rappresentazione teatrale

Come Va il Mondo?

6 marzo 2009
ore 21:00 (Durata: 2 ore)

Spettacolo teatrale di Daniela Martinelli e Francesco Pigozzo con Paolo Barillari Organizzato da: Il Movimento Federalista Europeo (MFE) - Sezione di Prato, la Gioventù Federalista Europea (GFE) - Sezione di Prato e ARCI Prato

1942
Guerra Mondiale ed Europa al centro di un sistema ancora basato sul mito del secolo precedente: lo stato nazionale sovrano,
con la sua identità forte, unificatrice ma discriminatoria.
Passioni liberali, socialiste e comuniste si dividono gli spiriti che si battono per evitare l’imposizione del modello imperiale nazi-fascista.

Anni 2000
La guerra è un evento diffuso, ma apparentemente lontano; preoccupano il terrorismo, la concorrenza mondiale e le difficoltà a mantenere uno stato sociale, la scarsità delle risorse energetiche e i problemi ambientali... Gli equilibri del pianeta non hanno più un unico centro egemonico. Le varie istituzioni internazionali che si sono create appaiono inadeguate ai problemi da fronteggiare. Vecchie ideologie e interi sistemi politici sembrano naufragati senza trovare veri sostituti...

Due personaggi, uno spazio surreale e il bisogno di trasmettere una scoperta che dà un punto di vista pivilegiato sul mondo.
Più che uno spettacolo, “Come Va il Mondo?” è una folle scommessa comunicativa, tra linguaggio teatrale, impegno politico e impulso divulgativo.
Nello scorrere lineare del tempo della rappresentazione, sono in realtà molteplici i percorsi che si dipanano sulla scena: nessuno basterebbe a una trama, ma tutti insieme danno vita a una storia.
Ci sono due individui misteriosamente legati l’uno all’altro, entrambi presi nella costruzione di una propria identità; il loro cammino coincide con un’argomentazione teorica lucida, da seguire lungo il doppio filo del passato in cui era stata scritta e del presente che illumina in maniera inaspettata; in questo modo, va in scena anche il superamento della lacerazione tra necessità crescente di occuparsi dei problemi che ci circondano e difficoltà altrettanto crescente di farlo in maniera efficace, collettiva ma senza retorica, moralismi o élitario cinismo.
Nel tentativo di far tornare in vita l’eredità più preziosa di un uomo particolare: Altiero Spinelli...

Altiero Spinelli (1907-1986) aderì giovanissimo al neonato partito comunista, partecipando all’attività clandestina. Arrestato nel 1927, scontò dieci anni di carcere e sei di confino. Questo lungo e difficile periodo, nel quale entrò ragazzo di vent’anni per uscirne uomo di trentasei, rappresentò per lui l’occasione forzata di approfondire la sua formazione e di riflettere sul primo entusiasmo politico. Maturò un lucido distacco dal partito comunista, ma solo negli anni trascorsi a Ventotene poté trovare nuove e più solide fondamenta al suo intatto impulso di uomo attivo, instancabilmente dedito alla causa di un vero progresso umano. La scoperta di una nuova prospettiva con cui leggere la storia contemporanea lo portò ad individuare con chiarezza un preciso obiettivo politico, l’unico che unisse alla spinta etica il desiderio di efficacia. Nel celebre “Manifesto di Ventotene”, scritto con la collaborazione di Ernesto Rossi, Spinelli sintetizzò le ragioni per cui concentrarsi sulla creazione di una Federazione Europea, unica via realistica per costruire la pace sul continente e in prospettiva nel mondo.
Il ritorno alla libertà nel 1943 gli permise di cominciare a mettere subito in atto il suo programma. Poche persone hanno dato la propria vita a una causa con la passione e la determinazione con cui Altiero Spinelli, da allora, si votò al superamento del vero ostacolo che aveva compreso frapporsi all’emancipazione umana: la divisione in stati nazionali sovrani. I quarantatré anni successivi di attività politica, da fondatore del Movimento Federalista Europeo a Commissario e Parlamentare Europeo, sono stati spesi nella convinzione che solo tenendo aperta quella prospettiva sarebbe stato possibile garantire un futuro all’umanità.

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Simone Vannuccini
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