Il caso dell'ILVA di Taranto nel rapporto ONU

Cosa sono le "zone di sacrificio"?

Sono zone devastate da attività industriali o estrattive, spesso contro la volontà delle popolazioni che sopportano un peso sproporzionato di rischi sanitari e ambientali, sacrificando la propria salute per il sistema economico. Il rapporto ONU è allegato a questa pagina web.
27 marzo 2026
Redazione PeaceLink
Tradotto da per PeaceLink

Rapporto ONU sulle zone di sacrificio

Le zone di sacrificio sono aree geografiche, definite dai rapporti ONU, caratterizzate da inquinamento estremo e degrado ambientale, dove i diritti umani sono calpestati per il profitto industriale.

Il rapporto ONU le considera una "macchia sulla coscienza collettiva", con abitanti trattati come usa e getta, spesso frutto di collusione tra governi e imprese.

Sono zone permanentemente devastate da attività industriali pesanti o estrattive, spesso contro la volontà delle popolazioni locali.
Queste zone ospitano comunità che sopportano un peso sproporzionato di rischi sanitari e ambientali, sacrificando la propria salute per il sistema economico e registrando elevati livelli di morte prematura.

A pagina 11 del rapporto ONU allegato si legge:
"Lo stabilimento siderurgico Ilva di Taranto, in Italia, ha compromesso la salute delle persone e violato i diritti umani per decenni, scaricando ingenti quantità di inquinamento atmosferico tossico. I residenti nelle vicinanze soffrono di livelli elevati di malattie respiratorie, cardiopatie, cancro, patologie neurologiche debilitanti e mortalità prematura. Le attività di bonifica e risanamento che avrebbero dovuto avere inizio nel 2012 sono state rinviate al 2023, con il Governo che ha introdotto decreti legislativi speciali che consentono all'impianto di continuare a operare. Nel 2019, la Corte europea dei diritti umani ha concluso che l'inquinamento ambientale era in corso, mettendo in pericolo la salute dei ricorrenti e, più in generale, quella dell'intera popolazione residente nelle aree a rischio".
Il rapporto - che fa il punto du alcuni casi mondiali particolarmente critici e significativi - prosegue così:

"I precedenti esempi di zone sacrificali rappresentano alcuni dei luoghi più inquinati e pericolosi al mondo, illustrando gravi violazioni dei diritti umani, in particolare nei confronti delle popolazioni povere, vulnerabili ed emarginate. Le zone sacrificali rappresentano la più grave forma di inadempienza immaginabile da parte di uno Stato rispetto all'obbligo di rispettare, proteggere e realizzare il diritto a un ambiente pulito, sano e sostenibile".

Link al rapporto A/HRC/49/53 

https://docs.un.org/en/A/HRC/49/53

Allegati

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