presidio

presidio per la liberazione dei prigionieri palestinesi nelle carceri israelianee

7 novembre 2011
ore 17:18 (Durata: 2 ore)

Rete Romana di Solidarietà con il Popolo Palestinese, Comunità Palestinese di Roma e del Lazio, Amici della Mezza Luna Rossa Palestinese indicono un presidio

in solidarietà con i palestinesi rinchiusi nelle carceri israeliane

Il 27 settembre 2011, centinaia di prigionieri politici palestinesi hanno iniziato uno sciopero della fame denunciando le condizioni di detenzione disumane e contrarie alla IV Convenzione di Ginevra (art. 33).

Lo sciopero è stato sospeso il 18 ottobre in seguito al rilascio di 477 detenuti nello scambio con Shalit, ritenendo che tale rilascio avrebbe portato a misure punitive meno disumane, ma finora nulla è cambiato.

Il numero impressionante di detenuti palestinesi arrestati da Israele è di per sé un chiaro segnale dell’arbitrio che questo stato, inappropriatamente definito democratico, esercita sui territori illegalmente occupati.

A metà ottobre i palestinesi detenuti nelle carceri israeliane erano 5.374 di cui 176 minorenni (e 31 di questi addirittura bambini) imprigionati con modalità “crudele e degradante, compreso il ricorso alla tortura”, come documentato in un convegno tenutosi a Roma il 28 maggio 2011 sulla “Detenzione e tortura a carico di minori”.

Dal 2005 al 2010, secondo il Centro B'Tselem (Centro Informazione Israeliano per i diritti umani nei territori occupati), almeno 835 minori - tra cui molti ancora bambini - sono stati arrestati, processati e condannati dalla corte militare con l’accusa di aver tirato pietre, e sottoposti a violenza fisica e psichica per lunghi periodi causando loro gravi perturbazioni psichiche spesso indelebili.

Pochi sanno che a molti prigionieri, anche minori, non viene attribuito alcun capo d’accusa specifico e per questo vengono rinchiusi in stato di “detenzione amministrativa”, condizione coatta che li priva della libertà, anche per lunghi periodi, senza alcun processo.
Negli anni, migliaia di Palestinesi hanno subito questo arbitrio da parte di Israele, che prendendosi gioco di tutte le regole previste dal diritto internazionale e dalla stessa legge israeliana - inapplicata quando il detenuto non è cittadino ebreo - ha sequestrato anche per interi anni adulti e minori palestinesi, privandoli del diritto alla libertà, alla difesa legale e al giusto processo.
Per questo ci troviamo qui,
ad informare
a chiedere rispetto per il diritto internazionale e l’umanità
a condannare ogni pratica criminale di sequestro
di bambini e adulti ad opera di corpi militari.

info e contatti: reteromanapalestina@gmail.com

Per maggiori informazioni:
loretta mussi
Aggiungi a calendario: Google - Outlook - Apple - Altri

Prossimi eventi - Aggiungi

Mappa

Eventi dei prossimi giorni

Ricerca eventi

Dal sito

  • Latina
    Il programma approvato copre il periodo dal 1° luglio 2026 al 31 dicembre 2030

    L'ONU approva 116 milioni di aiuti alimentari a Cuba nonostante il veto USA

    Uno schiacciante isolamento diplomatico per Washington. il voto al WFP (World Food Programme) assume un forte significato politico: non solo riconosce la necessità di aiuti, ma segnala una maggioranza ampia e trasversale pronta a sostenere Cuba nonostante l'illegale embargo USA
    2 luglio 2026 - Redazione PeaceLink
  • Pace
    Donne in presidio a Monte Berico

    “Yankee go home”, iniziativa a Vicenza

    Un gruppo di 18 donne ha interrotto la consueta routine dei soldati americani che ogni giorno percorrono le scalette di Monte Berico. Con bandiere della pace e palestinesi hanno scandito il loro no alla presenza militare USA in città e alla guerra a Gaza.
    2 luglio 2026 - Redazione PeaceLink
  • Conflitti
    Per il 2026, le attività di assistenza sanitaria saranno sostenute da OTB Foundation

    Soccorrere le vittime della guerra, l'ospedale di Medici Senza Frontiere ad Amman in Giordania

    "Accompagniamo i pazienti in un cammino di rielaborazione del trauma, fondamentale per il successo dell’intero percorso di cura”, spiega il dottor Ahmad Mahmoud Al Salem, psicologo di Medici Senza Frontiere presso il Reconstructive Surgery Hospital di Amman.
    30 giugno 2026 - Redazione PeaceLink
  • PeaceLink English
    The tools to impact this chain of death exist

    Blood gold

    A direct line connects the massacres in Sudan to our jewellery shops. We must break the chain that, through the smuggling of gold, finances the war and transforms the United Arab Emirates into an unpunished hub. Yet in Europe, blood gold continues to be traded with eyes closed.
    30 giugno 2026 - PeaceLink staff
  • Conflitti
    Gli strumenti per incidere su questa filiera di morte esistono

    Oro insanguinato

    Un filo diretto unisce i massacri in Sudan alle nostre gioiellerie. Occorre spezzare la catena che, attraverso il contrabbando dell'oro, finanzia la guerra e trasforma gli Emirati Arabi Uniti in un hub impunito. Ma in Europa si continua a commerciare oro insanguinato chiudendo gli occhi.
    30 giugno 2026 - Redazione PeaceLink
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 3.6.1 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)