Approvato lo scorso dicembre un progetto che apre all’estrattivismo minerario

Argentina: Mendoza in piazza per l’acqua

La popolazione locale non è stata consultata e cresce la preoccupazione per i rischi di contaminazione delle risorse idriche. Esultano le lobby minerarie e le multinazionali
11 gennaio 2026
David Lifodi

Argentina: Mendoza in piazza per l’acqua

Lo scorso 9 dicembre, con ventinove voti favorevoli, sei contrari e un’astensione, il Senato di Mendoza ha approvato il progetto San Jorge, il cavallo di Troia che servirà alle multinazionali per promuovere i tanto attesi investimenti minerari nell’intera provincia della città argentina situata nella zona centro-occidentale del paese.

Il progetto, che ha ricevuto la benedizione del presidente Javier Milei, è stato approvato senza alcuna consultazione della popolazione, preoccupata per i rischi che si prospettano a livello ambientale, passati in secondo piano poiché, secondo le istituzioni locali e nazionali, rappresenta un’opportunità di crescita economica ed è stata spacciata come necessaria per creare nuove opportunità di lavoro.

Al contrario, per le organizzazioni popolari l’accelerata in tema di estrattivismo minerario si configura come una provocazione fatta ad arte in un territorio conosciuto per le sue storiche mobilitazioni in difesa dell’acqua e contro l’inquinamento delle risorse idriche, un rischio assai concreto nel caso in cui gli investimenti delle multinazionali non tardino ad arrivare.

Il governatore Alfredo Cornejo (Unión Civica Radical, al governo con il sostegno del partito di estrema destra fondato di Milei La Libertad Avanza) è riuscito ad imporre la sua visione, ma soprattutto quella delle lobby minerarie, grazie al sostegno della destra macrista di Pro – Propuesta Republicana e di una parte del peronismo, ignorando gli allarmi lanciati a più riprese dalla Fundación Ambiente y Recursos Naturales soprattutto per quanto riguarda Uspallata, zona della provincia mendocina dove rimane altissimo il rischio di contaminazione dell’acqua.

La marcia contro l’estrattivismo minerario, in particolare del rame, che è partita il giorno successivo all’approvazione del Progetto San Jorge percorrendo i cento chilometri che separano Uspallata da Mendoza, ha denunciato sia il passaggio successivo che intende compiere Cornejo, la cancellazione della Ley de Glaciares, sia un ulteriore rischio legato allo sviluppo della miniera San Jorge, il consumo spropositato ed eccessivo dell’oro blu.

Già nei mesi precedenti le mobilitazioni contro il progetto San Jorge sono state represse duramente dalla polizia di Mendoza su ordine del governatore, responsabile inoltre della detenzione di alcuni attivisti per compiacere le richieste delle lobby minerarie. In particolare, nell’aprile 2025 Federico Soria, appartenente all’Asamblea de Vecinos Autoconvocados de Uspallata e convinto sostenitore della creazione di un’area protetta Uspallata-Polvaredas in alternativa al progetto San Jorge, è stato arrestato e, dopo alcune settimane, costretto ai domiciliari, in un evidente tentativo di intimidazione.

Da un lato, il governo di Mendoza ha scelto di intraprendere la strada della repressione degli attivisti tramite la persecuzione giudiziaria, dall’altro di ignorare i dati provenienti da ricerche indipendenti che segnalano l’utilizzo di prodotti altamente tossici che, dispersi nell’ambiente, potrebbero giungere facilmente ad inquinare i fiumi e, contemporaneamente, a provocare malattie respiratorie se dispersi nell’aria.

A questo proposito, a fine novembre 2025, è divenuta di dominio pubblico la censura di un dossier del Consejo Nacional de Investigaciones Científicas y Técnicas – Conicet in cui si denunciava l’assenza di dati necessari per una valutazione d’impatto ambientale che si rispetti. Inoltre, contestano i movimenti sociali, in un contesto in cui perdono il lavoro centinaia di migliaia di lavoratori, il governo locale e quello nazionale sostengono che l’estrattivismo minerario e petrolifero sono le fonti che permetterebbero al paese di andare avanti e tentano di far passare gli oppositori come contrari al progresso e allo sviluppo di fronte all’opinione pubblica.

E ancora, il governo di Mendoza non ha mai smesso di criminalizzare la protesta, nonostante le manifestazioni contro l’estrattivismo minerario siano sempre state pacifiche e sia stata la polizia ad attaccare gli attivisti. Proprio per questo motivo il governatore Cornejo è stato accusato di essere “un agente al soldo del capitale straniero contro la sua stessa popolazione” ed effettivamente è difficile dar loro torto. Non di rado, durante il cortei di protesta a difesa dell’acqua, gli agenti hanno aggredito anche i giornalisti, tra cui quelli appartenenti al Colectivo de Medios Comunitarios che accompagnavano le marce dei manifestanti.

Il Progetto San Jorge è stato approvato, ma, c’è a scommetterci, la società civile di Mendoza continuerà a resistere e a scendere in piazza in difesa dell’acqua.

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