sono volutamente non convenzionali. Niente palco, nessun teatro, ma per la prima volta uno spettacolo teatrale che su questo tema entra in veri luoghi di lavoro (porti, fabbriche metalmeccaniche, cantieri) o in spazi strettamente collegati. Il pubblico e i lavoratori intorno agli artisti, e gli artisti tra il pubblico e i lavoratori. Che saranno chiamati a commentare ed eventualmente ad integrare la realizzazione presentata.
“Il pane loro” vuole essere uno spettacolo teso a creare un confronto diretto con chi è già nel mondo del lavoro e con chi ne farà parte, ma anche con le istituzioni e la politica con lo scopo di informare, sensibilizzare, denunciare e provocare reazioni sul fronte della sicurezza. Partner
istituzionali sono la Fillea Cgil Nazionale, la Provincia di Roma, la Regione Puglia (assessorato al lavoro e assessorato al Mediterraneo) e il Comune di Bologna (assessorato alla cultura) che ne supportano la produzione e la diffusione in Italia.
La testimonianza di Ulderico Pesce "Ecco il Sud degli operai" il regista Racconto l´odissea tragica di Antonio, una tuta blu del Mezzogiorno
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«La Puglia è stata colpita a morte», dice Ulderico Pesce, lucano, nipote di un operaio morto sul lavoro e figlio di un sindacalista della Cgil. Tra i più ascoltati portavoce in Italia del teatro - o della messinscena come preferisce lui - «che racconta la vita». Data la contiguità tra Puglia e Basilicata, la sua narrazione ha spesso abitato qui, come nel caso del Triangolo degli schiavi sulla nuova tratta dei clandestini dei pomodori nel foggiano.
Pesce, la Puglia mostra una nuova sensibilità per la scena civile.
«È comprensibile in quanto regione più bersagliata d´Italia e, quindi, giacimento di storie da raccontare. Se parliamo di sistemi di sicurezza carenti c´è l´Ilva, se l´argomento è la chimica o l´inquinamento ci sono anche Brindisi e Manfredonia e se si tratta di discariche ci spostiamo a Canosa, a Carlantino o a Nardò. Una regione massacrata molto vicina alla Basilicata. Storicamente lo Stato ci ha voluto sfamare facendoci soffrire».
Nel Pane loro, il suo nuovo spettacolo su testo di Mencherini c´è Antonio, operaio del Sud.
«Gli studi dimostrano che i mezzi di produzione appartengono al Nord e le braccia ancora al Sud, a 150 anni dall´Unità d´Italia. Antonio è un ragazzo meridionale il cui padre viene ucciso in una fabbrica. Tenterà di sfuggire al suo destino ma non ci riuscirà. È una storia realmente accaduta»
Fare battaglie col proprio teatro come la fa sentire?
«In pace con me stesso, dormo sogni tranquilli. Mi rendo conto che alcune campagne producono risultato e, alla fine, mi sento più un operaio che un attore, quasi una Rsu».
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