rappresentazione teatrale

KAN YA MA KAN كان يا ما كان

15 febbraio 2012
TEATRO GALLERIA TOLEDO VIA CONCEZIONE A MONTECALVARIO ,34, napoli (NA)OSMGoogleApple

osservatrio palestina
presenta
spettacolo teatrale
scritto e diritto da Luisa Guarro
Ispirato a Palestina Fiabe a cura di Wasim Dahmash e Favole del mondo arabo a cura di Inea Bushnaq
Consulenza culturale di Omar Suleiman
Con :
Antonio Grimaldi
Ettore Nigro
Loretta Palo
Omar Suleiman

Disegno luce : Paco Summonte
Tecnico audio :Paolo Petraroli
Progetto e realizzazione video : Mauro Rescigno
Costume :Nello De Blasis
Scenografia : Antonella di Martino e Omar Suleiman
kan ya ma kan....

E’ la tensione d’amore a spingere i personaggi delle fiabe arabe ad intraprendere i loro viaggi.
Sono viaggi lunghi, impervi, vere e proprie discese agli inferi, durante le quali s’incontra quasi sempre il Ghoul, il mostro ripugnante, il non morto, divoratore di carne umana.
Come in un videogame, i viaggi sono articolati a livelli successivi ed ogni livello comporta il pericolo della morte o dell’allontanamento dall’obiettivo: l’incontro d’amore.
Il principe e la principessa, seppur mossi dallo stesso motore e dallo stesso fine, vivono però condizioni e storie assai diverse.
Il principe, eroe delle fiabe destinate alle tende degli uomini, durante il suo percorso incontra vari pericoli ai quali può opporre le sue virtù cavalleresche: la generosità, che sempre ripaga, la sensibilità che ne delinea un profilo poetico, il coraggio, l’audacia e la determinazione del combattente. Per lui il Ghoul non rappresenta un vero pericolo, esso è, infatti, forza bruta facilmente soggiogata dall’intelligenza e dalla virtù.
Altra condizione vive, invece, la principessa, protagonista delle fiabe destinate alle tende delle donne e dei bambini, i suoi viaggi sono quasi sempre fughe e se incontra il Ghoul, forza oscura e maligna, contro di lui non ha alcun’ arma, esso è per lei indomabile ed imprevedibile, una fatalità nefasta.
Quest’analisi fa pensare immediatamente alla condizione di vulnerabilità della donna, soggetta al potere assoluto delle figure maschili, ma riporta anche alla condizione di vulnerabilità dell’uomo che, investito di quel potere assoluto non può commettere errori e deve fare appello a tutte le sue virtù per non diventare un mostro disumano. E’ così che nella nostra rappresentazione il Ghoul e il principe, bene e male scissi dalle fiabe, finiscono col diventare un tutt’uno, spiegandone taluni esiti fantastici.
l’iperrealismo della fiaba, per cui un uomo che abusa del suo potere e abdica rispetto al suo dovere, non è più propriamente un uomo, ma bensì un mostro, i percorsi a livelli successivi con vari ostacoli da superare e il sistema virtuale di ruoli nei quali i personaggi sono inseriti a priori, come imprigionati, fanno della nostra storia una sorta di videogame, con level up, level lost, conquista e perdita delle energie.
Inseriti in un sistema di rapporti di forza, i nostri protagonisti sono destinati a non incontrarsi mai, a non raggiungere il loro obiettivo, a perdersi nel loro deserto, ad affrontare un irrimediabile game over, a meno che non avvenga un miracolo….

e dopo in una tenda beduina ,mangiando dolci e sorseggiando the alla menta

-si fanno repliche di mattina o pomeriggio per le scuole

dal 15 febbraio al 25 febbraio.

dato il numero lemitato di spettatori si consiglia la prenotazione

info e prenotazione : 081 425037 - 0815646162

Per maggiori informazioni:
omar suleiman
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