presidio per la liberazione dei prigionieri palestinesi nelle carceri israelianee
Rete Romana di Solidarietà con il Popolo Palestinese, Comunità Palestinese di Roma e del Lazio, Amici della Mezza Luna Rossa Palestinese indicono un presidio
in solidarietà con i palestinesi rinchiusi nelle carceri israeliane
Il 27 settembre 2011, centinaia di prigionieri politici palestinesi hanno iniziato uno sciopero della fame denunciando le condizioni di detenzione disumane e contrarie alla IV Convenzione di Ginevra (art. 33).
Lo sciopero è stato sospeso il 18 ottobre in seguito al rilascio di 477 detenuti nello scambio con Shalit, ritenendo che tale rilascio avrebbe portato a misure punitive meno disumane, ma finora nulla è cambiato.
Il numero impressionante di detenuti palestinesi arrestati da Israele è di per sé un chiaro segnale dell’arbitrio che questo stato, inappropriatamente definito democratico, esercita sui territori illegalmente occupati.
A metà ottobre i palestinesi detenuti nelle carceri israeliane erano 5.374 di cui 176 minorenni (e 31 di questi addirittura bambini) imprigionati con modalità “crudele e degradante, compreso il ricorso alla tortura”, come documentato in un convegno tenutosi a Roma il 28 maggio 2011 sulla “Detenzione e tortura a carico di minori”.
Dal 2005 al 2010, secondo il Centro B'Tselem (Centro Informazione Israeliano per i diritti umani nei territori occupati), almeno 835 minori - tra cui molti ancora bambini - sono stati arrestati, processati e condannati dalla corte militare con l’accusa di aver tirato pietre, e sottoposti a violenza fisica e psichica per lunghi periodi causando loro gravi perturbazioni psichiche spesso indelebili.
Pochi sanno che a molti prigionieri, anche minori, non viene attribuito alcun capo d’accusa specifico e per questo vengono rinchiusi in stato di “detenzione amministrativa”, condizione coatta che li priva della libertà, anche per lunghi periodi, senza alcun processo.
Negli anni, migliaia di Palestinesi hanno subito questo arbitrio da parte di Israele, che prendendosi gioco di tutte le regole previste dal diritto internazionale e dalla stessa legge israeliana - inapplicata quando il detenuto non è cittadino ebreo - ha sequestrato anche per interi anni adulti e minori palestinesi, privandoli del diritto alla libertà, alla difesa legale e al giusto processo.
Per questo ci troviamo qui,
ad informare
a chiedere rispetto per il diritto internazionale e l’umanità
a condannare ogni pratica criminale di sequestro
di bambini e adulti ad opera di corpi militari.
info e contatti: reteromanapalestina@gmail.com
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